LECTIO BREVIS / 21

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 21
LADIES FROM ENGLAND

UN CLASSICO: “Ragione e sentimento” di Jane Austen
UN GIALLO: “Giorno dei morti” di Agatha Christie
DALLO SCAFFALE: “Mia cugina Rachele” di Daphne du Maurier
LECTIO BREVISSIMA: “La signora nel furgone” di Alan Bennett

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Jane Austen – RAGIONE E SENTIMENTO (ediz. orig. 1811)

Di che cosa parla: Alla morte del padre, le tre sorelle Elinor, Marianne e Margaret Dashwood sono costrette dall’avido fratellastro John, manipolato dall’ancor più avida moglie Fanny, a lasciare la casa in cui sono cresciute per ritirarsi nel Devonshire insieme alla madre: qui, nella tenuta affittata loro a condizioni di favore da un lontano parente, conducendo una vita decorosa e modesta, Elinor e Marianne, le maggiori, finiranno per innamorarsi di uomini che sembrano destinate a renderli infelici. Ma riusciranno, col tempo, a conciliare ragione e sentimento…

Commento: Il primo dei sei romanzi di Jane Austen (che pagò l’editore per la pubblicazione, ma fu ricompensata dal grande successo del libro) resiste a ogni tentativo di banalizzazione cui il titolo potrebbe dare adito: e comunque, anche se il finale potrebbe sembrare la consacrazione della ragione ai danni del sentimento, il contrasto tra le due sorelle, che adombra quello fra la stessa autrice e la sorella maggiore, è reso con tale raffinatezza che il romanzo è un vero e proprio trattato di psicologia femminile, ma scritto benissimo.

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Agatha Christie – GIORNO DEI MORTI (ediz. orig. 1945)

Di che cosa parla: È passato un anno dalla morte di Rosemary Barton, suicidatasi, secondo l’inchiesta ufficiale, con una dose di cianuro durante una cena in un elegante ristorante, alla presenza del marito, della sorella e di altre tre persone. Eppure qualcosa non torna e le voci, corroborate da una serie di lettere anonime, che si sia trattato di un omicidio si inseguono sempre più insistenti, anche perché tutti sembravano avere un valido motivo per eliminare Rosemary. Un’altra cena, nello stesso ristorante, dovrebbe servire a gettare luce sul mistero, ma…
Commento: Una studiosa spagnola, anni fa, ha contato nei libri di Agatha Christie più di settanta esempi di omicidi dovuti a veleni o sostanze affini (la scrittrice ebbe modo di impratichirsi della materia quando, da volontaria, prestò la sua opera presso un ospedale per feriti durante la Prima guerra mondiale). Uno dei veleni più classici compare in questo libro fin dal titolo originale, ben più evocativo di quello italiano: “Sparkling Cyanide”, ossia “Cianuro spumeggiante”. Veleno a parte (ma anche l’esecuzione del delitto è degna di nota), il romanzo è un perfetto giallo psicologico, senza i detective più conosciuti Poirot o Miss Marple, ma con personaggi e atmosfera azzeccatissimi.     

GIUDIZIO: ***½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Daphne du Maurier – MIA CUGINA RACHELE (ediz. orig. 1951)

Di cosa parla: Philip Ashley, orfano dei genitori, è stato cresciuto dal cugino Ambrose. Quando quest’ultimo lascia l’Inghilterra per l’Italia, per motivi di salute, Philip non immagina che non tornerà più. Dalle lettere ricevute ha saputo che il cugino si è sposato a Firenze con una lontana parente, la cugina Rachele, ma le ultime notizie sono sempre più scarne e preoccupanti. Philip parte per Firenze, dove viene a sapere della morte di Ambrose. E Rachele? Se ne è andata, ma presto lo raggiungerà in Inghilterra…

Commento: La capacità di Daphne du Maurier di fondere la finezza psicologica e la solidità narrativa del mystery, nel solco della grande scuola delle scrittrici inglesi (dalla Austen alle sorelle Brontë alla Christie), piacque tanto a Hitchcock (che da suoi testi trasse ben due film, Rebecca la prima moglie e Gli uccelli) ed è ammirevole anche in questo romanzo, tra feuilleton e noir, anch’esso trasposto più volte per lo schermo cinematografico e televisivo (la prima versione, con Richard Burton e Olivia de Havilland uscì nel 1952, un anno dopo il romanzo). La storia è forse un po’ schematica ma è senz’altro appassionante.

GIUDIZIO: ***

LECTIO BREVISSIMA

Alan Bennett – LA SIGNORA NEL FURGONE (1989)

Come vi comportereste se per diciott’anni il maleodorante furgone di un’anziana barbona rimanesse parcheggiato nel vostro giardino? È quello che è accaduto ad Alan Bennett. La signora (una lady a modo suo) è Miss Shepherd, corpulenta, scontrosa, poco affabile, incurante dell’igiene, priva di gusto nel vestirsi, di idee piuttosto reazionarie, incapace di gratitudine. Eppure, sotto lo sguardo disincantato e acuto di Bennett, sa diventare anche fonte di humour e di pietas, come testimonia il diario di una lunga e bizzarra, ancorché forzata, convivenza.