LECTIO BREVIS / 90

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 90
LA PREMIÈRE FOIS
(opere prime e prime opere di scrittori francesi)

UN CLASSICO: “La strada di Swann” di Marcel Proust
UN GIALLO: “L’affare Lerouge” di Émile Gaboriau
DALLO SCAFFALE: “Estensione del dominio della lotta” di Michel Houellebecq  
LECTIO BREVISSIMA: “Nevermore” di Paul Verlaine

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Marcel Proust – LA STRADA DI SWANN (ediz. orig. 1913)

Di cosa parla: L’infanzia a Combray, quando si andava a letto presto e si smaniava per il bacio della buonanotte della mamma, e si andava a passeggiare dalla parte dei Guermantes o, più spesso, dalla parte di Swann, per vedere finalmente Gilberte. E poi la storia della passione travolgente di Charles Swann per Odette de Crécy, un passato da cocotte, bella e capricciosa, conosciuta nel salotto di Madame Verdurin. E infine i viaggi sognati, grazie all’orario ferroviario, a Balbec, a Venezia…

Commento: Il primo dei sette volumi della Recherche è forse il testo della storia della letteratura che vanta più tentativi di imitazione e citazioni che lettori. A partire dall’incipit (“Longtemps, je me suis couché de bonne heure”; abitudine che sarà condivisa da Noodles-De Niro in C’era una volta in America) e passando per alcune delle pagine più celebri dell’intera opera (dall’attesa del bacio della buonanotte della mamma alla madeleine inzuppata nel tè). Ma molte altre sono le altrettanto memorabili osservazioni disseminate nelle tre sezioni (sull’arte, sulla letteratura, sulla musica, ecc.), la seconda delle quali è un romanzo a sé sulla fenomenologia dell’amore come malattia e ossessione, scritto come nessuno psicologo saprà mai fare. Tema, quest’ultimo, che avrà ampio sviluppo nei volumi successivi, diventando uno dei motivi portanti dell’opera.     

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Émile Gaboriau – L’AFFARE LEROUGE (ediz. orig. 1866)

Di cosa parla: La signora Claudine Lerouge viene trovata morta nella sua modesta casa della banlieue parigina. Alle indagini, coordinate dal giudice istruttore Daburon, viene chiamato a collaborare anche il signor Tabaret, investigatore dilettante che ha già contribuito con successo in passato a risolvere alcuni casi. Tabaret scopre presto un collegamento tra la vittima e i suoi vicini di casa, la signora Gerdy e suo figlio, l’avvocato Noël. Ma tutto sembra aver avuto inizio molti anni fa, con uno scambio di bambini che coinvolge un nobile, il conte Commarin…

Commento: Il giallo nasce francese. Ben prima di Conan Doyle e di Agatha Christie che segneranno definitivamente la storia del poliziesco classico come una questione inglese (anglosassone tutt’al più), è Parigi la capitale del crimine. Anche quando lo scrittore è un americano di Boston, come Edgar Allan Poe, che, negli anni Quaranta dell’Ottocento, inventando il genere del giallo a enigma, lo ambienta nella città francese e affida il ruolo dell’investigatore a un dilettante di talento di nome Auguste Dupin. Questo libro di Gaboriau è dunque uno dei più antichi esempi di romanzo poliziesco: ispirato a un fatto realmente accaduto, è anche il primo romanzo dello scrittore, che lo pubblicò a puntate tra il 1863 e il 1866 su un giornale francese riscuotendo un enorme successo che lo portò a proseguire nella serie (le storie di cronaca nera piacevano già allora; se fossero vere o no poco importava). Il feuilleton (inteso come genere) domina, anche con le sue ingenuità, ma la strada è tracciata e il genere avviato a una fortuna irreversibile.

GIUDIZIO: **

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Michel Houellebecq – ESTENSIONE DEL DOMINIO DELLA LOTTA (ediz. orig. 1994)

Di cosa parla: Un uomo, trentenne, programmatore in una società parigina di servizi informatici, divide la sua esistenza tra gli impegni di lavoro e il vuoto delle relazioni personali, sia con i colleghi sia con le donne (l’ultimo fidanzamento, risalente a un paio di anni prima, è finito bruscamente). Scrittore, nel tempo libero, di brevi apologhi filosofici con animali come protagonisti, viene mandato in trasferta dalla sua azienda ad insegnare l’uso di un nuovo software a impiegati statali: in questa circostanza conoscerà Tisserand, un giovane collega che non riesce a dare corpo alle sue ossessive aspirazioni in materia sessuale…

Commento: Il romanzo d’esordio di Houellebecq non raggiunge forse, a livello di storia e di stile, la complessità e la lucidità dei libri successivi (a partire dal successivo, Le particelle elementari), ma rivela già, nell’asciuttezza gelida della lingua e nella caratterizzazione del protagonista-narratore, una coerenza che rimarrà intatta e andrà semmai affinandosi e rendendosi ancora più tagliente (è curioso, anzi, che le maggiori affinità si riscontrino proprio con il penultimo romanzo dello scrittore francese, Serotonina). I temi tipici della letteratura di Houellebecq sono già ben presenti, a partire dall’angoscia di vivere che caratterizza i personaggi (difficilissimo trovarne uno che ispiri almeno una certa simpatia) e finisce per diventare il vero segno distintivo di una società che, incapace di riconoscersi in una morale positiva, preferisce abbandonarsi all’estenuazione e specchiarsi nella sua indifferenza. 

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

Paul Verlaine – NEVERMORE (in “Poèmes saturniens” – 1866; traduzione di Alessandro Quattrone)

O ricordo, ricordo, perché mi vai cercando?
L’autunno alzava in volo il tordo nell’aria atona,
e il sole dardeggiava con un raggio monotono
sul bosco ingiallito dove risuona il vento.

Noi eravamo soli, sognanti avanzavamo
io e lei, con i capelli ed i pensieri al vento.
D’un tratto la sua voce d’oro vivo, una voce
dolce e sonora, fresca voce d’angelo, disse:

“Qual è stato il tuo giorno più bello nella vita?”
Che sguardo commovente! Le diedi per risposta
un sorriso discreto, baciai la bianca mano.

Ah, quale buon profumo spandono i primi fiori!
Come suona incantevole sul labbro dell’amata
il suo primo , come suona incantevole!

Verlaine
Paul Verlaine