LECTIO BREVIS / 34

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 34
LA VISTA DEI CIECHI


UN CLASSICO: “Edipo a Colono” di Sofocle
UN GIALLO: “Cinque enigmi per Max Carrados” di Ernest Bramah
DALLO SCAFFALE: “Cecità” di José Saramago
LECTIO BREVISSIMA: “Il paese dei ciechi” di Herbert George Wells

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Sofocle – EDIPO A COLONO (ediz. orig. 401 a.C.)

Di cosa parla: Abbandonata Tebe, Edipo, ormai cieco, Edipo giunge insieme alla figlia Antigone ad Atene, nel bosco di Colono sacro alle Eumenidi. Qui chiede ospitalità al re Teseo che gliela accorda. Sopraggiunge intanto anche l’altra figlia, Ismene, ad annunciargli che i suoi due fratelli, Eteocle e Polinice, anch’essi figli di Edipo, stanno accingendosi a uno scontro, in quanto il primo, più giovane, ha sottratto il trono al secondo, legittimo erede. Secondo un oracolo chi fosse riuscito ad assicurarsi l’appoggio del padre avrebbe riportato la vittoria, ma Edipo pensa solo a prepararsi alla propria morte…

Commento: L’ultima tragedia di Sofocle, che la compose quasi novantenne e non la vide rappresentata (fu messa in scena postuma), risente di un coinvolgimento personale da parte dell’autore, anziano come il protagonista e peraltro originario proprio di Colono, di cui viene data una commovente descrizione all’inizio dell’opera. La cecità, che Edipo si è autoinflitto al termine della più celebre tragedia sofoclea, l’Edipo re, diventa qui emblema stesso della vecchiaia: quanto meno egli vede con gli occhi, tanto più acquista sapienza (d’altronde, in greco il verbo “sapere”, come imparano i ginnasiali, ha la stessa radice di “vedere”).    

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Ernest Bramah – CINQUE ENIGMI PER MAX CARRADOS (ediz. orig. 1914-1927)

Di cosa parla: C’è una moneta antica forse rubata. C’è un piatto di funghi avvelenati che ha causato la morte d’un bambino. E ancora, una casa vuota che pare popolata da un fantasma che si diverte ad accendere e spegnere le luci e a far scorrere l’acqua. E infine due omicidi annunciati e studiati nei minimi particolari. A indagare e a sciogliere gli enigmi ci pensa l’investigatore dilettante Max Carrados che, con l’aiuto dell’amico Louis Carlyle e del maggiordomo Parkinson, supplirà alla propria cecità grazie all’acume degli altri sensi e al suo spiccato spirito deduttivo…

Commento: L’inglese Ernest Bramah (che, prima di dedicarsi in proprio alla letteratura, fu segretario del grande scrittore Jerome K. Jerome) è noto nella storia del poliziesco per essere il primo ad avere inventato la figura di un detective cieco (più tardi arriverà anche il capitano Duncan McLain, frutto della fantasia di Baynard Kendrick). Dei cinque racconti raccolti in quest’antologia (sui 26 scritti dall’autore), tutti rigorosi, i più interessanti sono quelli che si inseriscono nel filone dei crimini impossibili, non a caso molto apprezzati da Ellery Queen.    

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

José Saramago – CECITÀ (ediz. orig. 1995)

Di cosa parla: Un automobilista fermo a un semaforo diventa cieco di colpo. Viene riaccompagnato a casa da un uomo (che finirà per rubargli l’auto) e, al ritorno della moglie, si reca da un medico per capire cosa gli sia accaduto: la sua cecità, infatti, oltre che improvvisa, è anomala, visto che egli vede tutto bianco. L’oculista non sa che cosa pensare e lo congeda perplesso. Ben presto, però, tutti coloro che sono entrati in contatto con l’uomo, a partire dal medico (e con la strana eccezione della moglie), diventano ciechi. Il governo, per evitare il contagio, decide di rinchiudere i ciechi in una caserma in disuso…

Commento: Il romanzo forse più celebre dello scrittore portoghese premio Nobel per la letteratura nel 1998 è tornato di grande attualità in tempi di pandemia. Più che un racconto distopico, è un (robusto) apologo sulla condizione umana, intrisa di egoismo e indifferenza e capace di violenze e crudeltà indicibili se si spegne la luce della ragione. Efficace nella crudezza della rappresentazione, ma prevedibile nello sviluppo, con una vena moralistica che, per quanto mai esplicita, finisce per imporsi come l’unica lettura possibile.

GIUDIZIO: **½

LECTIO BREVISSIMA

Herbert George Wells – IL PAESE DEI CIECHI (1904)

Che cosa fareste se vi ritrovaste di colpo in un paese sperduto e scopriste che tutti gli abitanti sono ciechi? Probabilmente, come accade a Nuñez, il protagonista del racconto, sareste incuriositi e sorpresi nell’imparare le nuove e curiose abitudini locali. Ma come reagireste allo stupore degli abitanti di fronte ai vostri vani tentativi di spiegare il significato, a loro del tutto sconosciuto, del verbo “vedere” e, soprattutto, l’utilità della vista, che tutti invece sembrano considerare non solo inutile ma persino dannosa? Wells offre, in questo suo celebre e giustamente celebrato racconto, un saggio esemplare di quella fantascienza che fa della riflessione sull’altro e della relatività del punto di vista il suo nucleo tematico. Perché forse non sempre, come vorrebbe la saggezza popolare, nel paese dei ciechi l’orbo è re…