LECTIO BREVIS / 42

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 42
LA FACCIA RISPETTABILE DELL’AMERICA TRA VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTÙ

UN CLASSICO: “Santuario” di William Faulkner
UN GIALLO: “Il grande sonno” di Raymond Chandler
DALLO SCAFFALE: “Il ritorno di Coniglio” di John Updike
LECTIO BREVISSIMA: “Hod Putt” di Edgar Lee Masters

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

William Faulkner – SANTUARIO (ediz. orig. 1931)

Di cosa parla: 1929. Nella contea (immaginaria) di Yoknapatawpha, nel sud degli Stati Uniti, la studentessa diciassettenne Temple Drake, figlia di un giudice, si ritrova per caso, un giorno, nelle mani di una banda che gestisce una distilleria clandestina. Il truce capobanda, Popeye, abusa di lei e uccide un ragazzo. Fa ricadere la colpa su uno dei suoi uomini, Lee Goodwin, che aveva cercato di nascondere la ragazza, e nel frattempo tiene prigioniera la stessa Temple in un bordello a Memphis. All’avvocato di Goodwin Horace Benbow spetta l’arduo compito di fare affiorare la verità…

Commento: Alla sua uscita, nell’America puritana e proibizionista degli anni Trenta, il romanzo fece scandalo per i temi e il linguaggio. Ma il libro, a differenza di quelli pubblicati fino a quel momento dall’autore (è solo di due anni prima il capolavoro L’urlo e il furore) ebbe tanto successo da consacrare Faulkner come il grande scrittore che è (se ne accorse anche Hollywood, che due anni dopo ne ricavò un film, con un finale stravolto e di molto addolcito). Al crudo e pessimistico realismo della vicenda, specchio del moralismo a due facce che per salvare una certa idea di rispettabilità non esita a sacrificare i più deboli, fa da contrappunto uno stile magnifico, capace al contempo di slanci lirici mai leziosi e di un’immersione mimetica nella carne e nel sangue di una storia tanto scabra quanto potentemente allegorica.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Raymond Chandler – IL GRANDE SONNO (ediz. orig. 1939)

Di cosa parla: L’investigatore privato Philip Marlowe viene ingaggiato dal ricco generale Sternwood, vittima di un ricatto. L’uomo ha ricevuto un biglietto da Arthur Gwynn Geiger, il titolare di una libreria antiquaria che afferma di aver ricevuto da Carmen, la figlia minore del generale, una cambiale. Ma fin da subito Marlowe scopre che la questione è ben più intricata: Sternwood gli rivela, infatti, che il marito della figlia maggiore, Vivian, è scomparso da più di un mese. E con il proseguire delle indagini, le cose si complicheranno ulteriormente: non solo la libreria si rivelerà una copertura per affari di altra natura, ma inizierà una serie di delitti collegati a catena…

Commento: Chandler è l’ideologo dell’hard-boiled, il giallo duro all’americana che sceglie la California come sua terra d’elezione (nonostante i suoi esponenti più rappresentativi fossero nati dall’altra parte degli USA: Hammett era del Maryland, Chandler di Chicago) e si prefigge – sono parole dello stesso Chandler – di “restituire il delitto alla gente che lo commette per un motivo, e non semplicemente per fornire un cadavere ai lettori”. Questo romanzo, che è il primo con il personaggio di Marlowe, reso memorabile dall’interpretazione di Humphrey Bogart nel film di Howard Hawks, è un hard-boiled esemplare, che solleva il velo sulle ipocrisie di una tipica famiglia perbene e suona, fin dal titolo, come un epitaffio sull’American dream. Per un giallo non è poco.

GIUDIZIO: ****

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

John Updike – IL RITORNO DI CONIGLIO (ediz. orig. 1971)

Di cosa parla: 1969. Mentre gli americani vanno sulla Luna e sono in guerra in Vietnam, Harry Angstrom, detto Coniglio, vive e lavora in una città della Pennsylvania. Quando la moglie Janice lo lascia per un suo amico, si ritrova a badare da solo al figlio tredicenne Nelson. Ma a cambiare la sua vita sarà soprattutto l’incontro con Jill, una hippie diciottenne con cui Coniglio intreccia una relazione e che ospiterà a casa sua, dove, qualche tempo dopo, si trasferirà anche Skeeter, una sorta di strano e inquietante santone nero…

Commento: Il secondo dei quattro libri della saga dedicata a Harry “Coniglio” Angstrom è una fotografia dell’America della fine degli anni Sessanta, con le sue contrapposizioni pubbliche (il dibattito sulla guerra in Vietnam) e le sue contraddizioni private (le difficoltà del protagonista di capire davvero il figlio adolescente). Su tutti i personaggi spicca quello di Jill, che queste ambiguità le incarna nella forma più tragica, figlia del suo tempo di ribellione e contestazione al perbenismo imperante ma anche vittima di un mondo che finisce per travolgere tutto in nome del progresso e del cambiamento a tutti i costi. Come accade spesso alla buona letteratura, il libro vale più di un trattato di sociologia.

GIUDIZIO: ***

LECTIO BREVISSIMA

Edgar Lee Masters – HOD PUTT (1915 – traduzione di Letizia Ciotti Miller)

Qui giaccio accanto alla tomba
del Vecchio Bill Piersol
che s’arrichì commerciando con gli indiani, e che
più tardi profittò della legge sulla bancarotta
e ne riemerse più ricco che mai.
Io, per me, stanco della fatica e della povertà
e vedendo come il Vecchio Bill e altri s’arricchivano,
derubai un viaggiatore una notte vicino al Boschetto di Proctor
uccidendolo per caso mentre gli rubavo
per cui fui processato e impiccato,
quello fu il mio modo di fare bancarotta.
Ora noi che, ognuno a suo modo, profittammo della legge
sulla bancarotta,
dormiamo in pace uno a fianco all’altro.

Edgar Lee Masters
Edgar Lee Masters