MAYERLING – Gerd Holler

# 377 – Gerd Holler – MAYERLING (Longanesi, 1982, pagg. 277)

Cosa accadde a Mayerling il 30 gennaio 1889? Come morirono il Principe ereditario d’Austria Rodolfo d’Asburgo e la sua giovanissima amante, la baronessa diciottenne Maria Vetsera? Si trattò veramente di omicidio-suicidio dovuto all’impossibilità di vivere all’aria aperta, con franchezza, la loro relazione? La colpa è da attribuire alle tendenze depressive del Principe Rodolfo, o c’è dell’altro? Senza scomodare improbabili killer prussiani o altre baggianate, il medico Gerd Holler – storico dilettante ma assai preparato – ricostruisce l’intera vicenda e ripercorre il contrastato amore tra Rodolfo e Maria, immergendolo nella temperie dell’epoca, per approdare al racconto della notte fatale con un piglio degno del miglior “Telefono Giallo”. Ma soprattutto, l’Autore opera una scoperta sconvolgente, che getta veramente nuova luce sui fatti di Mayerling, una delle pagine più tristi e oscure della storia asburgica recente, di certo l’evento più terribile del lungo regno di Francesco Giuseppe, padre del povero Rodolfo. Come in un giallo, ma con evidenze scientifiche e suggerimenti ben fondati, Holler ci porta nel casino di caccia di Mayerling, nel gelo del gennaio 1889, e offre la più convincente e fededegna versione della storia che abbia mai letto – e su Mayerling, credetemi, ho letto molto!

La storia asburgica e, in particolare, la storia politica dell’Austria-Ungheria, per me non sono mai state un hobby: sono state – e sono ancora – una passione! Potete dunque immaginare con quale entusiasmo mi sia accinto alla lettura di questo libro del dottor Gerd Holler, medico con l’interesse per la storia e buon narratore.

Pur di leggerlo, anni fa, siccome il libro non si trovava in commercio (Amazon era ancora là da venire), andai per alcuni pomeriggi nella sala lettura della biblioteca delle Civiche Raccolte Storiche di Milano, dove il commesso mi teneva da parte il volume e me lo consegnava ogni giorno con un sorrisetto. Non ho mai capito se fosse un sorriso di ammirazione oppure di compassione per quel ragazzo che non aveva di meglio da fare che passare i pomeriggi a leggere ipotesi su Mayerling. La verità è che il libro era semplicemente troppo interessante per non leggerlo!

Oggi che (grazie ad Amazon) lo possiedo, ho potuto rileggerlo, stavolta comodamente seduto alla mia scrivania, e l’impressione positiva della prima lettura non è cambiata, anzi, si è intensificata. “Mayerling” è un saggio di rara onestà, e di spiccata originalità, non tanto nella struttura (in fondo, di ricostruzioni di vicende delittuose ne esistono milioni, dedicate ai più svariati fattacci di cronaca nera) quanto nelle conclusioni. Sì, perché Holler non si accontenta di ricostruire con esattezza i fatti che portarono alla notte di Mayerling, ma si spinge oltre e, mettendo in campo le sue competenze mediche, azzarda un’ipotesi non suffragata da prove inconfutabili – è vero – ma purtuttavia di una plausibilità impressionante, al punto da farmi pensare che questo compassato libro dalla copertina quadrettata tipica di Longanesi contenga, scritta a quasi un secolo di distanza, la teoria migliore per spiegare i misteri di quella duplice, tragica morte.

Frutto di un meticolosissimo lavoro di ricerca sui documenti (sia quelli pubblici che quelli mai pubblicati, tra cui i referti clinici), il libro di Holler è un gioiello anche dal punto di vista dello stile, sempre adeguato e mai sopra le righe, perché l’Autore non si monta la testa, sa benissimo che l’importanza del libro sarà decretata dalla credibilità della teoria di cui si fa portatore, e non dall’elevatezza dello stile o dalla complicazione delle elucubrazioni.

Per questa ragione Holler evita voli pindarici ed eccessivi lirismi ma, d’altra parte, evita altresì di limitarsi al compitino, e dedica tutte le sue energie a una ricostruzione, la più fedele possibile, dei fatti, sfoderando un piglio quasi giornalistico, da inchiesta scottante. La distanza di tempo (il libro uscì, in tedesco, nel 1980, per essere tradotto e pubblicato appena un paio d’anni dopo anche in Italia) è in questo caso un autentico toccasana, perché permette all’Autore di evitare coinvolgimenti sentimentali o imprecisioni da “instant book” (e su Mayerling ne esistono diversi, di “instant book”!) e, d’altronde, offre la possibilità di avvicinarsi con un certo rigore a una materia comunque scottante, comunque terribilmente emotiva.

Fu davvero Rodolfo a sparare a Maria Vetsera prima di togliersi la vita? E lo fece di sua iniziativa, senza che lei fosse d’accordo, o tra i due era stato istituito un patto suicida? E per quale ragione avrebbero desiderato di morire assieme nel casino di caccia degli Asburgo alle porte di Vienna? Chi altri era al corrente del folle piano?

Basandosi su testimonianze dirette e su documenti inediti, interpretando con indubbia competenza i referti d’autopsia dell’epoca e le comunicazioni (enigmatiche) tra la Corte e i funzionari di Mayerling, nonché tra gli inquirenti e l’entourage del Principe ereditario, Holler svolge un ragionamento che non fa una grinza e conduce il lettore, come in un giallo, verso un finale ipotetico ma rivelatorio, e senza mai dimenticare che i personaggi di cui scrive sono realmente esistiti e il loro dramma l’hanno vissuto davvero.

Fulgido esempio di saggio storico dedicato a un fatto di cronaca nera, “Mayerling” di Gerd Holler è il testo fondamentale per chiunque sia interessato a questa oscura e triste vicenda che, vista a distanza di più di un secolo, non ha perso nulla del suo magnetico e misterioso fascino.

(Recensione scritta ascoltando Franz Josef Haydn, “Sinfonia n. 45 in Fa diesis minore – Sinfonia degli Addii”)

PREGI:
ottimamente strutturato, è un libro che non perde mai di vista l’obiettivo finale (formulare una teoria nuova e definitiva sui fatti di Mayerling) e che dà costantemente l’impressione di essere stato pensato a lungo dall’Autore in ogni sua parte, concedendosi tutto il tempo di svolgere le ricerche e gli approfondimenti necessari. E se non si può dire con certezza che Holler abbia afferrato la verità, si può affermare però che, con ogni probabilità, ci sia andato più vicino di chiunque altro  

DIFETTI:
chi è completamente digiuno di studi asburgici rischia di trarre meno piacere dalla lettura, che richiede perlomeno un’infarinatura sulla vecchia Austria-Ungheria e sulla sua Casa regnante, nonché sulla sua celeberrima burocrazia 

CITAZIONE:
“Stando alle descrizioni ufficiali dei cadaveri, la seconda pallottola (che Zwerger certamente cercò) poteva solo essere o nella parete dietro al letto o nel tavolo da toeletta a sinistra. Ma non venne trovata, e il perché è semplice: la pallottola rinvenuta da Zwerger era quella dell’unico colpo sparato.” (pag. 233)

GIUDIZIO SINTETICO: ***½

LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il sistema Mereghetti, che va da 0 a 4 stelline: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…

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NON GIUDICABILE con i sistemi ìclassiciî di voto
PESSIMO
QUASI PESSIMO
BRUTTO
BRUTTINO
 
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**1/2
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***1/2
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ACCETTABILE
DISCRETO
BUONO
MOLTO BUONO
CAPOLAVORO