LECTIO BREVIS / 64

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 64
ALTA SOCIETÀ ovvero NOBILTÀ E BORGHESIA MADE IN ENGLAND

UN CLASSICO: “La signora Dalloway” di Virginia Woolf
UN GIALLO: “Com’è morto il baronetto?” di H.H. Stanners
DALLO SCAFFALE: “La ballata di Adam Henry” di Ian McEwan
LECTIO BREVISSIMA: “La cerimonia del massaggio” di Alan Bennett

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Virginia Woolf – LA SIGNORA DALLOWAY (ediz. orig. 1925)

Di cosa parla: È un mercoledì di giugno e sono le dieci di mattina quando la cinquantenne Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore della Camera dei Lords, esce di casa per immergersi nelle strade di Londra. Deve comprare i fiori per il ricevimento che sta organizzando e che è in programma proprio quella sera. Negli stessi momenti, per le stesse vie passeggia anche il trentenne Septimus Warren Smith, povero e sposato con una donna italiana, Lucrezia, conosciuta durante l’esperienza di soldato della prima guerra mondiale, che ha lasciato l’uomo profondamente traumatizzato…

Commento: Il quarto romanzo di Virginia Woolf, il primo in cui si avverta l’influenza di Proust (che l’autrice lesse negli anni precedenti), è un gioiello di stile, giocato sulla contrapposizione tra i due protagonisti, che non si incontrano direttamente ma i cui destini, opposti, si intrecciano nel finale. Attraverso Clarissa e Septimus, espressione rispettivamente della vita (e della sua piena accettazione, che richiama quella di Molly Bloom nel monologo conclusivo dell’Ulisse di Joyce) e della morte (ossia del terrore della vita e del suo conseguente rifiuto), la Woolf dà prova di una modernità assoluta sia nella riflessione sul tempo e sulla memoria sia sulla capacità della letteratura di offrire, nella (apparente) banalità del racconto di una giornata qualunque, un ritratto dell’alta borghesia britannica indimenticabile.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

H.H. Stanners – COM’È MORTO IL BARONETTO? (ediz. orig. 1938)

Di cosa parla: L’incoronazione di Giorgio VI è occasione di festeggiamenti in tutta l’Inghilterra. Solo i due americani Derek Furniss e il professor Harding possono mostrarsi indifferenti e trascorrere la serata a giocare a scacchi, mentre tutti nei dintorni sono confluiti al ballo organizzato nel villaggio vicino.
Ma la gioia è guastata da alcuni strani eventi: l’investimento di un ciclista e soprattutto la scomparsa di Sir Jabez Bellamby, che aveva rinunciato ai festeggiamenti in attesa di una misteriosa telefonata…

Commento: Terza e ultima opera di un autore inglese sconosciuto e dalla biografia nebulosa, è un poliziesco di solida tradizione anglosassone, dall’ambientazione in campagna alla rappresentazione dell’alta società britannica (l’unica classe che abbia davvero cittadinanza nel giallo classico, dove ricopre tutti i ruoli, compreso quello del criminale: i gialli in cui l’assassino è il maggiordomo sono più rari di quanto si pensi).
Per quanto impeccabile sia anche il mistero, il romanzo appare piuttosto ordinario e persino classista, visto che i crimini hanno livelli di gravità differenti a seconda dell’appartenenza sociale di chi li commette.    

GIUDIZIO: **

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Ian McEwan – LA BALLATA DI ADAM HENRY (2014)

Di cosa parla: Fiona Maye, giudice dell’Alta Corte britannica, alla soglia dei sessant’anni e alle prese con il marito Jack che vorrebbe avere un’avventura con una ventottenne, deve prendere una decisione delicata: Adam Henry, un ragazzo di diciassette anni testimone di Geova, rifiuta una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita. In attesa che Adam diventi maggiorenne, spetta a Fiona il compito di districarsi tra la volontà del giovane e le leggi che, come recita il Children Act (questo il titolo originale), mettono al centro la necessità di preservare la salute dei minori…
Commento: Per quanto forse meno riuscito di altri romanzi dell’autore (soprattutto per la difficoltà di tenere insieme il dilemma etico di fondo, su cui s’impernia inizialmente la storia, con gli sviluppi successivi della vicenda), resta un buon esempio della capacità di Mc Ewan di sondare l’etica fragile della upper class britannica (e, possiamo dire, occidentale, almeno), combattuta tra benessere e felicità, tra agiatezza e senso di colpa. Su tutto una domanda: è possibile occuparsi delle vite degli altri, e dei minori in particolare, solo per professione, senza cioè un coinvolgimento personale?

GIUDIZIO: **½

LECTIO BREVISSIMA

Alan Bennett – LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO (2002)

Alla commemorazione funebre di Clive Dunlup c’è tutta la Londra che conta. Perché Clive sapeva unire alla professione ufficiale di massaggiatore una disinvoltura sessuale molto gradita ai suoi agiati clienti, tra i quali si annovera anche Geoffrey Joliffe, il sacerdote incaricato di celebrare il rito. Che si trasforma ben presto in un’occasione mondana, tra pettegolezzi, imbarazzi, ipocrisie ed equivoci, raccontati con un’eccezionale verve satirica in un romanzo tanto breve quanto divertente, che conferma la bravura di Bennett, autore capace come pochi di trovare nel racconto lungo una invidiabile facilità e felicità narrativa e di tratteggiare con ironia vezzi e vizi della società britannica contemporanea.