LECTIO BREVIS / 59

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 59
ALL YOU NEED IS LOVE

UN CLASSICO: “L’abbazia di Northanger” di Jane Austen
UN GIALLO: “I denti del drago” di Ellery Queen
DALLO SCAFFALE: “Il fiume della colpa” di Wilkie Collins
LECTIO BREVISSIMA: “Amore in elemosina chiedendo” di Sandro Penna

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Jane Austen – L’ABBAZIA DI NORTHANGER (ediz. orig. 1818)

Di cosa parla: La diciassettenne Catherine Morland, su invito dei vicini di casa, i signori Allen, trascorre un periodo di vacanza nella località di Bath. Qui vive le prime esperienze in società e fa la conoscenza con le famiglie Thorpe, diventando amica di Isabel, e Tilney, invaghendosi del fascinoso Henry. Proprio da quest’ultimo verrà invitata nella dimora di famiglia, la vecchia abbazia di Northanger, che assomiglia ai castelli gotici dei romanzi che Catherine legge avidamente. Ma c’è davvero qualcosa di misterioso nella casa dei Tilney o è tutta colpa dell’ingenua fantasia della giovane?

Commento: Completato nel 1803, ma pubblicato postumo, è tra i primi romanzi cui lavorò la scrittrice, che lo concepì come una parodia del romanzo gotico, il genere in voga nell’Inghilterra del secondo Settecento. La protagonista, come Don Chisciotte, è vittima dei libri che legge e finisce, anche se con conseguenze meno drammatiche rispetto all’eroe di Cervantes, per scambiare la realtà con la letteratura. Sebbene meno fine nel ritratto psicologico dei personaggi e più esile nell’intreccio rispetto alle opere più mature, resta un godibilissimo esempio della capacità dell’autrice di tratteggiare con la massima semplicità e limpidezza l’educazione sentimentale della giovane Catherine conducendo lei e il lettore per mano verso il più atteso dei lieti fini.

GIUDIZIO: ***

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Ellery Queen – I DENTI DEL DRAGO (ediz. orig. 1939)

Di cosa parla: Ellery Queen ha aperto un’agenzia investigativa in collaborazione con Beau Rommell. L’incarico che i due ricevono da Cadmus Cole, un miliardario che vive da anni sul suo yacht in navigazione ai Caraibi, è piuttosto bizzarro: l’uomo non rivela loro di cosa si tratta, limitandosi ad anticipare un lauto compenso. Qualche tempo dopo, però, Cole muore assassinato in mare aperto, per Ellery comincia un’indagine davvero sui generis, nel corso della quale l’incallito scapolo newyorchese arriverà persino a contrarre matrimonio…
Commento: Nel 1936, Agatha Christie dimostrò con Poirot sul Nilo che si può mettere un po’ di rosa anche in un romanzo giallo. Giampaolo Dossena scriverà che era un po’ troppo, il rosa nel giallo, ed evocherà persino un parallelismo con Liala (ma basterebbe forse richiamare Mary Westmacott, lo pseudonimo rosa della Christie). Tre anni dopo, questo romanzo di Ellery Queen conferma la teoria della mescolanza di generi e per una volta la coppia di autori celebre per gli enigmi intricati e il rigore logico-deduttivo della soluzione del mistero si lascia andare a una storia che preferisce ricorrere a un’avventura romantica per raccontare una vicenda poliziesca: noi, comunque, siamo dell’idea che il fine giustifichi i mezzi.    

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Wilkie Collins – IL FIUME DELLA COLPA (ediz. orig. 1886)

Di cosa parla: Gerard Roylake, giovane possidente, dopo la morte del padre, torna ad abitare nei luoghi della sua infanzia: qui, intorno al fiume Loke, che alimenta l’antico mulino abitato dai Toller, ritrova, ormai diciottenne, la bella Cristel, figlia del mugnaio, che aveva lasciata bambina. Ne rimane subito affascinato, ma dovrà fare i conti con l’affittuario del vecchio mugnaio, un uomo sordo tanto bello quanto inquietante, che sembra nutrire un’ossessione morbosa per Cristel…

Commento: Collins, amico e collaboratore di Dickens, considerato, soprattutto per le sue opere maggiori (La pietra di Luna, La donna in bianco), l’inventore del poliziesco, è forse, in realtà, il più bravo autore di feuilleton, abilissimo com’è nel creare la suspense giocando sugli stereotipi del genere, presenti anche in questo romanzo breve i cui meccanismi narrativi e i tipi umani si ritroveranno in molta letteratura rosa a venire, nonché nelle soap televisive. Perché, ci suggerisce l’autore, non ci sono nefandezze e gesti nobili tanto estremi come quelli che si compiono in nome dell’amore…

GIUDIZIO: **½

LECTIO BREVISSIMA

Sandro Penna – AMORE IN ELEMOSINA CHIEDENDO (1949-1955)

Amore in elemosina chiedendo
andavo per la strada polverosa.
E il sole mi rideva intorno, intento
a una mia novità meravigliosa.

Sandro Penna
Sandro Penna