LECTIO BREVIS / 25

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 25
NATALE… IN BREVE


UN CLASSICO: “Canto di Natale” di Charles Dickens
UN GIALLO: “Delitti di Natale” e “Altri delitti di Natale” (autori vari)
DALLO SCAFFALE: “Un Natale a Ceylon” di Guido Gozzano
LECTIO BREVISSIMA: “Natale” di Giuseppe Ungaretti

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Charles Dickens – CANTO DI NATALE

La storia natalizia più famosa, imitata e saccheggiata di tutti i tempi (sono nell’ordine delle decine e decine solo gli adattamenti cinematografici e televisivi, a partire dal 1901; il testo di Dickens è del 1843) è solo una favoletta zuccherosa? Tutto lo lascerebbe credere: la conversione di Ebenezer Scrooge in una sola notte dall’avarizia più gretta alla filantropia pura suona troppo sospetta, specie in tempi in cui il cinismo pare una virtù e l’accumulo di capitale un merito di cui menare vanto. Eppure, scrittori bravi come Dickens ce ne sono pochi e se il protagonista è diventato un personaggio immortale della letteratura di tutti i tempi (a lui è esplicitamente ispirato zio Paperone, che in originale fa di nome Scrooge McDuck), il racconto ha un fascino unico. Che dipende, oltre che dalla figura di Scrooge, dalla vertigine che il Natale sa produrre e rinnovare ogni anno in tutti: ci ricorda (come il fantasma del Natale passato) che siamo stati bambini, ci fa avvertire la necessità di non sentirci esclusi dalla festa collettiva che ci circonda (è il fantasma del Natale presente), ci ammonisce che un giorno le feste finiranno anche per noi spronandoci a lasciare un buon ricordo del nostro passaggio in chi ci sopravvivrà (è il fantasma del Natale futuro). Perché un Natale da passare soli soletti con i nostri fantasmi non è mai un buon Natale…

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Autori vari – DELITTI DI NATALE e ALTRI DELITTI DI NATALE

Il Natale si addice al giallo. È davvero sterminata la quantità di romanzi e racconti a vario titolo polizieschi ambientati durante il periodo natalizio. La ragione è facile da indovinare: niente di meglio che l’atmosfera intrisa di buoni sentimenti delle feste dedicate ai ritrovi familiari per innescare e far deflagrare i peggiori istinti che covano, tra un ramo di vischio sotto cui baciarsi e un pacco dono da scartare, negli animi dei parenti radunatisi per l’occasione. Per limitarsi a qualche titolo si citano qui, degli autori più noti: L’avventura del carbonchio azzurro di Conan Doyle, Le stelle volanti di Chesterton, Il Natale di Poirot di Agatha Christie (la cui vittima sembra un redivivo Scrooge), Un Natale di Maigret di Simenon, Un Natale di morte di Stout, Colpo di grazia di Ellery Queen. E tra i meno noti: Il canto di Natale di Clifford Witting, Un delitto inglese di Cyril Hare, Non si uccide prima di Natale di Jack Iams, Quella casa nella brughiera di Ngaio Marsh. Ma non c’è quasi autore di gialli che non si sia cimentato con il genere, come testimoniano magistralmente le tante raccolte che ogni Natale puntualmente fanno capolino nelle librerie. Meritevoli come non mai le due pubblicate dalla casa editrice Polillo: in tutto 26 racconti che sono 26 variazioni sul tema, per più di 700 pagine di crimini sotto l’albero. Buono non solo per Natale, ma per le intere festività.  

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Guido Gozzano – UN NATALE A CEYLON

Un secolo fa, o giù di lì, esistevano le crociere di salute. Lo testimonia Guido Gozzano, forse il più illustre tra i poeti malati. A seguito dell’infausta diagnosi ricevuta pochi anni prima (era tubercolosi, allora si diceva ancora tisi o mal sottile: Guido ne morirà di lì a breve, nel 1916), gli furono consigliati soggiorni in climi caldi e marini. Nel 1912 dunque partì per l’India: il viaggio durò qualche mese, tra marzo e aprile. Il poeta ne ricavò un libro, Verso la cuna del mondo, che è un piccolo capolavoro di falsificazione: Gozzano non solo inventa tappe (la maggioranza dei luoghi citati non li visitò), ma sposta pure le date, dalla primavera all’inverno (dicembre 1912 – febbraio 1913). Solo così può regalarci un delizioso capitolo dedicato a un immaginario Natale a Ceylon, situazione ideale per descrivere, tra strani insetti, temibili felini e il micidiale Tkatura (il cobra “ancora sette passi”), un sentimento che – è lecito dubitare anche di questo – Gozzano dice di non aver mai provato prima: la nostalgia. Che è, tra l’altro, anche una nostalgia vegetale, visto che egli stesso afferma che cambierebbe volentieri le orchidee cingalesi che emanano un “odore fetido insostenibile” con “un ramo natalizio di agrifoglio spinoso a bacche rosse” o “un ciuffo di vischio perlato”. Cose che un poeta di nostra conoscenza avrebbe definito “buone cose di pessimo gusto”.  

LECTIO BREVISSIMA

Giuseppe Ungaretti – NATALE

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli il 26 dicembre 1916