LECTIO BREVIS / 79

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 79
L’AFRICA NEGLI OCCHI DEGLI EUROPEI

UN CLASSICO: “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad
UN GIALLO: “Poirot sul Nilo” di Agatha Christie
DALLO SCAFFALE: “Colpo di luna” di Georges Simenon
LECTIO BREVISSIMA: da “De Africa” di Ernesto Regazzoni

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Joseph Conrad – CUORE DI TENEBRA (ediz. orig. 1899)

Di cosa parla: Alla foce del Tamigi, sul ponte di una nave che aspetta la marea favorevole per salpare, il capitano Marlow racconta agli altri membri dell’equipaggio la storia di un viaggio che, molti anni prima, l’ha portato in Congo. Per conto di una compagnia che importava avorio dall’Africa, Marlow aveva avuto l’incarico di risalire, su un vaporetto di fortuna, il corso del fiume, alla ricerca di Kurtz, un agente che viveva nel folto della foresta, circondato da un alone di leggenda e idolatrato dalla popolazione nera del luogo…

Commento: Due buoni ragioni per leggere o rileggere il più celebre racconto lungo di Conrad. La prima: perché Conrad inaugura il Novecento demolendo le certezze positive, razionali (e sì, anche razziali e coloniali) dell’uomo ottocentesco e mettendolo di fronte agli incubi rimossi del suo io (il viaggio di Marlow è anche un viaggio a ritroso nel tempo e un viaggio nell’interiorità più oscura della psiche: nello stesso anno in cui esce il racconto, Sigmund Freud pubblicava L’interpretazione dei sogni). La seconda: perché, se avete visto il “liberamente ispirato” Apocalypse Now (che propriamente breve non è: si va, a seconda delle versioni, dalle due ore e mezzo alle tre ore abbondanti), è utile confrontare il linguaggio letterario con quello cinematografico e scoprire che Conrad sa essere denso, estenuante, ipnotico con le parole quanto Coppola con la macchina da presa. Di fronte all’orrore in cui si rispecchia, l’animo umano non può conoscere innocenza, ma solo – per citare la conclusione del racconto – “il cuore di un’immensa tenebra”.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Agatha Christie – POIROT SUL NILO (ediz. orig. 1937)

Di cosa parla: Sul battello Karnak in partenza per una crociera sul Nilo, s’imbarca una variegata compagnia di viaggiatori: c’è Linnet Ridgeway, una ricca ereditiera con suo marito Simon Doyle, ma c’è anche il pretendente da lei respinto e un’ex amica che era anche la ex fidanzata di Simon; e ci sono una signora inglese con il figlio, un medico austriaco, una scrittrice stravagante con la figlia, un avvocato e un giovanotto dalle idee rivoluzionarie. La navigazione sarà turbata da un delitto: la vittima, neanche a dirlo, sarà la giovane Linnet. Ma ad agitare i sonni dell’assassino ci penserà un altro passeggero: il piccolo, puntiglioso investigatore belga Hercule Poirot, che dovrà sospendere la sua vacanza per mettere alla prova, per l’ennesima volta, le sue infallibili cellule grigie…

Commento: “Un archeologo è il marito migliore che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui la troverà interessante”. Così diceva Agatha Christie del suo secondo consorte, l’archeologo Max Mallowan, di quattordici anni più giovane di lei (per la cronaca: il matrimonio funzionò, durò per quarantasei anni, fino alla morte della scrittrice). Al seguito del marito, la signora del giallo ebbe modo di viaggiare nel Medio Oriente: da tali esperienze trasse spunto per alcuni romanzi dall’ambientazione esotica, tra cui questo, ambientato nell’Egitto meta privilegiata del turismo britannico d’élite (l’indipendenza dal Regno Unito risaliva ad appena una quindicina d’anni prima). Sul libro, vale il giudizio di Giampaolo Dossena: “la soluzione è molto brillante, l’esposizione non sembra un capolavoro, ma in parte gli aspetti deludenti dell’esposizione sono stati calcolati come ingredienti ai fini della soluzione”. Essendo un giallo, non è lecito aggiungere di più, se non che Poirot è al massimo della sua forma.

GIUDIZIO: ***½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Georges Simenon, COLPO DI LUNA, Adelphi 2004 (ed. orig. 1933)

Di cosa parla: Joseph Timar ha lasciato la Francia per il Gabon, dove la società per la quale lavora lo ha mandato a sorvegliare l’attività che lì si svolge. La conoscenza della conturbante Adèle, proprietaria dell’albergo di Libreville dove soggiorna, e l’assassinio di un giovane nero che lavora presso l’hotel sconvolgeranno le sue certezze di uomo europeo e lo faranno entrare in contatto con le leggi stravolte dell’universo coloniale…
Commento: Nel 1903, l’anno di nascita di Simenon, il Gabon, che la Francia aveva occupato già da quasi vent’anni, passò sotto l’amministrazione diretta di Parigi. Nel 1933, quando lo scrittore belga (il Belgio, a sua volta, aveva messo le mani su un territorio, quello del Congo, smisuratamente più grande del proprio) scrisse questo libro, l’indipendenza era ancora lontana da venire (arriverà solo nel 1960) e la mentalità coloniale-imperialista era dominante. E il giovane Joseph, il protagonista del romanzo, ne è un tipico rappresentante; molti censori contemporanei avrebbero da ridire sul groviglio di pregiudizi di cui è espressione. Ma Simenon resta inattaccabile sul piano della scrittura che non si presta a letture corrive: il romanzo è innanzitutto un viaggio nel cuore cupo e allucinato dell’Africa, costruito con sapiente tensione.

GIUDIZIO: ***

LECTIO BREVISSIMA

Ernesto Regazzoni – da DE AFRICA (1927)

Vi dirò dunque dell’Affrica,
la qual Affrica è il paese
dove sta il senegalese,
l’ottentotto ed il niam-niam;
ed ha un clima così torrido
che, pel sole e i gran calori,
tutti i neri sono mori
ed in più, figli di Càm.

Gli abitanti — detti indigeni —
così in uggia han panni e gonne
che, sì uomini che donne,
vanno nudi, o giù di lì;
ed han gusti così semplici
che, talor, se è necessario,
mangian anche il missionario
che li accolse e convertì.

Regazzoni
Ernesto Regazzoni