LECTIO BREVIS / 26

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 26
MILAN L’È ON GRAN MILAN

UN CLASSICO: “Demetrio Pianelli” di Emilio De Marchi
UN GIALLO: “Quattro gocce di acqua piovana” di Piero Colaprico e Pietro Valpreda
DALLO SCAFFALE: “L’Adalgisa. Disegni milanesi” di Carlo Emilio Gadda
LECTIO BREVISSIMA: “La classifica delle città famose” di Decimo Magno Ausonio

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Emilio De Marchi – DEMETRIO PIANELLI (ediz. orig. 1890)

Di cosa parla: Dopo il suicidio del fratello Cesarino, detto Lord Cosmetico per il suo amore per l’eleganza, (la ragione è una questione di debiti divenuti impossibili da risarcire: il suo tentativo di sottrarre dei soldi alla posta, dove lavorava come cassiere, era stato scoperto e Cesarino si era ritrovato denunciato), Demetrio Pianelli si ritrova, suo malgrado e su richiesta della lettera scritta da Cesarino prima di morire, a far fronte alle difficoltà economiche della famiglia, a partire dalla bella e viziata vedova Beatrice…

Commento: A un anno di distanza da Il cappello del prete, giallo d’ambientazione napoletana in controtendenza rispetto allo sviluppo del romanzo italiano che si tenne a lungo lontanissimo dalla letteratura di genere, il milanesissimo De Marchi offre qui un vivace ritratto delle piccole virtù e delle mille ambiguità della piccola borghesia di fine Ottocento.
La vera protagonista del romanzo è Milano (che già ben faceva una bella figura – merito del milanesissimo suo autore – in un libro di qualche decennio prima, dal titolo I promessi sposi), “città più buona che cattiva, che dà volentieri da mangiare a chi lavora, ma dove, come in ogni altro paese del mondo, chi non sa fingere non sa regnare”. 

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Piero Colaprico e Pietro Valpreda – QUATTRO GOCCE DI ACQUA PIOVANA (ediz. orig. 2011)

Di cosa parla: 1985. Massimo Gariboldi, professore di matematica in un liceo, viene trovato ucciso nella sua abitazione di via Solferino, a Milano. Colpito dal caso, il maresciallo dei carabinieri in pensione Pietro Binda lascia il suo paesino di montagna dove si è ritirato in pensione per condurre delle indagini ma ben presto le cose si arenano: la vittima ha una reputazione impeccabile e nessuna crepa sembra emergere nella vita dell’uomo, che collaborava con un settimanale di enigmistica ed era in procinto di sposarsi…

Commento: Non solo Scerbanenco (ma va ricordata almeno anche l’opera di Dario Crapanzano). Il giallo milanese deve qualcosa anche alla coppia Colaprico-Valpreda (il primo è giornalista di cronaca nera e giudiziaria, il secondo è stato l’anarchico coinvolto nella strage di piazza Fontana e poi assolto). Questo romanzo, primo di una trilogia scritta a quattro mani, è un giallo d’atmosfera, interessante per l’ambientazione e i personaggi, maresciallo Binda su tutti, più che per l’enigma in sé.

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Carlo Emilio Gadda – L’ADALGISA. DISEGNI MILANESI (ediz. orig. 1944)

Di cosa parla: C’è la famiglia Cavenaghi alle prese col fallimento della Confidenza, la ditta specializzata nella lucidatura di parquet, e con la domestica Maria. C’è il giovane Claudio Valeri e c’è la famiglia della sua fidanzata Doralice, con lo zio Antenore, che insegna al Politecnico e porta la responsabilità della caduta di un ponte. Ci sono le brighe di Donna Giulia e suo marito che, dopo quattro figlie, aspettano l’erede maschio. E poi, naturalmente, c’è l’Adalgisa, vedova del “povero Carlo”, donna di popolo, ex stiratrice, ex cantante di quart’ordine, in preda alle ossessioni derivanti dall’ascesa nella buona borghesia milanese…  

Commento: Per capire l’inevitabile incompiutezza dei grandi romanzi (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana e La cognizione del dolore), fa bene leggere le opere precedenti, tutte fatte, più che di racconti, di frammenti che, anche quando prendono forma di racconti chiusi, lasciano la stessa impressione di non finito che ha la realtà in sé, garbuglio, groviglio inestricabile di fatti e voci sovrapposte e mescolate. Ci sono tutta l’ironia e la magnifica scrittura di Gadda in questi “disegni milanesi”, acuti e divertentissimi. 

GIUDIZIO: ****

LECTIO BREVISSIMA

Decimo Magno Ausonio – LA CLASSIFICA DELLE CITTÀ FAMOSE (390) – traduzione di Lucia Di Salvo

E a Milano tutto è meraviglioso, l’abbondanza di ricchezze,
le numerose ed eleganti abitazioni, la popolazione intelligente ed eloquente
e i modi cordiali, e inoltre da un doppio muro
ampliato l’aspetto del luogo e, svago del popolo,
il circo e, diviso in settori, il teatro, inserito in un monumentale edificio,
i templi e il palazzo imperiale e la zecca opulenta
e il quartiere celebre per l’onore di ospitare i Bagni Erculei
e tutti i colonnati ornati di statue di marmo
e le mura circondate da una palizzata a mo’ di cintura.