SUCK! UNA STORIA D’AMORE – Christopher Moore

# 8 – Christopher Moore – SUCK! UNA STORIA D’AMORE (Elliot Edizioni, 2009, pag. 285)

copertina libro SuckAvventure e disavventure di una coppia di giovani vampiri nella San Francisco contemporanea: innamorati e “non morti”, braccati da cacciatori di vampiri e poliziotti dalla dubbia moralità, Tommy e Jody si destreggiano tra la sete di sangue e un’umanità (divertitamente) allo sbando.

Scrittore eclettico e vagamente naïf (non a caso, come il grande Bukowski, è diventato “scrittore a tempo pieno” solo dopo aver svolto una miriade di altri lavori), Christopher Moore è il nome giusto se si ha voglia di abbandonarsi a una lettura scanzonata e sorridente, poco impegnativa ma pervasa da un sano humour nero. “Suck!” è una sarabanda di vampiri giovani e vecchi, di argute ragazzine emo, di prostitute succhiasoldi, di sballati che, per vincere la noia dell’alienante lavoro in un supermarket, sperperano cifre esorbitanti a Las Vegas, di senzatetto che diventano banche del sangue, di gatti ciccioni che vengono rasati a zero, e chi più ne ha più ne metta…!

Insomma, un viaggio in un’America contemporanea non particolarmente credibile, eppure per certi aspetti fededegna, perché la miglior satira è sempre quella che prende dalla realtà solo lo spunto iniziale, e poi prolifera e costruisce le “possibili conseguenze” di un mondo folle. Moore però va anche oltre la satira, perché il suo è un romanzo con tratti veramente demenziali, nel senso positivo, vorrei quasi dire “americano”, del termine. Già, perché gli americani il genere demenziale, piaccia o non piaccia, lo sanno fare, tanto in letteratura quanto al cinema. E’ un demenziale, quello americano, talmente esagerato da funzionare bene, talmente “spinto” da far strabuzzare gli occhi, alzare lo sguardo dalla pagina, pensare: “Non può aver scritto questa cosa!”, per poi riabbassare lo sguardo, rileggere e scoprire… che sì, ha proprio scritto quella cosa! Un grande romanzo, dunque? No, certo. Un romanzo pazzoide e scriteriato, che sembra dispiegare la trama un po’ come viene, riavvolgendo il tempo per svelare retroscena su retroscena, alternando notti vampiresche e sanguinolente alle pagine diaristiche di una ragazzina terrorizzata dalla mortale banalità del mondo (e della vita), senza rinunciare a qualche bel momento di sospensione lirica.

Ai tanti, troppi insopportabili libri su effeminati e svenevoli vampiri adolescenti (ogni riferimento a “Twilight” non è puramente casuale), Moore risponde con una scatenata sarabanda di personaggi improbabili eppure pervasi da una strana vitalità, e dall’insopprimibile voglia di sfuggire ad un presente troppo grigio, chi nella eterna “non morte” dei vampiri, chi nella folleggiante caccia ai vampiri stessi. Il vampirismo, in “Suck!”, non è né condizione esistenziale né pretesto filosofico: è un dato di fatto, come avere un fastidioso foruncolo su una chiappa. E i giovani vampiri di Moore sono sboccati, meschini, spiritosi, ironici, gelosi, irascibili e, fondamentalmente, teneri: umani, alla fine! Più di tanti uomini, probabilmente.           

(Recensione scritta ascoltando Leda Battisti, “L’acqua al deserto”)

PREGI:
ritmo indiavolato e battute una via l’altra, come nella sceneggiatura di un teen movie di quelli riusciti

DIFETTI:
un certo aggrovigliamento narrativo per i tanti “riavvolgimenti” della storia, e una scrittura a tratti fin troppo sincopata

CITAZIONE:
“Che cos’è il carattere, se non il metro di giudizio di un uomo dinanzi ai suoi amici e ai suoi nemici?” (pag. 125)

GIUDIZIO SINTETICO: **

LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il “sistema Mereghetti”, che va da 0 a 4 “stelline”: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…

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0
1/2
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*1/2
NON GIUDICABILE con i sistemi “classici” di voto
PESSIMO
QUASI PESSIMO
BRUTTO
BRUTTINO
 
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**1/2
***
***1/2
****
ACCETTABILE
DISCRETO
BUONO
MOLTO BUONO
CAPOLAVORO