LECTIO BREVIS / 12

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 12
INTRIGHI (E INTRICHI)


UN CLASSICO: “La Certosa di Parma” di Stendhal
UN GIALLO: “La Legge e la Signora” di Wilkie Collins
DALLO SCAFFALE: “Il birraio di Preston” di Andrea Camilleri
LECTIO BREVISSIMA: “Il cavaliere e la morte” di Leonardo Sciascia

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Stendhal – LA CERTOSA DI PARMA (ediz. orig. 1839)

Di cosa parla: Fabrizio Del Dongo è un giovane milanese di nobili origini. Cresciuto nel mito di Napoleone (il padre è stato ufficiale del Bonaparte), nel 1815 scappa di nascosto di casa per raggiungere la Francia. Assiste, senza capire cosa sta accadendo, alla battaglia di Waterloo e al ritorno in Italia, deve sfuggire alla polizia austriaca, perché sospettato di essere una spia napoleonica: lo aiuterà la zia Gina Pietranera, accogliendolo a Parma, dove Fabrizio abbraccerà la carriera ecclesiastica…

Commento: Esemplare testimone del clima romantico di primo Ottocento, è un romanzo pieno di fatti, episodi, personaggi: la trama è tutta un susseguirsi frenetico di intrighi di corte, inganni, vendette, fughe, tradimenti, evasioni, impetuose relazioni d’amore. Tra fedeltà alla storia e invenzione pura (il principato di Parma non è mai esistito), tra romanzo storico e romanzo di formazione, Stendhal delinea il ritratto formidabile di un eroe idealista, che, incapace di adattarsi a un tempo inadatto agli slanci passionali, finisce per essere ignaro testimone di un’epoca di passaggio.

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Wilkie Collins – LA LEGGE E LA SIGNORA (ediz. orig. 1875)

Di cosa parla: Sul matrimonio della giovane Valeria Brinton con Eustace Woodville aleggiano, fin da subito, segnali preoccupanti: durante la luna di miele, la sposa scopre che il marito le ha tenuto nascosto il suo vero cognome (si chiama MacAllan) e soprattutto che, anni prima, è stato processato e assolto per insufficienza di prove dall’accusa di aver avvelenato la sua prima moglie, da lui mai amata peraltro. Come mai? Valeria decide di indagare, ma dovrà fare i conti con i tentativi di depistaggio messi in atto da uno strano amico di Eustace…

Commento: Wilkie Collins, grande amico e collaboratore di Dickens, è considerato uno dei padri del poliziesco: al genere possono essere ricondotte anche le sue due opere più celebri, La donna in bianco e La pietra di luna, cronologicamente precedenti a questo romanzo che, costruito come una detective story, è appassionante, soprattutto nella prima parte, per la vividezza dei caratteri e per la capacità di costruzione dell’intreccio, pieno di colpi di scena secondo i canoni del feuilleton ottocentesco.  

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Andrea Camilleri – IL BIRRAIO DI PRESTON (ediz. orig. 1995)

Di cosa parla: 1874. A Vigàta c’è fermento: il prefetto di Montelusa, il fiorentino cavalier Eugenio Bortuzzi, ha scelto, per inaugurare il nuovo teatro lirico della cittadina, la pressoché sconosciuta opera lirica Il birraio di Preston di Luigi Ricci. I vigatesi, melomani e non, esprimono la propria contrarietà a quella che considerano un’imposizione esterna. Il prefetto non cede ed è disposto a tutto per portare a compimento la sua volontà. Qualcuno però pensa che il modo migliore per manifestare la propria opposizione sia dare fuoco al teatro…

Commento: Pubblicato quando la fama del suo autore era ancora di là da venire (il primo Montalbano era uscito appena un anno prima), e ispirato, come altri romanzi analoghi di Camilleri, da un fatto di cronaca siciliana riportato nella Inchiesta sulle condizioni della Sicilia (1875-1876), ha il suo punto di forza nella scomposizione della trama, la cui linearità viene frammentata in un gioco scintillante e intricato di allusioni e citazioni.  

GIUDIZIO: ***

LECTIO BREVISSIMA

Leonardo Sciascia – IL CAVALIERE E LA MORTE (1988)

Storia di un commissario di polizia, malato di cancro, alle prese con l’omicidio di un noto avvocato dietro il quale sospetta la presenza di intricate e non meglio precisabili trame occulte, che le indagini ufficiali provvedono a insabbiare seguendo piste provvidenzialmente false. È il penultimo libro di Sciascia che, sotto la forma dell’apologo, porta all’estremo il pessimismo su ogni possibilità di salvezza: “il Diavolo era talmente stanco da lasciar tutto agli uomini, che sapevano fare meglio di lui”.