IL CUCCHIAINO SCOMPARSO – Sam Kean

# 374 – Sam Kean – IL CUCCHIAINO SCOMPARSO (Adelphi, 2012, pagg. 407)

Chi non è mai rimasto affascinato, vuoi ai tempi della scuola vuoi successivamente, scoprendola in età adulta, dalla tavola periodica degli elementi, quello strumento fondamentale della chimica che offre un quadro sinottico (e incredibilmente sensato) delle caratteristiche di tutti gli elementi conosciuti anche di quelli più assurdi e invisibili, presenti in percentuali ridicole nella crosta terrestre o, addirittura, nati e osservati solo in laboratorio tramite procedure complicatissime? Chi non ha mai fatto una ricerca su Wikipedia per verificare le proprietà di un elemento dal nome astruso (Francio, Germanio, Mendelevio, Seaborgio)? Chi non si è dilettato, da bambino, con un celebre gioco a base di provette e reagenti che si chiamava (guarda un po’) “Il piccolo chimico”? Insomma, chi – pur non avendola mai praticata né studiata seriamente – può davvero dire di non essere almeno un po’ affascinato dalla chimica, questa disciplina fatta di simboli strani, di numerini, di freccette e di provette, di becchi bunsen e di beute, che si occupa, letteralmente, di spiegare di che cosa sia fatto il mondo e come i diversi elementi si combinino (o si respingano) tra loro. Attraverso una quantità di aneddoti uno più interessante dell’altro e, soprattutto, attraverso la sua grande capacità divulgativa, Sam Kean racconta la tavola periodica degli elementi (o, meglio, le storie che dietro ad essa si celano) in un libro che è diventato giustamente un bestseller, lettura irrinunciabile per chiunque condivida questo tipo di curiosità storico-scientifica.      

La copertina marrone, monocroma e un po’ seriosa (comune, del resto, a tutti i libri della collana scientifica Adelphi) fa un po’ a pugni col titolo leggero e sbarazzino, che sembra più adatto a un romanzo di Pelham Grenville Wodehouse che a un ponderoso saggio di chimica.

Il fatto è che “Il cucchiaino scomparso” non è un saggio di chimica, bensì un arioso “romanzo a episodi” che prende le mosse dai simboli misteriosi e affascinanti della tavola periodica e ne dispiega tutte le più appassionanti e, per i profani, sconosciute caratteristiche, con una scrittura perfetta nel mescolare divulgazione e specialismo, capace tanto di spiegare quanto di affabulare, al punto che, quando si inizia a leggere, non è più possibile smettere, si desidera con impazienza il capitolo successivo, si va avanti a sbirciare quali siano gli argomenti ancora da trattare, si fantastica sull’indice chiedendosi: “Ma cosa intenderà l’Autore quando intitola un capitolo: La banda degli avvelenatori: itai! itai! oppure: quali saranno gli “elementi politici”? E quelli “artistici”? E cosa intenderà mai con la locuzione “le Galápagos della tavola periodica”? E via così, di domanda in domanda.

Sam Kean fa nascere una miriade di curiosità e il bello è che fondamentalmente le soddisfa tutte, con un arco narrativo che percorre quasi l’intera tavola periodica a caccia di particolarità e unicità, di aneddoti gustosi e significativi, dalle grandi scoperte dei coniugi Curie alla natura delle attuali unità di misura ufficiali del metro e del chilogrammo, dagli elementi che hanno cambiato il volto della guerra a quelli che danno speranze in medicina, dalle scoperte sulla struttura degli atomi a quelle di elementi tanto instabili da essere esistiti, letteralmente, per pochi nanosecondi in un laboratorio attrezzatissimo. Sam Kean non è solo competente in materia (cosa indispensabile per fare sana divulgazione), ma è anche un bravo scrittore, sa catturare il suo pubblico con un modo di raccontare la chimica che appassiona e diverte, fa riflettere e sorprende quasi a ogni pagina.

E sempre con un tocco leggero che, pur non arrivando alle vette d’umorismo del succitato Wodehouse (sarebbe un po’ troppo per un volume della biblioteca scientifica Adelphi!), non manca di far sorridere il lettore, a patto che sia, ovviamente, curioso di scoprire i lati meno conosciuti e più bizzarri della chimica e della biologia (cui Kean dedicherà un altro libro, “Il pollice del violinista”, che non mancherò di recensire, appena possibile).

Incredibile e appassionante avventura che, partendo dai simboli arcani ed enigmatici della tavola periodica, approda a nomi, volti ed esperienze umane le più varie e diverse tra loro, “Il cucchiaino scomparso” è, a suo modo, un giallo scientifico a episodi, un poliziesco venato d’umorismo (anche nero, a tratti!) i cui protagonisti si chiamano Sodio, Bismuto, Uranio, Plutonio, Tallio, Idrogeno, Ossigeno, Elio e tanti, tanti altri “comprimari” che, pur differenziandosi a volte solo per un protone o una elettrone, sono tanto diversi e caratteristici da far apparire, dinanzi al lettore, mondi nuovi e inediti, di cui la penna di Kean è il sapiente aedo.

E non fatevi spaventare dalla mole, non indifferente, in effetti: la lettura scorre via rapida e coinvolgente, e alla fine vedrete che vi dispiacerà averla ultimata. Miglior complimento per un libro di divulgazione scientifica direi che non esiste.                        

(Recensione scritta ascoltando Lana Del Rey, “How to Disappear”)

PREGI:
mai banale, sempre interessante, è un libro che presenta la chimica sotto angoli di visuale inediti e appassionanti, tra dettagli scientifici propriamente detti e aneddoti leggeri ma significativi, mai inseriti tanto per allungare il brodo. Lettura consigliatissima, per chiunque 

DIFETTI:
la lunghezza non è indifferente, è vero, e non tutti i capitoli possono piacere allo stesso modo, dipende ovviamente dagli interessi specifici e dalle curiosità di ogni lettore. Però, a leggere con passione e pazienza, ce n’è davvero per tutti i gusti!

CITAZIONE:
“Lo zinco e lo stagno si trovano spesso frammisti in natura ed è facile confonderli. La cosa interessante è che mescolando zinco e rame non si ottiene bronzo, ma un metallo giallo: l’ottone. […] Il tocco di Mida, con buona probabilità, era solo dovuto a un tocco di zinco, metallo che gli accidenti della geografia gli avevano fatto trovare nel suo angolo di Asia Minore.” (pag. 231)

GIUDIZIO SINTETICO: ****

LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il sistema Mereghetti, che va da 0 a 4 stelline: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…

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NON GIUDICABILE con i sistemi ìclassiciî di voto
PESSIMO
QUASI PESSIMO
BRUTTO
BRUTTINO
 
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***1/2
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ACCETTABILE
DISCRETO
BUONO
MOLTO BUONO
CAPOLAVORO