LECTIO BREVIS / 19

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 19:
TRAGEDIE ANNUNCIATE


UN CLASSICO: “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel García Márquez  
UN GIALLO: “La morte nel villaggio” di Edmund Crispin
DALLO SCAFFALE: “Paesi tuoi” di Cesare Pavese  
LECTIO BREVISSIMA: “Il club dei suicidi” di Robert Louis Stevenson

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Gabriel García Márquez – CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA (ediz. orig. 1981)

Di cosa parla: «Il giorno che l’avrebbero ucciso, Santiago Nasar si alzò alle 5,30 del mattino per andare ad aspettare il bastimento con cui arrivava il vescovo». Comincia così la cronaca dell’ultima giornata del protagonista, un ricco giovane che, dopo la morte del padre, amministra l’azienda di famiglia. La condanna a morte viene eseguita dai due fratelli di Ángela Vicario, ripudiata dal marito Bayardo San Román dopo la prima notte di nozze perché non vergine e costretta a confessare il nome di colui che l’ha disonorata…

Di cosa parla: È un romanzo breve costruito, com’è chiaro già dal titolo, come un reportage giornalistico (il narratore è un amico della vittima). Il punto centrale della storia è che tutti in paese sono al corrente del pericolo che corre Santiago Nasar, anche perché i fratelli Vicario non fanno nulla per celare le proprie intenzioni, ma nessuno fa niente per avvertire la vittima. Per i fan di García Márquez è un capolavoro al pari dei romanzi maggiori, per gli altri è un capolavoro e basta (e comunque sugli incipit Gabo era imbattibile).

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Edmund Crispin – LA MORTE NEL VILLAGGIO (ediz. orig. 1951)

Di cosa parla: Quale ragione ha spinto il misterioso signor Datchery a stabilirsi nel villaggio di Cotten Abbas? Di certo, la vita del paese è scossa da qualche tempo da una serie di lettere anonime che, tra oscenità, insinuazioni e maldicenze, vengono recapitate agli abitanti del luogo. Ne ha ricevute pure la dottoressa Helen Downing, la cui preoccupazione diventa vero terrore alla scoperta del suicidio della sua amica Beatrice, anche lei destinataria, a quanto sembra, di una lettera incriminata. E quando un innocuo studioso trasferitosi da poco nel villaggio verrà trovato assassinato, il gioco si fa sempre più pericoloso…
Commento: Musicista e compositore di professione, Crispin si dedicò per un decennio anche alla scrittura di gialli (il suo ispiratore, poi divenuto suo amico, fu John Dickson Carr). Questo – l’ultimo dei suoi otto romanzi – si colloca nella scia di una duplice tradizione: quella dei delitti di villaggio e quella delle lettere anonime che seminano veleni e annunciano crimini (i modelli sono Il terrore viene per posta di Agatha Christie e La vedova beffarda di Carter Dickson). Trama solida, buona caratterizzazione dei personaggi, un tocco di humour.

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Cesare Pavese – PAESI TUOI (ediz. orig. 1941)

Di cosa parla: Il meccanico torinese Berto, appena uscito di prigione, decide di accompagnare il contadino Talino, compagno di cella scarcerato insieme a lui, fin nel suo paese sulle Langhe, dove lo aspettano l’anziano padre, la madre e le quattro sorelle. Della più giovane di queste, Gisella, Berto finisce per innamorarsi. Ma, al di sotto dell’immobile placidità della vita di campagna alla quale a poco a poco Berto si abitua, si cela una violenza sopita destinata presto a esplodere in tutta la sua brutalità…

Commento: È il primo romanzo di Pavese, che guarda a Faulkner e sa inventare una lingua e uno stile solo in apparenza neorealisti. Nel tratteggiare, attraverso gli occhi del cittadino Berto, il mondo arcaico delle Langhe, dove l’autore aveva vissuto la sua fanciullezza (lo stesso a cui tornerà Anguilla, il protagonista de La luna e i falò), si può cogliere la lezione della grande letteratura americana, capace di aggiornare la tragedia greca ai nostri giorni come insanabile contrasto tra natura e cultura.   

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

Robert Louis Stevenson – IL CLUB DEI SUICIDI (1882)

Il principe Florizel di Boemia e il suo fedele aiutante, il colonnello Geraldine, aggirandosi di notte per Londra, scoprono per caso l’esistenza di uno strano club, i cui soci si intrattengono in un ancor più curioso gioco con le carte, in base al quale chi si ritrova a pescare l’asso di picche è condannato a morte. Tre racconti tratti da Le nuove mille e una notte, che Stevenson scrisse su istigazione della moglie per vili ragioni economiche. Tra sogno e realtà, sono fiabe nere sul tema del doppio.