LECTIO BREVIS / 29

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 29
GIOCHI COMBINATORI E LIBRI POTENZIALI


UN CLASSICO: “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino
UN GIALLO: “Il gioco del delitto” di Paul Halter
DALLO SCAFFALE: “Centuria” di Giorgio Manganelli
LECTIO BREVISSIMA: “Centomila miliardi di poesie” di Raymond Queneau

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Italo Calvino – IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI (ediz. orig. 1973)

Di cosa parla: Un gruppo di viandanti, dopo aver attraversato un bosco, si ritrova prima in un castello e poi in una taverna. Si rifocillano e, rendendosi conto di aver perso l’uso della parola, decidono di comunicare ricorrendo a un mazzo di carte dei tarocchi, messo a loro disposizione dall’oste: disponendo le carte su un tavolo, ognuno racconta una storia, che si intreccia con quella del suo predecessore e, a sua volta, si riallaccia a quella che segue, in un intreccio che consente persino una lettura a ritroso…
Commento: Primo prodotto di letteratura combinatoria o potenziale (l’omonimo laboratorio, l’OuLiPo, fondato da Queneau nel 1960, influenzò a fondo Calvino), non è un romanzo ma un gioco di società: l’autore dà dimostrazione dell’intuizione di Borges in base alla quale l’universo può chiamarsi anche biblioteca. Tutte le storie sono possibili, comprese quelle che hanno raccontato, raccontano e racconteranno gli scrittori. Chi ama il Calvino sperimentale, che ha il suo culmine nei successivi Le città invisibili e Se una notte d’inverno un viaggiatore, trova pane per i suoi denti. Chi, come noi, preferisce il Calvino della trilogia degli antenati e, in generale, delle sue opere precedenti storce un po’ il naso.

GIUDIZIO: **½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Paul Halter – IL GIOCO DEL DELITTO (ediz. orig. 1997)

Di cosa parla: La Signorina Rose, il colonnello Moutarde, il Professor Violette, la Signora Leblanc, il dottor Olive, la Signora Pervenche, pur non conoscendosi tra loro, accettano lo strano invito ricevuto da parte del dottor Lenoir. Quando arrivano nella sua dimora, il padrone di casa non c’è, ma in una lettera suggerisce loro di attendere il suo arrivo raccontandosi gli episodi delittuosi in cui tutti, lui compreso, sono stati coinvolti. E per aiutarli, ha disseminato per la casa alcuni indizi: armi diverse in stanze diverse, ciascuna collegata a uno dei crimini…

Commento: Paul Halter è, tra gli scrittori contemporanei di romanzi gialli, probabilmente uno dei più solidi imitatori degli autori dell’età dell’oro del giallo classico (il suo ispiratore è, per ammissione stessa dell’autore, John Dickson Carr). Questo giallo postmoderno porta alle estreme conseguenze l’idea del poliziesco come gioco intellettuale (lo sosteneva Van Dine): personaggi e ambientazione si ispirano al Cluedo (già alla base del film di culto Signori, il delitto è servito). Il gioco è intelligente, le storie ben congegnate, il finale all’altezza.

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Giorgio Manganelli – CENTURIA (ediz. orig. 1979)

Di cosa parla: C’è l’architetto non credente a cui è stata affidata la costruzione di una nuova chiesa. C’è la fata del paese delle fate che, nota per la sua distrazione, un giorno sbaglia treno. C’è il signore di mezza età che, uscendo da un negozio, si accorge che gli hanno rubato l’Universo. C’è un uomo che scorge un unicorno a una fermata dell’autobus. C’è l’astrologo che legge nelle stelle la data dell’incontro con la donna della sua vita e poi quella della morte di lei, venti giorni prima dell’incontro…

Commento: Ci sono queste storie e molte altre ancora nei cento racconti di una pagina (la misura è quella di un foglio da macchina per scrivere) che compongono il libro. Racconti che, come ha detto l’autore, sono in realtà “romanzi cui sia stata tolta tutta l’aria”. Il libro può essere senz’altro essere ricondotto alla letteratura potenziale per la volontà, illustrata dallo stesso autore, di scrivere obbedendo a una regola o una struttura rigida. I “cento piccoli romanzi fiume” però sono uno degli esiti più alti in questo ambito: è sì, anche, un divertissement, un gioco combinatorio, ma di rara bellezza e sorprendente profondità.

GIUDIZIO: ****

LECTIO BREVISSIMA

Raymond Queneau – CENTOMILA MILIARDI DI POESIE (1961)

Il re della pampa rivolta la camicia
per metterla ad asciugare alle corna dei tori
la carne in scatola impesta il deposito
e fermentano anche i cuoi e le pelli

Io mi ricordo ancora di quest’ora squisita
i gauchos della pianura agitavano le loro bandiere
noi avevamo freddo come se fossimo nudi sulla banchisa
quando per distrarci ci piantavamo i nostri cavalletti

Dal polo a Rosario è una bella camminata
si ebbero avventure che a chi tocca tocca
quando si beve il maté si diventa argentini

L’America del sud seduce gli equivoci
esaltano lo spagnolo le orecchie barocche
se l’Europa lo vuole l’Europa o il suo destino

[questo è solo uno dei centomila miliardi, di sonetti che si ottengono combinando i 14 versi interscambiabili dei 10 sonetti scritti da Queneau; chi vuole provare altre combinazioni, può divertirsi sul sito: http://www.parole.tv/cento.asp]

Queneau