LECTIO BREVIS / 32

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 32
LUI, LEI, L’ALTRO


UN CLASSICO: “Il velo dipinto” di William Somerset Maugham
UN GIALLO: “Le vittime” di Pierre Boileau e Thomas Narcejac
DALLO SCAFFALE: “Nel guscio” di Ian McEwan
LECTIO BREVISSIMA: “Paura” di Stefan Zweig

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

William Somerset Maugham – IL VELO DIPINTO (ediz. orig. 1925)

Di cosa parla: Hong Kong. Quando la relazione extraconiugale di Kitty Fane con Charles Townsend viene scoperta dal marito Walter, costui pone alla moglie un ultimatum: o il divorzio, che le sarà concesso solo se l’amante sarà disposto a sposarla a breve, o il trasferimento insieme a lui a Mei-tan-fu, località della Cina interna piagata da un’atroce epidemia di colera. Kitty è convinta dell’amore di Charles, ma deve ricredersi quando quest’ultimo respinge la sua proposta per restare con la moglie. La giovane donna, delusa e avvilita, si rassegna ad accompagnare il marito: l’incontro con il male la cambierà…

Commento: Ispirata, secondo quanto rivelato dallo stesso autore, dall’episodio dantesco di Pia de’ Tolomei, è la storia della trasformazione di una donna, frivola borghese che si sposa per farsi una posizione inseguendo, con il tradimento, chimere di romanticismo, e finisce per sperimentare, attraverso il contatto con il dolore straziante della malattia, il senso del sacrificio. È anche un romanzo che svela senza reticenze il contrasto tra il mondo dorato dei colonialisti e la realtà brutale del mondo più povero.

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Pierre Boileau e Thomas Narcejac – LE VITTIME (ediz. orig. 1964)

Di cosa parla: Pierre Brulin, redattore di una casa editrice parigina, s’innamora, ricambiato, di una giovane scrittrice esordiente, Manou, sposata con René Jallu, un ingegnere. La relazione si complica quando Jallu si trasferisce per lavoro in Afghanistan. Per non perdere Manou, Pierre si fa assumere dal marito e parte per Kabul. Manou dovrebbe raggiungerli a breve, ma quando Pierre va ad accoglierla all’aeroporto, si trova di fronte un’altra donna, che si chiama Claire e dice di essere la moglie di Jallu…

Commento: Boileau e Narcejac, la prolifica coppia del noir francese, si conferma a suo agio con il classico tema del triangolo amoroso che finisce male (già presente nel loro bellissimo romanzo d’esordio, I diabolici), qui offerto in una variante che gioca sul tema del doppio, motivo altrettanto ricorrente nella loro opera e magistralmente trattato nel loro lavoro più celebre, La donna che visse due volte, portato sullo schermo da par suo da Alfred Hitchcock.

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Ian McEwan – NEL GUSCIO (ediz. orig. 2016)

Di cosa parla: Trudy, incinta al nono mese, ha lasciato il marito, nonché padre del bimbo che aspetta, John Cairncross, poeta tanto sconosciuto quanto spiantato, per intrecciare una relazione con il fratello di lui, Claude, agente immobiliare ricco e senza scrupoli. I due amanti decidono di uccidere John per mettere le mani sulla sua casa di famiglia. Ma non hanno fatto i conti con il nascituro, che dal ventre materno non può vedere ma sente tutto e ci racconta la criminosa vicenda passo per passo…

Commento: A volerlo leggere secondo i generi che ci sono più familiari, il romanzo è un thriller, spietato, divertentissimo e geniale per la scelta del punto di vista, che fa di un bimbo nel grembo materno il narratore. Al tempo stesso, è, per gli espliciti richiami (a partire dal nome dello zio Claude), una riscrittura dell’Amleto. Della tragedia shakespeariana conserva tutta la dilemmatica ambiguità: l’“essere-non essere” si presenta qui capovolto di segno, visto che il “non essere” rimanda non alla morte ma alla condizione di chi ancora deve venire alla luce.

GIUDIZIO: ****

LECTIO BREVISSIMA

Stefan Zweig – PAURA (1920)

Il tema del tradimento, almeno dopo Madame Bovary, è come connaturato alla società borghese, quasi ne fosse uno degli inevitabili elementi costitutivi. Una variante mirabile è offerta da questo perfetto racconto di Zweig: al centro la tranquillità (borghese) di Irene Wagner che viene scossa dall’irruzione nella sua vita di una donna volgare, la quale la ricatta accusandola di averle sottratto l’amante, un pianista con cui Irene intrattiene da tempo una relazione extraconiugale. La paura condizionerà i rapporti con il marito e i figli e l’angoscia aumenterà quando le richieste di denaro si infittiranno. La maestria dell’autore consiste nel tener desta la tensione psicologica dalla prima all’ultima, sorprendente pagina.