LECTIO BREVIS / 55

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 55
SENZA CAPO NÉ CODA ovvero STRANEZZE, BIZZARRIE, STRAVAGANZE

UN CLASSICO: “La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” di Laurence Sterne
UN GIALLO: “Dipartimento casi bizzarri” di Carter Dickson
DALLO SCAFFALE: “Figli del limo” di Raymond Queneau
LECTIO BREVISSIMA: “Il Mar delle Blatte” di Tommaso Landolfi

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Laurence Sterne – LA VITA E LE OPINIONI DI TRISTRAM SHANDY, GENTILUOMO (ediz. orig. 1759-1767)

Di cosa parla: La vita di Tristram Shandy è segnata da una serie di bizzarri contrattempi e curiosi equivoci fin dal suo concepimento, quando la madre si rivolge, sul più bello, al marito per chiedergli se si sia ricordato di caricare la pendola di casa. Durante il parto, poi, il maldestro dottor Slop schiaccia con il forcipe il naso del nascituro. E, una volta venuto al mondo, il padre vorrebbe battezzarlo con il glorioso nome di Trismegistus, ma la serva Susannah, incaricata di riferirlo al curato, fa confusione e così il bimbo si ritrova affibbiato il nome Tristram, tanto odiato dal genitore…

Commento: Diviso in nove volumi pubblicati a puntate (solo i primi due apparvero insieme) nell’arco di otto anni, è un romanzo settecentesco come lo avrebbe scritto un autore novecentesco (e infatti, molti autori, da Joyce a Virginia Woolf, da Calvino agli scrittori postmoderni, lo hanno ammirato e gli devono qualcosa). La biografia del protagonista è in realtà fagocitata dalle infinite digressioni che rallentano il ritmo del racconto e ne distorcono la linearità dilatando il tempo e destrutturando lo schema narrativo classico (l’autore stesso, d’altronde, la definiva “una storia senza capo né coda”). Percorso da uno spirito umoristico tipicamente britannico, fondato su spunti satirici, giochi di parole e scelte originali anche nella grafia e nell’impaginazione, è una lettura divertente, enigmatica e appassionante, capace con il suo gioco di continue divagazioni di irretire e disorientare il lettore e di stupirlo continuamente.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Carter Dickson – DIPARTIMENTO CASI BIZZARRI (ediz. orig. 1938-1941)

Di cosa parla: A Scotland Yard arriva un testimone che giura di aver assistito a un delitto dalla finestra della propria casa: il problema è che a commettere il crimine sono stati un paio di guanti.
E c’è una giovane donna che si ritrova accusata del tentato delitto di una signora, vicina di casa del suo cottage di montagna: le uniche impronte sulla neve tutt’intorno sono le sue.
E ancora c’è un uomo che, tornando a casa un po’ alticcio, trova un cadavere in quello che crede il suo appartamento, anche se alcuni dettagli dell’arredamento non tornano…

Commento: A indagare sui dieci casi bizzarri al centro dei dieci racconti della raccolta è chiamato il D-3, l’apposito dipartimento di Scotland Yard guidato dal colonnello March e specializzato in crimini impossibili.
Carter Dickson, alias John Dickson Carr, maestro indiscusso nel campo dei delitti ingegnosi (tanto amati dai cultori del genere quanto detestati da chi ravvisa in essi una fastidiosa ricerca dell’eccentricità: rivolgersi in quest’ultimo caso al detrattore numero uno, Raymond Chandler), conferma la sua strepitosa inventiva nell’ideare enigmi che sfidano la logica e che, nella misura del racconto, trovano una dimensione particolarmente felice. 

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Raymond Queneau – FIGLI DEL LIMO (ediz. orig. 1938)

Di cosa parla: Il preside del liceo di Mourmèche, il signor Chambernac, si vede piombare di colpo nel bagno in cui ha appena fatto le abluzioni quotidiane un uomo che si presenta come Purpulan e che, ricattandolo, si fa assumere: vorrebbe fare il professore, ma diventerà il suo segretario nella stesura dell’Enciclopedia delle scienze inesatte, un’opera che si propone di raccogliere le biografie dei “pazzi letterari” del XIX secolo. Chambernac è imparentato con la famiglia dei Limon, grandi imprenditori nella Francia di inizio Novecento…

Commento: La vena sperimentale di Queneau, che da giovane si accostò al surrealismo e da adulto fu fondatore dell’OuLiPo, l’Officina di Letteratura Potenziale che influenzò anche Italo Calvino, trova conferma in questo romanzo, che tra continue invenzioni linguistiche e bizzarre soluzioni narrative risulta però decisamente faticoso: i personaggi sono per lo più poco interessanti, la storia è pressoché inesistente, e le pagine con le biografie dei pazzi sono decisamente troppe. Ci si perde, senza però ritrovarsi del tutto.

GIUDIZIO: **

LECTIO BREVISSIMA

Tommaso Landolfi – IL MAR DELLE BLATTE(1939)

L’avvocato Coracaglina viene trascinato al porto dal figlio Roberto, che gli ha appena mostrato una ferita profonda nel proprio braccio, dalla quale ha estratto diversi oggetti e un vermiciattolo azzurro. Da qui salpano su una nave: ai marinai vengono consegnati gli oggetti estratti dalla ferita, mentre una ragazza di nome Lucrezia, sospinta a bordo con la forza da due uomini, sarà l’oggetto delle attenzioni di Roberto, che assume il comando dell’imbarcazione con il titolo di Alto Variago. La nave è diretta verso il Mar delle Blatte, mai solcato da nessuno prima. Basta leggere poche righe del racconto che dà il titolo alla seconda raccolta pubblicata da Landolfi per farsi un’idea della vena paradossale che caratterizza, a ben vedere, tutta l’opera di uno dei più eccentrici autori della letteratura italiana del Novecento. Rovesciamento parodico dei romanzi di avventure, il racconto è l’originale dimostrazione di una fantasia sfrenata (con un gusto dell’orrido e del morboso personalissimo) che finisce per tradursi in una disarticolazione della stessa struttura narrativa.