LECTIO BREVIS / 17

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 17
TRAGEDIE, DRAMMI, FARSE

UN CLASSICO: “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus
UN GIALLO: “Gideon Fell: panico a teatro” di John Dickson Carr
DALLO SCAFFALE: “Franco Quinto” di Friedrich Dürrenmatt
LECTIO BREVISSIMA: “Questa sera si recita a soggetto” di Lugi Pirandello

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Karl Kraus – GLI ULTIMI GIORNI DELL’UMANITÀ (ediz. orig. 1922)

Di che cosa parla: La Prima guerra mondiale è scoppiata. In Austria gli strilloni annunciano in continuazione l’uscita di edizioni straordinarie, tra l’indifferenza e il cinismo di borghesi e nobili, ufficiali e sottufficiali, gestori di caffè e camerieri, cittadini colti e intellettuali, poeti e scrittori, redattori e caporedattori, reporter e vecchi abbonati di giornali, entraîneuses e gaudenti, uomini di chiesa e magistrati. Tra i bei funerali dell’arciduca Francesco Ferdinando e i deliri patriottici dei generali al fronte, sembra che solo il Criticone, nei suoi colloqui con l’Ottimista, colga la vera e feroce essenza della guerra…

Commento: La “tragedia in cinque atti con preludio ed epilogo” (la cui mole, scrive l’autore nella premessa, occuperebbe circa dieci serate per la messa in scena) è un’opera fluviale che sotto le vesti di un’allucinazione letteraria rappresenta in realtà una formidabile testimonianza della retorica intorno alla Grande guerra (e non solo), essendo basata in gran parte su documenti dell’epoca. Kraus mette a nudo come i peggiori orrori siano potuti scaturire dall’ideologia del progresso, vero spirito del tempo.  

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

John Dickson Carr – GIDEON FELL: PANICO A TEATRO (ediz. orig. 1966)

Di che cosa parla: Margery Vane, un’attrice che in anni ormai lontani è stata una chiacchierata star, torna dall’Inghilterra negli Stati Uniti a bordo del piroscafo Illyria, sul quale si trova a viaggiare anche il noto criminologo Gideon Fell. L’attrice si appresta a tornare in scena nello stesso teatro di New York in cui, quarant’anni prima, il marito ha trovato la morte durante una rappresentazione di Romeo e Giulietta. Il teatro riaprirà al pubblico con un’altra duplice tragedia: a quella di Shakespeare rappresentata, si aggiungerà infatti quella che colpirà su un palco durante la prova generale…

Commento: Il filone dei gialli teatrali è quanto mai ricco (alcuni titoli: La poltrona n. 30 di Ellery Queen, 1929; La sera della prima di F.G. Parke, 1931; Morte in palcoscenico di Thomas Kyd, 1948; Iniziò con un bacio, finì con un delitto di Derek Smith, pubblicato postumo). Lo svolgimento di Dickson Carr, non al suo meglio (questo è uno degli ultimi suoi romanzi), è accettabile: bene l’atmosfera (per quanto un po’ prevedibile), qualche forzatura nel finale.

GIUDIZIO: **

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Friedrich Dürrenmatt – FRANCO QUINTO (ediz. orig. 1959)

Di che cosa parla: Franco Quinto è, insieme alla moglie Ottilia, l’ultimo erede di una nota dinastia di banchieri che, da due secoli, hanno fatto della truffa e del delitto la chiave del loro successo, senza trovare ostacoli da parte dello Stato e facendosi beffe della concorrenza. Ma i tempi sono cambiati: la banca, infatti, è ora sull’orlo del fallimento. Con il consueto cinismo, i coniugi tentano l’ultimo inganno: mettere in scena la propria morte. Ma non hanno fatto i conti con qualcuno più diabolico di loro…

Commento: Se nei suoi più noti romanzi (Il giudice e il suo boia, Il sospetto, La promessa), Dürrenmatt ricorre al realismo puro del giallo per svelare l’ambiguità di una società, quella svizzera, dominata dal razionalismo, qui (ma anche in celebrati racconti come La panne) il tono dominante è quello del grottesco, che meglio si addice a una commedia farsesca o a un vaudeville tragicomico basato su un’intuizione acuta (una banca fondata e gestita da gangster) e persino profetica.

GIUDIZIO: ***

LECTIO BREVISSIMA

Luigi Pirandello – QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO (1928-1929)

Dopo Sei personaggi in cerca d’autore e Ciascuno a suo modo, la terza parte di un’ideale trilogia del “teatro nel teatro”, si concentra sul conflitto tra attori e regista. E più in generale tra ricerca di effettacci e (presunta) spontaneità della recitazione. In fondo, è una difesa appassionata della scrittura: da far leggere a certi registi, anche cinematografici, che rappresentano quadri anziché sceneggiature. Pirandello sembra quasi riscrivere Amleto come dramma borghese novecentesco: non la messa in scena che si fa tragedia, ma la tragedia che si fa messa in scena, o farsa (ma sperimentale).