Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 24
DONNE IRRESISTIBILI
UN CLASSICO: “Chéri” di Colette
UN GIALLO: “Con lei all’inferno” di Elliott Chaze
DALLO SCAFFALE: “La donna in bianco” di Wilkie Collins
LECTIO BREVISSIMA: Guido Cavalcanti, “Guata, Manetto, quella scrignutuzza”
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Colette – CHÉRI (ediz. orig. 1920)
Di cosa parla: 1912. A Parigi da ormai sei anni si consuma la tormentata e scandalosa relazione tra Léonie Vallon, detta Léa de Lonval, cortigiana quasi cinquantenne, e Fred Péloux, detto Chéri, venticinquenne bellissimo e capriccioso, figlio di Madame Charlotte, un’altra cortigiana, amica di lunga data di Léa. Quando però Chéri deve contrarre il più classico dei matrimoni di interesse con una ragazza giovane a cui è promesso, i due dovranno sperimentare le conseguenze di una separazione tanto inevitabile quanto dolorosa…
Commento: Al netto delle possibili letture autobiografiche (Colette fece scandalo davvero, ma seppe anche conquistarsi, ancora in vita, le massime onorificenze francesi), il suo romanzo più famoso è innanzitutto un racconto raffinato, malinconico, ma anche divertente nel dipingere il quadro di una società mondana, ossessionata dal pettegolezzo e incapace di fare i conti con il passare del tempo. Che è poi la stessa società che, certo con più abissale potenza, riempie le pagine del più illustre contemporaneo della scrittrice, tale Marcel Proust.
GIUDIZIO: ***
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
Elliott Chaze – CON LEI FINO ALL’INFERNO (ediz. orig. 1953)
Di cosa parla: Tim e Virginia sembrano proprio fatti l’uno per l’altra. Di certo, quando in uno squallido alberghetto, lui, ex detenuto che progetta il colpo della vita, incontra lei, prostituta dai capelli color miele e gli occhi color lavanda, una che ama il whisky e sogna di fare il bagno nelle banconote, la scintilla è subito fatale. Ma per capire se oltre la passione e gli interessi comuni si nasconde anche qualcos’altro, c’è un costo da pagare e, come sempre in questi casi, può essere molto elevato…
Commento: Prototipo di una femminilità emancipata, ma spesso proprio per questo emarginata come possibile fonte di distorsione dell’ordine borghese, la femme fatale sta al noir come la giovane ereditiera sta al giallo classico. In questo noir da manuale, la storia, durissima, è tutta raccontata dal punto di vista dei protagonisti, belli e maledetti da fare invidia alla coppia più celebre del genere, Frank e Cora de Il postino suona sempre due volte di Cain (1934).
GIUDIZIO: ***
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Wilkie Collins – LA DONNA IN BIANCO (ediz. orig. 1859)
Di cosa parla: 1849. Su suggerimento del suo amico, il professor Pesca, e su insistenza della madre e delle sorelle, Walter Hartright, insegnante di disegno, accetta di dare lezioni alle signorine Fairlie, due fanciulle di nobile famiglia, nella loro casa di campagna nel Cumberland. Prima di partire per il suo nuovo impiego, però, una sera, dopo la mezzanotte, s’imbatte a Londra in una misteriosa donna vestita di bianco e dall’aria smarrita che gli rivela di aver conosciuto, in un lontano passato, i Fairlie. La aiuta a trovare una carrozza; ancora non sa che la donna è fuggita da un manicomio…
Commento: Quello che abbiamo raccontato è appena l’inizio della serie di intrighi che si susseguono in un romanzo appassionante che, tra suspense e colpi di scena, è anche un ritratto vivissimo dell’Inghilterra vittoriana. Uscì a puntate sulla rivista fondata da Dickens, di cui Collins fu amico e collaboratore; a distanza di più di 150 anni, si benedice ancora la necessità di tenere viva l’attenzione del lettore (e farlo per più di 700 pagine non è cosa da poco), da cui hanno tratto insegnamento gli autori di serie tv.
GIUDIZIO: ****
LECTIO BREVISSIMA
Guido Cavalcanti – GUATA, MANETTO, QUELLA SCRIGNUTUZZA (XIII secolo)
Guata, Manetto, quella scrignutuzza,
e pon’ ben mente com’è divisata
e com’è drittamente sfigurata
e quel che pare quand’ella s’agruzza!
Or, s’ella fosse vestita d’un’uzza
con cappellin’ e di vel soggolata
ed apparisse di dìe accompagnata
d’alcuna bella donna gentiluzza,
tu non avresti niquità sì forte
né saresti angoscioso sì d’amore
né sì involto di malinconia,
che tu non fossi a rischio de la morte
di tanto rider che farebbe ’l core:
o tu morresti, o fuggiresti via.

Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana