LECTIO BREVIS / 30

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 30
ANIMALI DA LEGGERE

UN CLASSICO: “La mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrell
UN GIALLO: “Animali in giallo” (autori vari)
DALLO SCAFFALE: “Il gatto” di Georges Simenon
LECTIO BREVISSIMA: “Cane e padrone” di Thomas Mann

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Gerald Durrell – LA MIA FAMIGLIA E ALTRI ANIMALI (ediz. orig. 1956)

Di cosa parla: Il romanzo è la storia dei cinque anni, tra il 1935 e il 1939, trascorsi dall’autore, futuro naturalista, quando era ragazzo sull’isola greca di Corfù. La famiglia di Gerald è composta dalla madre Louise, vedova, dai suoi tre fratelli, Larry, Leslie e Margo, tutti più grandi di lui, dal cane Roger e dalla gatta Luna. Nel corso del tempo cambieranno casa per tre volte, sempre sotto la protezione dell’amico tassista Spiro e del dottor Stephanides Theodore, che farà nascere in Gerry la passione per la natura e per gli animali che popolano l’isola, dalla tartaruga Achille al piccione Quasimodo all’assiolo Ulisse…
Commento: “In origine – premette l’autore – doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro”. Certo, vivere dai dieci ai quindici anni a Corfù era un lusso per pochi, ma Durrell li racconta con una leggerezza invidiabile. La passione nascente per gli animali si unisce, nel racconto, al ritratto, vivace e ironico, dei tanti personaggi, spesso eccentrici, che animano la vita del protagonista, a partire dai familiari e passando per i loro amici e per i bizzarri artisti che, grazie al fratello maggiore Larry, frequentano la casa.

GIUDIZIO: ***

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Autori vari – ANIMALI IN GIALLO (pubblicato nel 2015)

Di cosa parla: C’è il caso di un cinese che sembra avere nascosto un tesoro in una vasca di pesci. C’è il mistero di un cane che non riporta il bastone che gli è stato lanciato, ma padre Brown sa indagare anche la psicologia animale. O ancora l’enigma del toro cretese, pane per i denti di Hercule Poirot. Di cavalli e scommesse, ma anche di un cane che non abbaia si occupa niente meno che Sherlock Holmes col fidato Watson. C’è un omicidio commesso da una vespa marina, una medusa velenosissima e c’è anche un pappagallo lasciato in eredità…

Commento: Quanti animali sono stati coinvolti in omicidi e crimini vari nella lunga storia del racconto giallo? Undici begli esempi sono raccolti in quest’antologia, che assomiglia a un bestiario, dal capostipite di tutti, I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe, capolavoro insuperato, capace (nel 1841!) di fondare il genere poliziesco sovvertendone già molte delle convenzioni che lo caratterizzeranno. Tra i tanti testi e autori rappresentati (Conan Doyle, Agatha Christie, Chesterton, persino Virginia Woolf) ed escluso Poe, fuori categoria, per il podio segnaliamo Ellery Queen, Raymond Chandler e Edward D. Hoch.

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Georges Simenon – IL GATTO (ediz. orig. 1967)

Di cosa parla: Émile e Marguerite sono marito e moglie e, benché vivano ancora sotto lo stesso tetto, da anni hanno deciso di non parlarsi più. Quel poco che devono comunicarsi lo affidano a scarni e crudeli biglietti lasciati per casa. All’origine di tutto, la convinzione di Émile che Marguerite sia la responsabile della morte del suo amatissimo gatto, evento al quale lui ha reagito vendicandosi sul pappagallo di lei. L’odio reciproco è cresciuto, nel silenzio e nella faticosa convivenza quotidiana, finché…

Commento: Di fronte alla sterminata opera di Simenon (ammontano a più di 450 solo i romanzi, cui vanno aggiunti i numerosi racconti, scritti autobiografici e reportage), è difficile classificare le opere per il loro valore, eppure talora capita di stupirsi di fronte ad alcuni romanzi che, se non compaiono nelle liste dei capolavori della narrativa novecentesca, lo devono forse alla prolificità dell’autore, come se si resistesse all’idea che qualità e quantità siano conciliabili. In ogni caso e a prescindere da qualunque tentazione classificatoria, resta il fatto che questo romanzo è un capolavoro per finezza di analisi psicologica, idea di fondo e stile.

GIUDIZIO: ****

LECTIO BREVISSIMA

Thomas Mann – CANE E PADRONE (1919)

Bauschan, bracco a pelo corto, arriva in casa Mann quasi per caso: comprato dopo la perdita del cane precedente Percy, da un’albergatrice di Tölz, entra nella vita della famiglia trasferendosi nella casa dove risiedono i Mann, vicino al fiume Isar. Fedele compagno dello scrittore, lo segue nelle passeggiate quotidiane nella bandita, la zona boscosa nei dintorni dell’abitazione, adibita anche a riserva di caccia, dove può sfogare la sua vocazione inseguendo topi, lepri e uccelli. Bellissimo racconto (il più lungo di quelli scritti da Mann), sospeso tra autobiografia e trattato di etologia, è anche uno splendido esempio di arte descrittiva (il capitolo “Alcune notizie sulle abitudini e sul carattere di Bauschan” può figurare tra i più bei ritratti mai scritti), senza cedere a nessuna delle tentazioni antropomorfizzanti verso cui l’amore per gli animali spesso inclina.