Appunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 2
BRUTTI SOGNI, BEGLI INCUBI
UN CLASSICO: “La vita è sogno” di Pedro Calderón de la Barca
UN GIALLO: “Cavalca l’incubo” di Richard Matheson
DALLO SCAFFALE: “I fiori blu” di Raymond Queneau
LECTIO BREVISSIMA: “Il sogno cattivo” di Guido Gozzano
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Pedro Calderón de La Barca – LA VITA È SOGNO (ediz. orig. 1635)
Di cosa parla: Sigismondo vive in una torre dalla nascita, da quando cioè il padre Basilio, re di Polonia, esperto di astrologia, l’ha fatto rinchiudere temendo l’avverarsi di una profezia in base alla quale egli sarebbe diventato un principe sanguinario. A distanza di anni Basilio vuole però metterlo alla prova e, fattogli somministrare un sonnifero, decide di fargli credere di essere diventato re. Se Sigismondo si rivelerà il tiranno della profezia, basterà farlo addormentare di nuovo e, al risveglio, fargli credere che sia stato solo un sogno…
Commento: Il più noto dramma teatrale di Calderón de La Barca è un testo fondamentale del Seicento spagnolo, il Siglo de oro. Il tema di fondo è l’illusorietà del mondo, vero Leitmotiv di tanta letteratura barocca, con Sigismondo che, tra don Chisciotte e Amleto, finisce per accettare l’impossibilità di riconoscere la realtà dalla fantasia e, anziché affermare la vita nella morte, si salva ammettendone la natura di rappresentazione, di recita teatrale.
GIUDIZIO: ****
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
Richard Matheson – CAVALCA L’INCUBO (ediz. orig. 1959)
Di cosa parla: La tranquilla vita coniugale di Chris e Helen Martin e della loro bambina Connie viene scossa una sera da una telefonata inquietante: l’uomo dall’altra parte del filo minaccia di uccidere Chris. E poco dopo, nonostante le precauzioni prese, qualcuno riesce a forzare la porta e a penetrare in casa Martin. L’intruso è evaso da un carcere e sembra spuntare da un passato che Chris credeva di essersi lasciato alle spalle. L’incubo per la famiglia Martin, però, è appena cominciato…
Commento: Un thriller in piena regola, su uno schema classico, che ha al suo attivo infinite variazioni (questa versione, del 1959, a occhio è una delle più antiche) e che ha i suoi punti di forza nel ritmo e nello stile, asciutto e misurato, di un grande autore che ha fortemente condizionato l’immaginario cinematografico e televisivo. Può essere anche considerato uno svolgimento americano del noto tema “Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.
GIUDIZIO: **½
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Raymond Queneau – I FIORI BLU (ediz. orig. 1965)
Di cosa parla: Il Duca d’Auge, dopo essere salito in cima al torrione del suo castello, il 25 settembre 1264, per “considerare un momentino la situazione storica”, partirà per la Capitale, per finire, dopo altre avventure, a rifugiarsi in Spagna dopo la presa dalla Bastiglia. Nel frattempo Cidrolin passa le sue giornate nella chiatta dove vive, cercando di sostituire la figlia che si è sposata con una ragazza che lo aiuti nelle faccende quotidiane e cancellando la scritta “Assassino” che qualcuno continua a tracciare sul cancello vicino al suo barcone. Il Duca e Cidrolin finiranno per incontrarsi…
Commento: Inafferrabile (e “intraducibile”, secondo la prima impressione di Calvino, che poi lo tradusse da par suo) romanzo che, al di là delle molteplici interpretazioni cui si presta, sospeso com’è tra dimensione onirica (le due vicende che si intrecciano sono il sogno reciproco dei due protagonisti) e riflessione sulla storia, si può e forse si deve leggere innanzitutto come una divertentissima e travolgente successione di trovate linguistiche e narrative.
GIUDIZIO: ***½
LECTIO BREVISSIMA
Guido Gozzano – IL SOGNO CATTIVO (in “La via del rifugio”, ediz. orig. 1907)
Se guardo questo pettine sottile
di tartaruga e d’oro, che affigura –
opera egregia di cesellatura –
un germoglio di vischio in novo stile,
risogno un sogno atroce. Dal monile
divampa quella gran capellatura
vostra, fiammante nella massa oscura…
E pur non vedo il volto giovenile.
Solo vedo che il pettine produce
sempre capelli biondo-bruni e scorgo
un cielo fatto delle loro trame:
un cielo senza vento e senza luce!
E poi un mare… e poi cado in un gorgo
tutto di bande di color di rame.

Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana