LECTIO BREVIS / 23

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 23
MALATTIE, NEVROSI E ALTRI STATI PATOLOGICI


UN CLASSICO: “Fosca” di Igino Ugo Tarchetti
UN GIALLO: “Quella cara vecchietta” di Belton Cobb
DALLO SCAFFALE: “La lezione di anatomia” di Philip Roth
LECTIO BREVISSIMA: “Tristano” di Thomas Mann

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Igino Ugo Tarchetti – FOSCA (ediz. orig. 1869)

Di che cosa parla: Giorgio, giovane militare in congedo per malattia, incontra a Milano la bella Clara, sposata con un impiegato dell’amministrazione governativa e con un figlio, e intreccia con lei una relazione amorosa. Due mesi dopo, richiamato in servizio, avrà modo di fare la conoscenza di Fosca, donna di “bruttezza orrenda” e affetta da una malattia nervosa, che stravolgerà la sua vita: Fosca s’innamora di Giorgio e lo trascina in una relazione che finirà per consumarlo e per farlo, a sua volta, ammalare…
Commento: Sorta di manifesto della Scapigliatura milanese, basato su una vicenda autobiografica che fece scandalo (la relazione tra l’autore e una donna epilettica vicina alla morte), annovera pregi e limiti del tentativo di innovare la tradizione del romanzo italiano (che allora era fermo allo Jacopo Ortis e a I promessi sposi). Facile, forse fin troppo, la lettura simbolica, ma Fosca resta un personaggio anomalo nel panorama della letteratura patria. Per la cronaca (e l’amara ironia del caso): Tarchetti (che si chiamava Igino, ossia etimologicamente “sano”, e si firmava Iginio; Ugo venne aggiunto in omaggio a Foscolo), modello dell’artista maledetto, fu tisico e morì trentenne di tifo; la donna che ispirò Fosca gli sopravvisse.   

GIUDIZIO: ***

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Belton Cobb – QUELLA CARA VECCHIETTA (ediz. orig. 1938)

Di che cosa parla: Mrs Sprague è molto malata. Vive insieme al figlio, alla cugina di lei e a Miss Emma Claypole, che le fa da dama di compagnia e da infermiera e che, da qualche tempo, nutre il timore di rimanere disoccupata con la morte dell’anziana donna. Viene a sapere che Mrs Sprague ha deciso di lasciarle in eredità 2000 sterline. Il problema è che, quando Mrs. Sprague muore per un’overdose di morfina, l’unica che, in apparenza, avrebbe potuto preparare l’iniezione letale è proprio l’infermiera che amorevolmente la accudisce da anni e che sembra fare di tutto per accollarsi la responsabilità del misfatto. Ma niente è come appare…

Commento: Scritto da un coetaneo e conterraneo di Agatha Christie, l’indiscussa specialista dei delitti da avvelenamento (si impadronì della materia grazie all’esperienza svolta come infermiera volontaria durante la Prima guerra mondiale), è un romanzo accattivante nelle premesse e abbastanza originale nello sviluppo, ennesima dimostrazione della grande solidità della letteratura poliziesca anglosassone. La morfina è notoriamente, insieme alla cocaina, la droga preferita di Sherlock Holmes.  

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Philip Roth – LA LEZIONE DI ANATOMIA (ediz. orig. 1983)

Di che cosa parla: Nathan Zuckermann, scrittore di successo, giunto alla soglia dei quarant’anni deve fare i conti con un misterioso dolore al collo che lo tormenta da tempo e per il quale nessuno specialista consultato ha saputo trovare una diagnosi. Destreggiandosi tra gli antidolorifici e le quattro donne con cui ha intrecciato una relazione, sempre più convinto che l’origine dei suoi disturbi vada ricercata nei suoi libri, a cui riconduce il deterioramento dei rapporti con i familiari, Nathan decide di cambiare vita e professione: va dunque a Chicago, intenzionato a iscriversi all’università per studiare medicina…

Commento: Terzo romanzo con protagonista l’alter ego di Roth, è un’indagine impietosa sulla malattia come condizione insanabile della modernità. Ma è forse anche, e soprattutto, uno dei più espliciti e ironici tentativi dello scrittore di fare i conti con il lato oscuro dell’autobiografismo in letteratura (Carnovsky, il libro scandalo di Zuckermann, fonte dei suoi tormenti, è chiaramente Lamento di Portnoy, il primo capolavoro dell’autore, accusato, alla sua uscita, di oscenità). Ed è, ancora, e come sempre in Roth, un libro sulla figura paterna, sul sesso, sugli ebrei americani…

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

Thomas Mann – TRISTANO (1903)

In tema di nevrosi o malattia mentale e delle pericolose relazioni con l’arte, Thomas Mann e Italo Svevo fanno scuola. Del grande scrittore tedesco, La montagna magica a parte, la novella più rappresentativa è sicuramente Tristano, ambientata in una casa di cura, dove la bella moglie di un rozzo commerciante e madre di un bimbo florido e sano, viene traviata da uno scrittore ed esteta che la induce a violare il divieto, impostole dai medici per ragioni di salute, di suonare il pianoforte. I personaggi incarnano alla perfezione le fragilità di un mondo sospeso tra il materialismo e la ricerca del trascendente. Senz’altro nessuno come Mann sa rappresentare gli effetti della musica (qui Chopin e Wagner) sulla psiche umana.