Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 58
STATI ALTERATI DELLA MENTE
UN CLASSICO: “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks
UN GIALLO: “Promessa mantenuta” di James Ronald
DALLO SCAFFALE: “Per le antiche scale” di Mario Tobino
LECTIO BREVISSIMA: “Fuga nelle tenebre” di Arthur Schnitzler
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Oliver Sacks – L’UOMO CHE SCAMBIÒ SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO (ediz. orig. 1985)
Di cosa parla: Il caso che dà il titolo al libro è quello del dottor P., musicista di grande talento, che a causa di una prosopagnosia, cioè l’incapacità di riconoscere i volti, finisce per scambiare, in una circostanza, la testa di sua moglie per il proprio cappello. Ma, tra i pazienti di cui Sacks dà conto, ci sono anche Jimmie G., un ex marinaio che nel 1975 è convinto di vivere nel 1945, o Ray, un ragazzo affetto dalla sindrome di Tourette e dai suoi mille tic, o ancora Donald, che a distanza di anni e a seguito di un trauma è perseguitato dalle visioni dell’omicidio commesso anni prima di cui non serbava nessuna memoria…
Commento: Diviso in quattro sezioni sulla base della tipologia di disfunzione (“Perdite”, “Eccessi”, “Trasporti” e “Il mondo dei semplici”), questo libro, che nonostante i pochi anni trascorsi dalla sua pubblicazione può già meritare la fama di classico, è uno splendido catalogo di alcuni dei pazienti che l’autore, neurologo, ha incontrato e seguito nel corso della sua attività professionale (a Sacks si deve anche l’altrettanto celebre Risvegli, da cui il film di Penny Marshall con Robin Williams nei suoi panni). Ne nascono racconti meravigliosi e ritratti fenomenali che trasformano i casi clinici in letteratura vera, spalancando voragini sul senso stesso dell’essere uomini, sull’idea di normalità e sul valore della salute e della vita.
GIUDIZIO: ****
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
James Ronald – PROMESSA MANTENUTA (ediz. orig. 1938)
Di cosa parla: Dopo vent’anni di detenzione in una casa psichiatrica, dove era stato ricoverato in seguito alla crisi di vendite dell’Evening Echo, il quotidiano londinese di cui era fondatore e direttore, Lucius Marplay riesce a evadere. Le sue minacce di uccidere i suoi quattro ex soci, colpevoli ai suoi occhi della sua rovina, cominciano a diventare realtà quando uno di loro legge, sotto forma di necrologio sul loro stesso giornale, l’annuncio della sua morte pochi minuti prima di essere ritrovato senza vita…
Commento: Nel giallo a enigma, la trovata di partenza a volte è tutto. Questo romanzo, scritto da un autore scozzese abbastanza proficuo, ne mette insieme due di grande successo nel genere: la fuga dal manicomio (che ha i suoi sviluppi più notevoli nell’ambito del thriller e dell’horror) e l’annuncio anticipato di morte (un celebre sviluppo, più tardo, sarà offerto da Un delitto avrà luogo di Agatha Christie con Miss Marple).
Se, dunque, la trovata iniziale è intelligente, lo svolgimento risulta nel complesso gradevole, anche se la soluzione appare forse un po’ frettolosa: l’insieme comunque è solido, per quanto non memorabile.
GIUDIZIO: **
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Mario Tobino – PER LE ANTICHE SCALE (ediz. orig. 1972)
Di cosa parla: Venti racconti ambientati in un manicomio del Lucchese, dove lavora in veste di psichiatra il dottor Anselmo. Nel primo viene ricostruita la storia del dottor Bonaccorsi, che operò nella stessa struttura a inizio secolo. Negli altri, si raccontano episodi che coinvolgono lo stesso dottor Anselmo alle prese con pazienti particolari, come Cherubino, microcefalico che si innamora di un’infermiera, o Lucia Pedretto, schizofrenica che dopo molti anni rivela una notevole (e sconosciuta) abilità nel suonare il pianoforte, o ancora Don Giovanni, convinto di essere stato nominato senatore a vita…
Commento: La psichiatria prima di Basaglia erano essenzialmente i manicomi (per la cronaca Tobino, medico psichiatra, fu tra i più noti oppositori della legge che nel 1978 rivoluzionò la cura della malattia mentale). L’autore restituisce umanità alla malattia mentale, ma soprattutto rivela che la pazzia è spesso un paradosso, un corto circuito di senso, un ossimoro, come nei casi di Suor Fulgenzia la cui malattia consiste nel bestemmiare o del federale affetto da delirio di negazione che viene ricoverato dopo aver affermato in pubblico che il Duce non esiste. Il tutto narrato con una leggerezza di stile e una sensibilità di tocco a tratti ironica, a tratti commovente.
GIUDIZIO: ***½
LECTIO BREVISSIMA
Arthur Schnitzler – FUGA NELLE TENEBRE (1931)
Robert, reduce da un lungo periodo di vacanza per una malattia nervosa, prova a tornare alla normalità ma si accorge di non essere affatto guarito. Un pensiero ossessivo domina la sua mente: che il fratello Otto, neurologo di fama, voglia ucciderlo. Nemmeno l’amore per Paula Rolf, con cui si fidanza e progetta le nozze, riesce infatti a non fargli pensare a quella lettera, consegnata anni prima a Otto, nella quale lo pregava di aiutarlo a porre fine ai suoi giorni, qualora fosse impazzito. Nella consueta e congeniale misura del romanzo breve, Schnitzler affronta uno dei temi a lui più cari raccontando, da un punto di vista oggettivo e con l’esattezza quasi scientifica di una prosa rigorosa ma non fredda, l’insorgere di una mania ossessiva. Pubblicato nel 1931, ma scritto nella sua prima versione tra il 1912 e il 1917, può essere letto anche come epitaffio della Vienna asburgica, nel pieno del trionfo della psicanalisi.

Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana