LECTIO BREVIS / 44

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 44
MONDI CAPOVOLTI


UN CLASSICO: “La svastica sul sole” di Philip K. Dick
UN GIALLO: “Il delitto alla rovescia” di Ellery Queen
DALLO SCAFFALE: “L’isola di cemento” di James G. Ballard
LECTIO BREVISSIMA: “Istruzioni alla servitù” di Jonathan Swift

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Philip K. Dick – LA SVASTICA SUL SOLE (ediz. orig. 1962)

Di cosa parla: 1962. Gli Stati dell’Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale e si sono spartiti il mondo: gli USA sono divisi in due, una parte sotto il controllo giapponese, un’altra asservita alla Germania. Il razzismo di stampo ariano ha prevalso e i nazisti si apprestano a colonizzare anche Marte. Due libri sembrano dirigere le vite degli americani: l’I-Ching, l’antichissimo oracolo cinese a cui tutti sembrano rivolgersi per prendere le loro decisioni, e un testo, dal titolo di ascendenza biblica, La cavalletta non si alzerà più, che, vietato nel Reich, immagina la vittoria degli Alleati…
Commento: Grande romanzo di fantascienza politica (in termini tecnici si parla di “ucronia”, sottogenere letterario della “storia controfattuale”: gli anglosassoni sintetizzerebbero con la formula “What if?”) che può essere letto, naturalmente, anche come feroce critica alla società americana del dopoguerra, benché la qualità e la quantità degli interrogativi che la scrittura di Dick riesce a sollevare conferisca alla storia, spezzettata in tante sottotrame, una profondità filosofica notevole. Non tutte le domande trovano risposta, come spesso nelle opere di Dick, ma qui l’irrisolutezza serve a rafforzare l’inquietudine di fondo. 

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Ellery Queen – IL DELITTO ALLA ROVESCIA (ediz. orig. 1934)

Di cosa parla: Donald Kirk, ricco editore e collezionista di francobolli e pietre preziose, gestisce i suoi affari nella suite al 21° piano del Chancellor Hotel di New York. Un pomeriggio, in sua assenza, si presenta un visitatore misterioso che viene fatto accomodare dal suo segretario nell’anticamera dello studio. Verrà trovato cadavere dallo stesso segretario in compagnia del suo amico, lo scrittore e investigatore dilettante Ellery Queen. La cosa bizzarra, però, è che tutto nella stanza, dai suoi abiti ai mobili ai quadri, è disposto alla rovescia…

Commento: È forse il più ingegnoso caso di delitto impossibile della premiata ditta di cugini Dannay-Lee, in arte Ellery Queen. Se si apprezza il gioco (come lo apprezzò il collega John Dickson Carr, che cita il libro nel suo Le tre bare, pubblicato l’anno dopo), il romanzo è molto piacevole, perché la creazione del mistero è accurata e le stranezze sono davvero roba da rompicapo enigmistico. Certo, la soluzione può apparire macchinosa rispetto alle premesse, ma, al di là forse di alcune forzature, sul piano logico-deduttivo mette a segno almeno un paio di colpi che non si dimenticano.

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

James G. Ballard – L’ISOLA DI CEMENTO (ediz. orig. 1974)

Di cosa parla: L’architetto londinese Robert Maitland, sposato con un figlio e un’amante, una notte, di ritorno a casa, ha un terribile incidente con la sua Jaguar. Perde i sensi e, al risveglio, si ritrova intrappolato in una sorta di enorme spartitraffico tra l’autostrada e la città, senza una via di fuga e con una gamba fratturata. Nessuno sembra poterlo soccorrere e dopo i primi tentativi di farsi notare dagli automobilisti di passaggio, che però non paiono vederlo. Finirà per rassegnarsi quando incontrerà una ragazza e un ritardato mentale con i quali intreccerà una strana relazione…  

Commento: Dopo l’esordio più propriamente fantascientifico degli anni Sessanta, Ballard scrive a inizio degli anni Settanta i suoi libri forse più celebri e visionari, da La mostra delle atrocità a Crash. Qui, restando nei confini di una trama più tradizionale, sulla scia dei due libri citati, il grande scrittore britannico dà vita a un romanzo, lucidissimo e per questo inquietante, sul senso dell’autenticità nel mondo moderno. È a tutti gli effetti una sorta di aggiornamento di Robinson Crusoe, dove il mito del progresso del naufrago civilizzatore si rovescia nel suo opposto, in una discesa agli inferi inevitabile e sconvolgente.

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

Jonathan Swift – ISTRUZIONI ALLA SERVITÙ (1745)

Si parte dai precetti che riguardano tutti i servi in generale e poi, in quindici capitoli, alcuni rimasti allo stato di abbozzo, si passa alle istruzioni al maggiordomo, alla cuoca, al valletto, allo stalliere, alle cameriere, alla balia, alla governante, ecc. La cornice è quella di un manuale serio, il tono è ironico e beffardo, considerato che lo scopo finale è fornire ai servitori tutti i mezzi per disubbidire, ingannare, truffare, ridicolizzare i loro padroni. La satira, come sempre quando è riuscita, è attualissima, anche se oggi l’autore (che scrisse, tra l’altro, la celebre Modesta proposta, dove, per risolvere il problema della sovrappopolazione tra gli irlandesi, suggeriva di fare ingrassare i bambini poveri per darli da mangiare agli uomini ricchi) cadrebbe con tutta probabilità vittima della mannaia censoria del politicamente corretto.