FOIBE – Gianni Oliva

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ARGOMENTO: storia

Per me, l’orrore delle foibe è rappresentato, per antitesi, dal bellissimo volto sorridente di una ragazza istriana di nome Norma Cossetto, che studiava all’Università di Padova, nel 1943, ed era a un passo dalla Laurea. Fu violentata, trucidata e infoibata nell’ottobre del 1943, per la sola colpa di essere la figlia di un funzionario fascista di basso livello. Ogni volta che penso alle foibe, mi compare davanti agli occhi il volto di Norma Cossetto. Se ne parla, di Norma, in questo libro di Gianni Oliva; si parla di lei, delle sorelle Radecchi, e della strage di Porzûs, e di tanti altri nomi ed episodi oscuri di quegli anni, 1943-45, tumultuosi e terribili. E si parla della storia di un confine contestato – quello della Venezia Giulia – diviso tra più etnie, attraversato da veri e propri moti di odio, odio puro, odio irrazionale, odio terrificante. L’Autore è bravo a ridimensionare – correttamente – la portata numerica dell’eccidio, ma è altresì condivisibile la sua scelta di non fare sconti sul piano morale: siano dieci, cento, mille o diecimila, nelle foibe ci finirono anche dei perfetti innocenti, ragazzi, ragazze e bambini che nulla c’entravano col Potere, col Fascismo o col Comunismo, ma che – come Norma – chiedevano solo di crescere, studiare, vivere. E sorridere.     

CONSIGLIATO A: solido saggio storico dalle dimensioni contenute, un po’ lento nell’ultima parte, dedicata alla definizione dei confini, ma nel complesso interessante per l’equilibrio che riesce a tenere tra ragioni dei vincitori e dei vinti. Consigliato a chi ama la storia patria e ritiene che non la si conosca mai abbastanza.