LECTIO BREVIS / 41

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 41
ALLE PRIME ARMI


UN CLASSICO: “Taràs Bul’ba” di Nikolaj Gogol’
UN GIALLO: “Il mistero della camera gialla” di Gaston Leroux
DALLO SCAFFALE: “Appunti di un giovane medico” di Michail A. Bulgakov
LECTIO BREVISSIMA: “Il lavoro culturale” di Luciano Bianciardi

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Nikolaj Gogol’ – TARÀS BUL’BA(ediz. orig. 1835)

Di cosa parla: Nell’Ucraina del XV secolo, il condottiero cosacco Taràs Bul’ba porta per la prima volta con sé i figli Ostàp e Andrij. Prima nelle scorrerie contro i tartari e poi nella guerra contro i polacchi, si giocheranno i destini dei due ragazzi: Andrij s’innamorerà di una donna polacca e passerà dalla parte dei nemici, mentre Ostàp verrà fatto prigioniero e sarà condotto a Varsavia per essere torturato e infine giustiziato…

Commento: Quando “essere alle prime armi” va inteso alla lettera. Il primo grande successo dello scrittore russo (o ucraino?) è un racconto di formazione assai differente dai capolavori successivi che ne fanno uno dei più grandi scrittori dell’Ottocento e non solo: epico per contenuto e stile, e tragico per l’attenzione posta sulle sorti dei protagonisti, ha il suo indiscutibile punto di forza nel vigore della narrazione, anche se la psicologia individuale dei personaggi appare un po’ sacrificata a vantaggio dell’esaltazione della cruenta vitalità dei cosacchi.

GIUDIZIO: **½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Gastone Leroux – IL MISTERO DELLA CAMERA GIALLA (ediz. orig. 1908)

Di cosa parla: La signorina Mathilde Stangerson è stata vittima di un tentato omicidio mentre si trovava nella sua stanza da letto, la camera gialla. All’aggressione hanno assistito, udendo le urla disperate della ragazza, il padre e il domestico di casa, che si trovavano nel laboratorio attiguo alla camera che però era chiusa ermeticamente dall’interno. Quando la porta viene sfondata, non c’è traccia dell’assassino e nessuno è in grado di capire come possa essere fuggito dalla stanza. A indagare arriva sul posto Joseph Rouletabille, reporter tanto giovane quanto dotato di straordinario acume…

Commento: Pietra miliare tra i “delitti della camera chiusa”, consapevole della tradizione precedente (inaugurata da I delitti della rue Morgue di Poe, citato nella prima pagina del romanzo) e amatissimo dal grande specialista del genere John Dickson Carr (che lo elogia in un suo celebre libro, Le tre bare), è un giallo di pura tradizione anglosassone scritto da un autore francese assai versatile (la sua opera di maggior successo è Il fantasma dell’Opera). Impeccabile nell’ideazione del crimine e nella sua spiegazione, lascia più a desiderare a livello stilistico. A occhio, Rouletabille, che sarà protagonista di altri sette romanzi, ha il primato di detective dilettante più giovane della letteratura gialla.

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Michail A. Bulgakov – APPUNTI DI UN GIOVANE MEDICO (ediz. orig. 1963)

Di cosa parla: È il 17 settembre 1916 quando il giovane dottor Bomgard, appena laureato, raggiunge il piccolo ospedale di campagna che gli è stato assegnato come sua condotta. In questo posto sperduto e spesso isolato dalle tempeste di neve, si troverà a far fronte, assistito da un infermiere e due ostetriche, alle emergenze quotidiane che gli si presenteranno, dalla tracheotomia con cui salva una bambina colpita da difterite, al difficile parto di una donna, dalla morte di una giovane fidanzata sbalzata da una slitta ai casi di sifilide. E poi ancora la tragica esperienza di tossicodipendenza del suo successore, il dottor Poljakov…
Commento: I nove racconti (pubblicati in volume solo più di vent’anni dopo la morte dell’autore) che segnarono l’approdo alla letteratura (e l’abbandono della professione medica) del grandissimo scrittore russo (o ucraino?) riflettono l’esperienza giovanile dello stesso autore, che fu ufficiale medico a Nikol’skoe per un anno. Ma lo spunto autobiografico si eleva grazie alle precoci doti narrative di Bulgakov, che sa restituire, in anni cruciali per la storia del Paese, un asciutto (ma anche lirico) quadro di vita della provincia russa, dove la scienza si fa largo a fatica in mezzo a sospetti e superstizioni.

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

Luciano Bianciardi – IL LAVORO CULTURALE (1957)

La vita di provincia (a Grosseto, mascherata sotto il nome di Kansas City) e la formazione di un gruppo di giovani che, nel secondo dopoguerra, si votano al “lavoro culturale”, tra la fondazione di un cineclub e i dibattiti di un circolo culturale, la gestione di una biblioteca e le supplenze nelle scuole. Il tutto cercando di superare gli schemi e le costrizioni degli intellettuali della generazione precedente, ma anche cedendo alle ingenuità e ai vezzi linguistici del nuovo clima ideologico degli anni Cinquanta. È questo il quadro ricostruito nelle pagine del primo libro della trilogia culminante con il capolavoro di Bianciardi, La vita agra, scritto con l’asciutto distacco di un autore che si distinse per la sua estraneità a un certo conformismo dominante tra gli intellettuali della sua epoca. Memorabili le pagine sui cineclub (fonte di ispirazione anche per Paolo Villaggio-Fantozzi) e sul linguaggio stereotipato in uso tra gli addetti al lavoro culturale.