LECTIO BREVIS / 63

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 63
REALTÀ O SUGGESTIONE?

UN CLASSICO: “Solaris” di Stanisław Lem
UN GIALLO: “L’uomo che amava le nuvole” di Paul Halter
DALLO SCAFFALE: “Il superstite” di James Herbert
LECTIO BREVISSIMA: “Gli Allegri Compari” di Robert Louis Stevenson

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Stanisław Lem – SOLARIS (ediz. orig. 1961)

Di cosa parla: Al suo arrivo presso la stazione spaziale orbitante intorno al pianeta Solaris, l’astronauta Chris Kelvin trova un clima di ambigua ostilità. Solaris è oggetto di studi da parte degli uomini da lungo tempo per via delle sue stranezze: occupato interamente da un oceano, sembra un pianeta provvisto di una sorta di coscienza che non solo gli ha consentito di evitare la conflagrazione cui le ordinarie leggi della fisica lo avrebbero destinato. Kelvin scopre, infatti, che gli scienziati presenti sulla stazione spaziale sono visitati da “apparizioni” misteriose che paiono la proiezione del loro subconscio, e, quando anche lui non sfuggirà alle visioni, non potrà non chiedersi quale sia la vera natura di Solaris e del suo oceano “pensante”…

Commento: Il romanzo che consacrò Lem tra i grandi autori della fantascienza (non americana) anche grazie al film che ne trasse Tarkovskij (e che a Lem non piacque) è un’opera di sorprendente densità filosofica, capace di andare oltre i confini di genere di tanta science fiction. Lem, che studiò medicina ma si occupò pure di biologia e cibernetica, indaga con profondità ma anche con ironia (nelle parti dedicate alle diatribe tra gli studiosi di solaristica, che tuttavia, alla lunga, rischiano di annoiare) e una buona dose di suspense gli ambigui rapporti tra corpo e mente, offrendo spunti di riflessione interessanti sulla relazione sfuggente tra realtà e suggestione e ponendo questioni che possono essere lette oggi anche in merito allo sviluppo delle intelligenze artificiali.   

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Paul Halter – L’UOMO CHE AMAVA LE NUVOLE (ediz. orig. 1999)

Di cosa parla: Che cosa ha condotto il giornalista Mark Reeder a Pickering, paesino costiero del Somerset? A sentire lui, la sua bizzarra passione per le nuvole. Sta di fatto che lì rimane incantato da una fanciulla, Stella Deverell, che pare dotata di poteri divinatori e che sembra capace di sparire nel nulla. Ma è solo l’inizio di una serie di misteri che hanno a che fare con un vecchio maniero e che sfocerà in una serie di morti inspiegabili. Al criminologo Alan Twist e all’ispettore Hurst il compito di fare chiarezza…

Commento: L’alsaziano Halter è forse il più rigorosamente classico, e anglosassone, degli scrittori contemporanei di gialli: il suo modello, dichiarato, è John Dickson Carr, da cui ha mutuato le atmosfere gotiche e la passione per i delitti impossibili. Il fascino del romanzo risiede nella capacità di far crescere la suspense, focalizzando l’attenzione sui luoghi e sui personaggi, in un continuo rimando tra la realtà oggettiva e le suggestioni illogiche che alcuni fatti e soprattutto l’ambiente contribuiscono a creare: la spiegazione, nella più perfetta tradizione del giallo a enigma, arriva, razionale e coerente, solo alla fine.

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

James Herbert – IL SUPERSTITE (ediz. orig. 1976)

Di cosa parla: Un jumbo 747 esplode in volo e precipita, una sera d’ottobre, nei pressi di Eton, Inghilterra. I trecentocinquanta passeggeri e il personale di bordo restano vittime del tremendo incidente. Tutti tranne uno: il pilota in seconda David Keller, che, in preda ai tormenti, inizia a chiedersi come è potuto sopravvivere, restando totalmente incolume. Il mistero sembra collegarsi a una serie di terribili eventi che da qualche tempo colpiscono la città, eventi che paiono prodotti da una forza maligna per affrontare la quale Keller dovrà ricorrere all’aiuto di uno spiritista e di un prete cattolico…

Commento: Quando la realtà e la suggestione finiscono per identificarsi, in genere sono guai. Se nel giallo classico (che si mantiene nell’ambito del realismo) la razionalità prevale sempre, nell’horror (che fa leva sul fantastico) le cose vanno diversamente. È il caso appunto di questo romanzo, che sa riciclare alcuni dei temi più ricorrenti (e usurati) del genere grazie a una scrittura scorrevolissima. Le scene di terrore puro, dalle evocazioni demoniache agli omicidi compiuti da fantasmi e spettri che si impossessano dei corpi dei vivi per compiere le loro efferatezze, sono rese con abilità e precisione di particolari. Nulla forse di particolarmente originale (neanche la soluzione), ma grande mestiere. L’autore ne trasse anche una sceneggiatura per un film che fu diretto da David Hemmings, il protagonista di Profondo rosso.

GIUDIZIO: **½

LECTIO BREVISSIMA

Robert Louis Stevenson – GLI ALLEGRI COMPARI (1882)

La pazzia è sempre frutto di suggestione? E può essere indotta da un paesaggio? Sembra proprio di sì, a leggere questo bellissimo racconto di Stevenson, ambientato su un’isola della Scozia occidentale, dove la solitudine degli spazi e soprattutto l’impetuosità del mare, spesso in burrasca (gli Allegri Compari è il nome eufemistico dato dagli abitanti del luogo alle ondate di quindici metri di altezza che si osservano nella zona), finiscono per portare alla follia Gordon, il vecchio zio del protagonista. All’origine di tutto c’è il naufragio di una nave, avvenuto qualche anno prima: i tesori che l’imbarcazione trasportava sono stati depredati dall’uomo, che, preda del più assoluto fanatismo religioso, da allora oscilla tra l’attesa spasmodica di altre analoghe sciagure e il timore che la punizione divina lo colga. Se poi sulla sua coscienza grava pure un oscuro delitto, allora si può ben dire che gli Allegri Compari possono anche essere annuncio del demonio, come il finale, impeccabile al pari di tutto il racconto, lascia intendere.