Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 31
COSE IMPOSSIBILI E PLAUSIBILI ASSURDITÀ
UN CLASSICO: “Flatlandia” di Edwin A. Abbott
UN GIALLO: “L’enigma della stanza impenetrabile” di Derek Smith
DALLO SCAFFALE: “Racconti impossibili” di Tommaso Landolfi
LECTIO BREVISSIMA: “Il Lonfo” di Fosco Maraini
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Edwin A. Abbott – FLATLANDIA (ediz. orig. 1882)
Di cosa parla: Flatlandia è un mondo bidimensionale, abitato da figure geometriche piane, il cui livello sociale è rigidamente inquadrato, secondo un ordine gerarchico, dal numero di lati (le donne, esseri inferiori, sono solo linee). Le possibilità di migliorare le proprie condizioni sono legate al livello di intelligenza e di istruzione, entrambi legati al livello di partenza, ma pochi riescono davvero a salire la scala sociale. Un giorno, al protagonista, un quadrato, capita di entrare in contatto con una sfera, che gli rivela l’esistenza di Spacelandia, mondo a tre dimensioni, e non solo…
Commento: Insegnante e rettore (noi diremmo preside), scrittore di opere teologiche, di manuali per la scuola e di saggi, Abbott deve la sua fama a questo libro, che è ormai un classico e anticipa, per molti versi, tanta letteratura novecentesca. Muovendosi tra intenti didattici e cedimenti a una fantasia combinatoria, il romanzo contiene, al tempo stesso, elementi tipici della fantascienza distopica e spunti satirici alla Swift che ne fanno (anche) un acuto pamphlet filosofico. Da leggere con la premessa politicamente corretta che la visione della donna rappresentata nel libro è espressione dei più vieti cliché tipici di Flatlandia.
GIUDIZIO: ***½
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
Derek Smith – L’ENIGMA DELLA STANZA IMPENETRABILE (ediz. orig. 1953)
Di cosa parla: Per sfidare un’antica maledizione, il rampollo di una ricca famiglia inglese decide di trascorrere la notte prima delle sue nozze nella stanza maledetta che, centinaia di anni prima, è stata teatro di un omicidio. Il fratello, preoccupato, chiama in aiuto l’investigatore dilettante Algy Lawrence, che si presenta nel luogo e all’ora fatidici insieme a un poliziotto: tutti sorvegliano a vista gli unici ingressi della stanza chiusa ermeticamente dall’interno, ma la maledizione ha la meglio. A mezzanotte in punto, infatti…
Commento: Scritto come omaggio a John Dickson Carr e Clayton Rawson, maestri del delitto della camera chiusa (e, nel caso del secondo, anche prestigiatore), e a lungo dimenticato (l’autore ci lavorò, secondo la migliore tradizione, durante una convalescenza, ma il romanzo non ebbe successo; agli unici altri suoi due libri andò anche peggio, dato che rimasero inediti per più di quarant’anni), è sotto ogni profilo un capolavoro assoluto del genere. Il titolo originale, Whistle Up the Devil (“Un fischio al diavolo”) è più allusivamente inquietante.
GIUDIZIO: ****
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Tommaso Landolfi – RACCONTI IMPOSSIBILI (ediz. orig. 1966)
Di cosa parla: C’è un assassino che pianifica il delitto perfetto, ma dopo averlo commesso si perde in elucubrazioni filosofiche su come agire per non farsi scoprire e, alla fine, si affida al caso. Ci sono due allevatori di polli che una notte si svegliano e, al termine di una inquietante indagine nella propria fattoria, fanno una sconcertante scoperta. C’è un professore che, in una lontana galassia, cerca faticosamente di spiegare ai suoi allievi che cos’è la morte (e la vita, ossia il suo opposto) sulla Terra…
Commento: Dodici bellissimi racconti, tra fantascienza e cronaca del quotidiano, che svelano l’enigmatica natura del mondo e del linguaggio che lo descrive. Landolfi spinge all’estremo certe premesse (logiche ed empiriche), mettendo in discussione la realtà e finendo non solo per capovolgere il punto di vista con cui guardiamo a noi e alle cose che ci circondano ma per ribadire come l’assurdità sia l’unico parametro paradossalmente accettabile di comprensione.
GIUDIZIO: ***½
LECTIO BREVISSIMA
Fosco Maraini – IL LONFO (1978)
Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana