LECTIO BREVIS / 81

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 81
LA DURA VITA DEGLI ANTIEROI

UN CLASSICO: “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio
UN GIALLO: “Il falco maltese” di Dashiell Hammett
DALLO SCAFFALE: “Il dottor Gräsler medico termale” di Arthur Schnitzler
LECTIO BREVISSIMA: “Lo scudo” di Archiloco

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Beppe Fenoglio – IL PARTIGIANO JOHNNY (ediz. orig. 1968)

Di cosa parla: Dopo l’8 settembre 1943, con la firma dell’armistizio, il giovane sottufficiale dell’Esercito Johnny (è questo il suo soprannome, guadagnatogli dalla passione per la letteratura americana) torna a casa, ad Alba, nelle Langhe. Inizialmente si rifugia nella casa di famiglia, sulle colline, ma, a seguito della partecipazione a un’azione volta a liberare alcuni prigionieri presso la caserma dei carabinieri, deciderà, convinto anche da alcuni suoi ex professori di liceo, di unirsi a un gruppo di partigiani nella lotta di Resistenza…

Commento: «Fare il partigiano era tutto qui: sedere, per lo più su terra o pietra, fumare (ad averne), poi vedere uno o più fascisti, alzarsi senza spazzolarsi il didietro, e muovere a uccidere o essere uccisi, a infliggere o ricevere una tomba mezzostimata, mezzoamata». Il grande romanzo della Resistenza, di cui Fenoglio non completò la revisione e che fu pubblicato solo postumo (non senza qualche pasticcio, visto che l’autore ne aveva lasciate due stesure, con due conclusioni molto diverse) è la continuazione di Primavera di bellezza, dal quale riprende lo stesso protagonista. Al di là degli evidenti tratti autobiografici, Johnny incarna il lato antiretorico della Resistenza, tanto quanto il suo autore è il meno enfatico dei nostri scrittori: assumendo un tono epico e asciutto al contempo, il romanzo ha il suo punto di forza nella lingua, misto di italiano e inglese, un’invenzione ad ogni riga, ad ogni parola.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Dashiell Hammett – IL FALCO MALTESE (ediz. orig. 1930)

Di cosa parla: San Francisco. Il detective privato Sam Spade riceve la visita nel suo ufficio di una bellissima ragazza, che dice di chiamarsi Wonderly, la quale chiede il suo aiuto per ritrovare e ricondurre a casa prima del ritorno dei genitori la sorella Corinne, che è fuggita con un uomo di nome Floyd Thursby. Spade accetta l’incarico senza immaginarne le conseguenze: nel cuore della notte una telefonata della polizia lo avverte che il suo socio, Miles Archer, al quale era affidato il compito di pedinare Floyd, è stato ucciso. Poco dopo, lo stesso Thursby sarà ritrovato cadavere e Spade dovrà difendersi dall’accusa di essere il responsabile dell’omicidio…

Commento: «Io sono un investigatore e aspettarsi da me che prenda i criminali per poi lasciarli liberi è come chiedere a un cane di acchiappare una lepre e di lasciarla poi andare». Parola di Sam Spade, prototipo del detective-segugio hard-boiled, che non rinuncia alle maniere spicce per trarsi di impaccio e inchiodare i criminali alle loro responsabilità. Se Spade può essere considerato il modello dell’investigatore “duro” che tanta fortuna ha avuto e ha tuttora nella letteratura gialla (merito anche del cappotto e del cappello di Humphrey Bogart che lo rese immortale al cinema, prima della parodia di Peter Falk in Invito a cena con delitto), il suo creatore Dashiell Hammett, che, come dirà il suo seguace Raymond Chandler, «ha tirato fuori il delitto dal vaso di cristallo e l’ha buttato in mezzo alla strada», fu scrittore maledetto più del suo personaggio, come testimonia la sua vita, segnata dalla tubercolosi, dall’alcolismo e dalla funesta passione per il comunismo.   

GIUDIZIO: ***½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Arthur Schnitzler – IL DOTTOR GRÄSLER MEDICO TERMALE (ediz. orig. 1917)

Di cosa parla: Il dottor Gräsler esercita la sua professione sull’isola di Lanzarote, nelle Canarie, ma d’estate si trasferisce in una non meglio precisata cittadina termale immersa tra boschi e colline, dove si dedica all’attività di medico termale presso un hotel locale. Reduce dall’inaspettato e inspiegabile suicidio della sorella nubile Friederike, con la quale ha vissuto per anni, e giunto ormai alla maturità senza essersi sposato, sembra sul punto di cambiare vita in seguito alla conoscenza della giovane Sabine, che arriverà anche a fargli una proposta di matrimonio, e della vedova Katharina, con cui intreccerà una relazione…

Commento: Scritta e pubblicata negli anni in cui, con il primo conflitto mondiale, andavano in frantumi, insieme all’Impero austro-ungarico, un mondo intero e gli ultimi brandelli di universalismo europeo, è una novella piuttosto lunga incentrata sulla crisi dell’io, incarnata nella vicenda del protagonista, incapace non solo di scegliere e di cogliere le occasioni che la vita gli presenta, ma persino di accorgersi davvero di ciò che accade intorno a lui. L’ambientazione, indeterminata quanto simbolicamente idilliaca, accentua il senso di inadeguatezza del dottor Gräsler, destinato a un’infelicità che, però, nella dimensione borghese dell’esistenza (l’unica che egli conosca e possa comprendere), assume i toni di una paradossale rassegnazione, come dimostra, con perfetta circolarità, il finale. Persino inutile ribadire il nitore stilistico e la sottigliezza psicologica, quintessenza dell’arte narrativa di Schnitzler.      

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

ARCHILOCO – Lo scudo (VII secolo a.C. – traduzione di Gennaro Perrotta)

Uno dei Sai si fa bello del mio scudo che a malincuore
lasciai in un cespuglio: era un’arma preziosa.
Ma la mia vita ho salvata. Di quello scudo che m’importa?
Vada in malora: un altro ne comprerò più bello.

Archiloco
Archiloco