Appunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 4
STATO DI FAMIGLIA
UN CLASSICO: “I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia” di Thomas Mann
UN GIALLO: “La tragedia di Y” di Ellery Queen
DALLO SCAFFALE: “La famiglia Karnowski” di Israel Joshua Singer
LECTIO BREVISSIMA: “La bbona famija” di Giuseppe Gioachino Belli
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Thomas Mann – I BUDDENBROOK. DECADENZA DI UNA FAMIGLIA (ediz. orig. 1901)
Di cosa parla: 1835. A Lubecca, sul Mar Baltico, prospera la famiglia Buddenbrook. Merito del capostipite della dinastia, il settantenne Johann che, grazie ai guadagni derivanti dalla propria azienda commerciale, ha da poco acquistato una bella casa, dove vive con la moglie e tre dei quattro figli, Johannes Jr. (Jean), a sua volta sposato, Antonie (Tony) e Christian. I dissapori con il primogenito Gotthold, che si è messo in proprio, sono solo l’inizio delle difficoltà che i Buddenbrook attraverseranno. Quando Johann il vecchio morirà, gli succederà Jean…
Commento: L’ascesa e il declino dei Buddenbrook, arricchitisi con il commercio e decaduti per una serie di sventure economiche e familiari, copre quattro generazioni, fino al 1877. Attraverso gli eventi della quotidianità (con pagine memorabili sulle vacanze estive, sulle feste, sui funerali e sulla scuola), il romanzo tratteggia un quadro fenomenale della borghesia ottocentesca, dando al contempo una raffinatissima rappresentazione della crisi novecentesca dell’individuo.
GIUDIZIO: ****
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
Ellery Queen – LA TRAGEDIA DI Y (ediz. orig. 1926)
Di cosa parla: Il ritrovamento nel porto di New York del cadavere in decomposizione di York Hatter a due mesi dalla sua scomparsa riaccende le luci sulla sua strana famiglia, dominata dalla figura dispotica della moglie Emily. Sembra chiaro a tutti che York si sia suicidato, ma poco tempo dopo Louise, figlia di Emily e figliastra di York, è oggetto di un tentativo di avvelenamento. L’ispettore Thumm chiama in aiuto un suo amico, Drury Lane, ex attore e collaboratore a tempo perso della polizia. Le indagini languiscono, finché l’assassino riesce a colpire…
Commento: Secondo capitolo della trilogia con protagonista nel ruolo del detective Drury Lane, la tragedia che coinvolge i membri della ricca famiglia Hatter, uno più antipatico e scostante dell’altro, affronta un tema non nuovo nella letteratura gialla; lo svolgimento però è tra i più brillanti (e anche tra i più pessimisti). La soluzione non è forse impossibile da intuire, ma quel che conta e convince è la rappresentazione psicologica dei personaggi, quasi tutti detestabili.
GIUDIZIO: ***
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Israel Joshua Singer – LA FAMIGLIA KARNOWSKI (ediz. orig. 1943)
Di cosa parla: Nei primi anni del Novecento, David Karnowski, desideroso di lasciarsi alle spalle il clima oppressivo in cui è cresciuto, abbandona insieme alla moglie Lea lo shetl (villaggio) della Galizia polacca di cui è originaria la sua famiglia per trasferirsi a Berlino, capitale dell’Impero tedesco e centro culturale di prima importanza. Qui diventa una delle personalità di riferimento della comunità ebraica. Sarà il figlio Georg Moses a dargli un dispiacere rinnegando la fede ebraica. Ma le peripezie per la famiglia Karnowski sono destinate a continuare con l’avvento del nazismo…
Commento: Meravigliosa saga di una famiglia ebraica in movimento (la destinazione finale saranno gli Stati Uniti). Attraverso tre generazioni, si toccano con mano le contraddizioni della cultura ebraica, sospesa tra tradizionalismo oscurantista e aperture al pensiero occidentale, tra integrazione e persecuzioni razziali. Su tutto, il senso incombente di un destino ineludibile, che porta a compimento nel continuo errare i tragici disegni della storia.
GIUDIZIO: ****
LECTIO BREVISSIMA
Giuseppe Gioachino Belli – LA BBONA FAMIJA (1831)
Mi’ nonna a un’or de notte che vviè Ttata
se leva da filà, ppovera vecchia,
attizza un carboncello, sciapparecchia,
e mmaggnamo du’ fronne d’inzalata.
Quarche vvorta se fâmo una frittata,
che ssi la metti ar lume sce se specchia
come fussi a ttraverzo d’un’orecchia:
quattro nosce, e la scena è tterminata.
Poi ner mentre ch’io, Tata e Ccrementina
seguitamo un par d’ora de sgoccetto,
lei sparecchia e arissetta la cuscina.
E appena visto er fonno ar bucaletto,
’na pissciatina, ’na sarvereggina,
e, in zanta pasce, sce n’annamo a letto.

Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana