PORNOROMANTICA – Carolina Cutolo

# 44 – Carolina Cutolo – PORNOROMANTICA (Fazi, 2008, pag. 174)

Sociologa trentenne, Caterina Cicutto (evidente alter ego dell’Autrice) trova lavoro (tramite raccomandazione) presso una società che si occupa di istruzione per corrispondenza. L’incarico? Scrivere le dispense periodiche di un “corso di sesso”, che verranno inviate a cadenza regolare agli abbonati. Restia a prestare la propria penna ad un lavoro tanto bieco, Caterina sfrutta l’opportunità per corrodere dall’interno i luoghi comuni sul sesso (e sul modo di parlare di sesso), e inizia a proporre agli abbonati una sorta di (pseudo)pornografico diario dei fatti suoi, che vorrebbe essere atto ribellistico e fondazione di una nuova scuola di pensiero.

Ma perché leggo certi libri? Beh, principalmente perché sono curioso e, salvo casi rarissimi, a tutti do la possibilità di stupirmi, con la loro scrittura o con le loro idee. Una volta, cercando di beccarmi in castagna, una persona mi chiese: “Ma tra gli italiani contemporanei, leggi qualcuno?” Il poco celato intento era quello di smontarmi: di lì a qualche mese avrei pubblicato per Feltrinelli il mio “Veleno dei ricordi” e – senza cattiveria, ma con una certa supponenza – questa persona cercava di dimostrarmi che avevo ben poche possibilità di avere successo, perché gli italiani sono un popolo di (presunti) scrittori ma non di lettori. Cosa peraltro verissima!

Ovviamente non mi lasciai smontare, complice il fatto che – dico sul serio – non sono il successo e la notorietà a interessarmi, quanto la possibilità di scrivere ciò che voglio, e magari di pubblicarlo. Ma torniamo alla recensione, anzi, iniziamola, visto che finora mi sono perso in chiacchiere! Tutto questo per dire cosa? Che non è vero che non leggo gli italiani contemporanei, e questa recensione lo dimostra una volta di più. Magari non li leggo tutti (sarebbe impossibile, sono davvero tanti!), ma mi piace cercarli e scoprirli. Non soffro in modo particolare di gelosia e di invidia, se non nei confronti dei grandissimi (ma ha davvero senso invidiare i geni, come un Proust o un Musil o un Roth? Non è forse meglio… ammirarli e basta?). Insomma, quando mi sono imbattuto in questo curioso libretto, gli ho dato una scorsa e ho deciso di leggerlo. “Vediamo” – mi sono detto – “che cosa si è inventata per raccontare una cosa non poi così semplice”, perché parlare di sesso e di amore non è mai facile.

Ebbene, “Pornoromantica” non è scritto né particolarmente male né particolarmente bene. Sì, lo stile è a tratti saccentemente irritante, a suo modo sentenzioso e tutto votato a una spasmodica ricerca dell’ironia e dell’effetto comico, che non sempre si palesano. Ma il principale difetto del libro è che esso si rivela molto presto per quello che effettivamente è: un giochino tirato per le lunghe, un calembour che, se per dieci pagine può divertire, per venti può far sorridere, per trenta o quaranta si sopporta, ma a partire dalla cinquantesima pagina diventa francamente stucchevole. E poi, suvvia!, c’era proprio bisogno dell’ennesimo libro sull’emancipazione sessuale della donna? Ma chi ci crede ancora a queste esigenze (veterofemministe assai più che modernamente femminili) di rivendicare un proprio modo di vivere il sesso, una “female way of sex” esclusiva, o meglio, talmente simile a quella maschile da risultare “trasgressiva” proprio perché rifiuta il bollo di “femminile”?

Insomma, queste contorsioni di pensiero, questa vezzosità logica e argomentativa, questo compiacimento nel tratteggiare un modo di vivere il sesso che – mi perdonerà l’Autrice – non ha nulla di sconvolgente o di unico, ma anzi brilla per banalità, sono difetti che vengono solo in parte riscattati dalla simpatica idea di partenza di comporre un romanzo che si spacci per la raccolta delle dispense del corso “Sesso e amore senza paure”, elargito dalla fantomatica F.a.D. (Formazione a Distanza). Lo ripeto: la trovata narrativa è allo stesso tempo il pregio e il limite di un libro che – cito testualmente la quarta di copertina – “fonda una vera e propria corrente di pensiero che combina magicamente l’integralismo romantico con il sesso sublime: il Pornoromanticismo.” Corrente di pensiero?! Non vi sembra di volare un po’ alto per quella che a tutti gli effetti non è altro che una spiritosa (e mostruosamente ripetitiva) riflessione sulle bizzarrie del sesso e del modo – a volte diverso, a volte terribilmente simile – che hanno uomini e donne di viverlo e goderlo?  Perché – soprattutto in Italia – su ogni cosa bisogna montare sovrastrutture di pensiero smisurate e deliranti? Potrei passare sulla noia che fa capolino molto presto durante la lettura, sulla banalità assoluta di tante pagine, sulla pallida e poco riuscita comicità di tanti passaggi, ma non sulla supponenza: quella, francamente, mi dà fastidio.             

(Recensione scritta ascoltando Rino Gaetano, “Gianna”)

PREGI:
un po’ di sana franchezza nel parlare di sesso non guasta mai  

DIFETTI:
l’idea di partenza poteva essere carina (per quanto non sia null’altro che l’adattamento in forma narrativa di un blog), ma mostra subito la corda e il libro si trasforma in un “Sex and the City” in salsa amatriciana, con battute (e battutacce) che non fanno ridere e un tono supponente che neanche Sarah Jessica Parker nelle puntate peggiori…

CITAZIONE:
“A questo punto mi domando se sia una cosa fisiologica che nel corpo maschile il bacio con la lingua si colleghi automaticamente all’erezione, per cui non riescono a pomiciare senza arraparsi e dopo devono per forza evacuare, e per cui, se hanno già dato, lo stimolo pomicioso gli crea uno stress post trombatorio perché il corpo è già scarico di energia. Ma se è così, allora perché alcuni di loro ti baciano solo prima di scopare e poi durante non ti baciano più?” (pag. 49 – Sorry, ma non c’è di molto meglio, altrove… e qualcosa dovevo pur scegliere!)

GIUDIZIO SINTETICO: *

LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il “sistema Mereghetti”, che va da 0 a 4 “stelline”: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…

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0
1/2
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*1/2
NON GIUDICABILE con i sistemi “classici” di voto
PESSIMO
QUASI PESSIMO
BRUTTO
BRUTTINO
 
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**1/2
***
***1/2
****
ACCETTABILE
DISCRETO
BUONO
MOLTO BUONO
CAPOLAVORO