LECTIO BREVIS / 49

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 49
RETAGGI FREUDIANI E PSICO-LETTERATURA


UN CLASSICO: “Il male oscuro” di Giuseppe Berto
UN GIALLO: “Io sono Helen Driscoll” di Richard Matheson
DALLO SCAFFALE: “Psicospettro” di Leslie P. Davies
LECTIO BREVISSIMA: “Il seno” di Philip Roth

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Giuseppe Berto – IL MALE OSCURO (ediz. orig. 1964)

Di cosa parla: Il romanzo, dichiaratamente autobiografico, è il racconto della “lunga lotta col padre” condotta dall’autore, a partire dalla nevrosi (ossia la depressione) seguita alla morte del genitore. Costretto a fare i conti con il suo complesso di Edipo, nonché con i lati ambigui della propria sessualità, animato (e puntualmente frustrato nelle sue ambizioni) dall’aspirazione alla fama, il protagonista, che si sposa e ha una figlia, si affida, dopo una lunga ricerca di medici ed esperti vari, a uno psicoanalista nella speranza di avviarsi sulla strada della guarigione…

Commento: In un torrenziale flusso di coscienza, l’io narrante mette a nudo, attraverso la psicanalisi, il senso di colpa che, fin dall’infanzia, ne ha caratterizzato la vita, tra ricerca della gloria letteraria e il faticoso tentativo di costruirsi una famiglia propria. Romanzo travolgente, ironico, sempre spietato, può essere considerato il punto di congiunzione tra Italo Svevo (anche se in Berto la psicanalisi ne esce, tutto sommato, meglio) e Philip Roth (che, biograficamente, fu meno tormentato ma senz’altro, letterariamente, anche meno snobbato).    

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Richard Matheson – IO SONO HELEN DRISCOLL (ediz. orig. 1958)

Di cosa parla: La placida vita familiare di Tom Wallace, sposato con un figlio piccolo e un altro in arrivo, viene sconvolta quando, una serata, durante una festa in casa di amici, finisce per sottoporsi a un esperimento di ipnotismo. Se, al risveglio, Tom non ricorda nulla e viene a sapere dagli altri delle cose ridicole che ha fatto sotto ipnosi, la notte stessa, tornato a casa, scoprirà di avere sviluppato poteri telepatici, in grado di leggere nel pensiero degli altri e soprattutto di entrare in contatto con lo spirito di una donna misteriosa, Helen Driscoll, che sembra vivere in casa sua…

Commento: Prima di scoprire i sogni e di inventare la psicanalisi, l’ipnosi sembrò a Freud la strada maestra di accesso alla mente. Ma si sa che il sonno, indotto o no, può generare facilmente incubi nelle mani di scrittori come Matheson che ha saputo dar forma letteraria a quel concetto freudiano noto come “perturbante” (Unheimlich), l’inquietudine che nasce dalla confusione di fronte a qualcosa che appare familiare ed estraneo al tempo stesso. E cosa c’è di più perturbante che ritrovarsi uno sconosciuto in casa (Unheimlich ha a che fare proprio con la casa, Heim), come accade al protagonista di questo romanzo teso e crudo fino all’ultima pagina?  

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Leslie P. Davies – PSICOSPETTRO (ediz. orig. 1966)

Di cosa parla: In un tranquillo villaggio inglese si verificano da qualche tempo alcuni fenomeni anomali: oggetti comuni si animano di vita propria e si librano in aria andando a infrangersi contro i muri delle case. Il mistero riguarda in particolare la tenuta di Betley Hatch e i suoi dintorni, ed è lì che si reca il dottor Peter Hill, quando viene a sapere che la signora Metcalfe, residente della zona e sua paziente, è stata ricoverata per un grave collasso nervoso. Per indagare sui misteri è stata contattata anche un’esperta di fenomeni paranormali, che ravvisa la presenza di un Poltergeist…

Commento: La fantascienza è capace di disegnare scenari, trasmettere inquietudini, incrinare certezze. La psico-fantascienza (che precede Freud ma da Freud ha tratto alimento come pochi altri generi) è la più a rischio. Il limite tra l’immaginazione visionaria e la caduta nel ridicolo è sottile: questo romanzo lo rispetta mettendo in scena i danni, che nella storia diventano reali, prodotti dai peggiori fumetti di fantascienza (uno di essi è all’origine degli strani fenomeni che si verificano nel villaggio). Peccato che i personaggi non siano all’altezza e la vicenda perda interesse col passare delle pagine.

GIUDIZIO: **

LECTIO BREVISSIMA

Philip Roth – IL SENO (1980)

David Kepesh, professore di letteratura comparata, si ritrova misteriosamente trasformato in un enorme seno femminile. Dalla stanza dell’ospedale in cui è ricoverato, ridotto alla cecità ma in grado di sentire e parlare e costretto a percepire il mondo esterno mediante il tatto, sperimenta le grottesche conseguenze della sua condizione nel rapporto con gli infermieri e i medici e negli incontri con le poche persone che gli fanno visita, il padre e la fidanzata. Si può considerare Roth il più freudiano degli scrittori novecenteschi? Sì, se si pensa a certi temi, presenti in buona parte anche in questo racconto (il sesso, il rapporto spesso conflittuale con il padre, le nevrosi, il senso di colpa). Ma la grandezza letteraria dello scrittore sa andare ben oltre un catalogo di suggestioni psicologiche (e men che mai psicoanalitiche), come ben dimostra proprio questo racconto, esplicitamente debitore, fin dalle premesse (il protagonista è appunto un professore di letteratura), a due classici come La metamorfosi di Kafka e Il naso di Gogol’, dei quali aggiorna felicemente all’epoca contemporanea il tema di fondo: l’angoscia della condizione umana, che si svela in tutta la sua tragicità attraverso l’irruzione dell’impossibile nel quotidiano.