Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 54
LA (BUONA?) EDUCAZIONE
UN CLASSICO: “Padri e figli” di Ivan Sergeevič Turgenev
UN GIALLO: “Macabro quiz” di Agatha Christie
DALLO SCAFFALE: “La cena” di Herman Koch
LECTIO BREVISSIMA: “Lettera a una professoressa” della Scuola di Barbiana
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Ivan Sergeevič Turgenev – PADRI E FIGLI (ediz. orig. 1862)
Di che cosa parla: Il giovane Arkadij Kirsanov torna al suo paese dopo essersi laureato. Insieme a lui, c’è il suo amico Bazarov, medico e, secondo la sua stessa definizione, “nichilista”. L’incontro con il padre di Arkadij, Nikolaj, che vive in una fattoria con la serva Fenecka, da cui ha avuto un bambino, e con lo zio Pavel è all’origine di incomprensioni e attriti. Qualche tempo dopo, i due amici partono e vengono invitati nella proprietà di Anna Kuksksina, una donna emancipata, di cui Bazarov si innamora, mentre Arkadij è attratto dalla sorella più giovane, Katja…
Commento: Il romanzo più celebre di Turgenev ha tanti meriti, anche volendo trascurare la circostanza di aver imposto la fortuna del termine “nichilista”. Il pregio principale è la scrittura raffinata che restituisce un quadro vivissimo della Russia di metà Ottocento, un paese sospeso tra tradizioni arcaiche (l’abolizione della servitù della gleba data un anno appena prima della pubblicazione, nel 1861) e slanci di modernità filoccidentale (l’autore visse perlopiù in Germania e Francia, dove fu amico, tra gli altri, di Flaubert). Il tutto passa attraverso la contrapposizione tra due generazioni, a dimostrazione che ogni cambiamento è anche, e forse innanzitutto, una differenza di educazione, una sostituzione di modelli, uno scarto doloroso ma necessario.
GIUDIZIO: ****
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
Agatha Christie – MACABRO QUIZ (ediz. orig. 1959)
Di che cosa parla: Meadowbank, in Inghilterra, ospita un esclusivo collegio femminile, frequentato da decine di ragazze di ottima famiglia: tra queste anche alcune principesse straniere. La direttrice, Miss Bulstrode, è ormai vicina alla pensione e deve designare chi la sostituirà nel prestigioso posto che occupa. Presto, però, si troverà alle prese con ben altri problemi: il ritrovamento del cadavere di Miss Springer, insegnante di educazione fisica, brutalmente assassinata nottetempo nel padiglione dello sport, richiamerà l’attenzione prima della polizia e poi di Hercule Poirot, il celebre investigatore belga…
Commento: L’omicidio è diseducativo, va da sé. Ma quando gli omicidi sono più di uno… «Ma perché mai dovremmo avere un secondo delitto?». «Bè, nei libri c’è quasi sempre un secondo delitto». Dopo questo dialogo, già oltre la metà del libro, di delitti infatti ce ne saranno altri due. A metà tra giallo e spionaggio internazionale, è in realtà soprattutto un romanzo d’ambiente, che descrive bene realtà e personaggi dell’elitario collegio, tra insegnanti che non sono propriamente modelli di virtù e studentesse non sempre irreprensibili. Poirot compare tardi. Il finale può lasciare insoddisfatti, specie per chi ritiene che la Christie si diverta a imbrogliare i suoi lettori.
GIUDIZIO: **
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Herman Koch – LA CENA (ediz. orig. 2009)
Di che cosa parla: Due fratelli, uno dei quali noto politico che si appresta a candidarsi come primo ministro, si danno appuntamento in un ristorante olandese di lusso insieme alle rispettive mogli. Durante la cena dovrebbero discutere dei loro figli, colpevoli dell’omicidio di una barbona di cui i media si sono a lungo occupati: le telecamere di sicurezza della zona hanno ripreso i fatti ma i responsabili non sono ancora stati identificati dalla polizia. Nel frattempo però in rete sono stati caricati anonimamente nuovi filmati…
Commento: La buona borghesia alle prese con la (cattiva) educazione dei figli e la (buona) faccia da salvare in società. Il romanzo, sorta di thriller psicosociologico, ha il suo punto di forza nell’unità di tempo e nella costruzione narrativa tutta raccolta intorno alla cena tra i protagonisti, ma pecca di eccesso di divagazioni e di forzature nella caratterizzazione dei personaggi: con il passare delle pagine, l’idea di base perde spessore tragico per sfociare in un finale che vorrebbe essere inquietante ma risulta, in realtà, persino rassicurante.
GIUDIZIO: **
LECTIO BREVISSIMA
Scuola di Barbiana – LETTERA A UNA PROFESSORESSA (1967)
Diviso in tre parti (la terza di documentazione), il libro-manifesto dell’esperienza educativa di don Lorenzo Milani (ancora oggi oggetto di culto per generazioni di educatori) ha il merito indiscutibile di essere ancora in grado di accendere discussioni e polemiche per la sua violenta critica alla scuola che boccia e perpetua le diseguaglianze sociali (il classismo ha cambiato faccia, ma resiste strenuamente). Animato da un apocalittico odio di classe, è sicuramente interessante come testimonianza di un certo radicalismo rivoluzionario interno alla Chiesa più che come testo programmatico sulla scuola, i cui limiti, non riconducibili all’operato di don Milani (che peraltro morì solo un mese dopo la pubblicazione della Lettera), ma a un certo utopismo pedagogico che ne è derivato, dovrebbero apparire, a più di cinquant’anni di distanza, evidenti.


Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana