LECTIO BREVIS / 71

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 71
DONGIOVANNI E CASANOVA ovvero AMANTI VERI O PRESUNTI

UN CLASSICO: “Don Giovanni in Sicilia” di Vitaliano Brancati
UN GIALLO: “L’angelo nero” di Cornell Woolrich
DALLO SCAFFALE: “Inganno” di Philip Roth
LECTIO BREVISSIMA: “Il ritorno di Casanova” di Arthur Schnitzler

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Vitaliano Brancati – DON GIOVANNI IN SICILIA (ediz. orig. 1941)

Di cosa parla: 1939. Giovanni Percolla, quarantenne scapolo, vive a Catania in uno stato di totale indolenza insieme alle sue tre sorelle nubili, che lo accudiscono e lo viziano. Al lavoro nel negozio di tessuti dello zio preferisce l’ozio e la frequentazione dei suoi amici, con i quali l’unico argomento di conversazione sono le donne. Un giorno, però, si innamora di Maria Antonietta (Ninetta); troppo impacciato per dichiararsi, lascerà a lei l’iniziativa. I due si fidanzano, si sposano e si trasferiscono a Milano: Giovanni cambia radicalmente abitudini e frequentazioni, ma al primo viaggio in Sicilia…

Commento: Il primo romanzo di Brancati ironizza, in piena epoca fascista, sui miti della virilità delineando, nella figura del protagonista, un modello di inettitudine e apatia, nel quale si riflette il sogno della provincia (Catania è pur sempre la periferia nell’Impero del regime) di riscattarsi dal proprio stato di minorità attraverso vagheggiamenti erotici destinati al fallimento. Il gallismo (termine coniato proprio da Brancati) è indagato con un beffardo tono da sociologo e ridicolizzato con lo stile superbo del grande romanziere.    

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Cornell Woolrich – L’ANGELO NERO (ediz. orig. 1943)

Di cosa parla: Kirk Murray viene arrestato con l’accusa di aver assassinato Mia Mercer, ballerina in un locale. Secondo tutte le apparenze la donna è la sua amante, come ha scoperto, il giorno stesso del delitto, la moglie di Kirk, Alberta, che, recatasi nel suo appartamento per accertarsi della relazione, l’ha trovata cadavere. Condannato a morte, Kirk ha un’unica possibilità di salvezza: che Alberta, la quale non vuole rassegnarsi alla realtà, scopra un’altra verità, indagando sui nomi degli uomini trovati sull’agenda della vittima e su quel misterioso cartoncino con una M che ha preso con sé dopo aver lasciato l’appartamento di Mia…

Commento: Più che nel quadro dei bassifondi newyorchesi, nei quali si addentra la protagonista nel corso delle sue indagini (finirà lei stessa a fare la ballerina, vestita da angelo, in un locale notturno), e dei ceffi che lo popolano, il fascino del romanzo risiede nella figura stessa di Alberta, la cui determinazione iniziale si rovescia, col procedere della storia, in una fragilità di fondo, che si rivela nel finale, ambiguo e ben poco consolatorio.   

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges

Philip Roth – INGANNO (ediz. orig. 1990)

Di cosa parla: Lui è Philip, scrittore americano di mezz’età residente a Londra, coniugato. Lei è una donna inglese, poco più che trentenne, di buona famiglia, colta, rassegnata a un matrimonio da cui non ha ricavato gioie e soddisfazioni, ma solo umiliazioni. Discutono di tutto, i due amanti, in genere prima o dopo aver fatto l’amore: dei loro consorti, naturalmente (e della loro infedeltà), dell’adulterio in generale, di felicità (coniugale e non), ma anche di libri e di scrittura o di religione e identità (Philip è ebreo)…

Commento: Il romanzo è costruito interamente dei frammenti di dialogo tra i due amanti. Il che conferma la maestria di Roth in quello che è il banco di prova del romanziere: saper tratteggiare i personaggi in base a quello che dicono, senza cadere nell’ovvio o nel ridicolo. È anche uno dei libri che risponde meglio (cioè più ambiguamente) alla ferale questione dell’autobiografismo in letteratura. E anche ai mugugni femministi sulla presunta rappresentazione offensiva delle donne e alle accuse di misoginia rivolte all’autore per le sue opere precedenti. 

GIUDIZIO: ***

LECTIO BREVISSIMA

Arthur Schnitzler – IL RITORNO DI CASANOVA (1918)

Di ritorno nella natia Venezia, il cinquantatreenne Giacomo Casanova si ferma in una tenuta vicino a Mantova; qui tenterà di sedurre la giovanissima Marcolina, che lo respinge, e dovrà fare i conti con l’amante segreto di lei, il sottotenente Lorenzi. Finirà male. Mirabile novella sull’ossessione di sfuggire al passare del tempo, che venne pubblicata nel momento in cui la finis Austriae era questione di giorni. In realtà, resistendo alla tentazione di cogliere nella crisi del protagonista, prigioniero della sua passata grandezza, riferimenti alle imminenti miserie imperial-regie (la composizione risale infatti al 1915), resta la straordinaria messa in scena dello sdoppiamento di Casanova, costretto a rispecchiarsi nella figura del giovane Lorenzi e, novello Narciso, a sperimentare tutto il dolore del riconoscimento.