LECTIO BREVIS / 5

Appunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 5
SPIE E MISTERI DI STATO

UN CLASSICO: “L’agente segreto” di Joseph Conrad
UN GIALLO: “Nero Wolfe fa la spia” di Rex Stout
DALLO SCAFFALE: “L’uomo che fu Giovedì” di Gilbert Keith Chesterton
LECTIO BREVISSIMA: “I pugnalatori” di Leonardo Sciascia

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Joseph Conrad – L’AGENTE SEGRETO (ediz. orig. 1907)

Di cosa parla: A Londra, il signor Verloc, gestore di un negozio, con famiglia a carico (moglie, suocera e cognato ritardato mentale), conduce una vita in apparenza regolare; in realtà da anni è anche un agente segreto al servizio di una non meglio precisata nazione dell’est Europa. Quando l’ambasciatore del suo paese gli dà l’incarico di organizzare un’azione terroristica per far ricadere la colpa sui gruppi anarchici, in modo da suscitare reazioni nell’opinione pubblica, Verloc entra in crisi e le cose cominciano a sfuggirgli di mano…

Commento: Costruito come un giallo a suspense (e ispirato a un fatto di cronaca accaduto a Londra nel 1894), è soprattutto un cupo e per molti versi profetico romanzo sul nichilismo come condizione intrinseca della modernità. Conrad scava nell’anima di Verloc per mettere in luce le contraddizioni tra pensiero e azione. Dal romanzo Hitchcock trasse Sabotaggio: a Truffaut confesserà, anni dopo, di aver commesso un grave errore di suspense nella celebre scena del bambino con la bomba sull’autobus.

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Rex Stout – NERO WOLFE FA LA SPIA (ediz. orig. 1954)

Di cosa parla: L’omicidio a New York di Marko Vukcic, chef del ristorante Rusterman e carissimo amico di Nero Wolfe, con cui condivide l’origine montenegrina, condurrà l’investigatore privato ad abbandonare la sua confortevole dimora e a tornare nella terra natia, per mettersi sulle tracce dell’assassino. Il viaggio sarà rischiosissimo perché porterà Nero Wolfe, accompagnato dal fido Archie, in contatto con il regime iugoslavo, che la vittima osteggiava finanziando un’associazione clandestina di oppositori…

Commento: È forse il romanzo più anomalo di Nero Wolfe, per l’ambientazione e soprattutto perché vede il noto investigatore, che non esce mai di casa, impegnato in un’avventura decisamente fuori dai canoni. Lo chef Marko Vukcic compariva già in Alta cucina (1938), uno dei capolavori di Stout, ed è una presenza fissa di molti romanzi, a testimonianza che la serialità nasce con la letteratura di genere prima di arrivare in tv.

GIUDIZIO: **½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Gilbert Keith Chesterton – L’UOMO CHE FU GIOVEDÌ (ediz. orig. 1908)

Di cosa parla: Londra. Gabriel Syme è un agente segreto che riesce a entrare, in incognito, nel Consiglio Anarchico Europeo, associazione segreta formata da sette uomini, il cui nome in codice è uno dei giorni della settimana. Il ruolo di Giovedì è rimasto vacante e si deve procedere alle elezioni. Il candidato principale è Lucian Gregory, un poeta. Lo scopo di Syme è di combattere l’anarchia, ma ben presto si accorgerà che gli altri membri non sono quello che sembrano. Anche se il terribile presidente, Domenica…

Commento: Autore generoso (o prolifico per chi considera i libri proprietà degli autori più che dei lettori), Chesterton non ha scritto però molti romanzi (questo è il secondo). Il merito principale di Chesterton come di tutti i grandi autori è la scrittura, che riesce a fondere generi divertenti e appassionanti (in questo caso lo spionaggio e l’avventura) a una profondità filosofica (e anche religiosa) che qui si esplicita nel finale allegorico.

GIUDIZIO: ***½

LECTIO BREVISSIMA

Leonardo Sciascia – I PUGNALATORI (ediz. orig. 1976)

Ottobre 1862: a Palermo, in tredici luoghi della città, tredici persone vengono pugnalate contemporaneamente. Nessun rapporto legava le vittime. Le indagini, condotte da un magistrato piemontese appena trasferito in Sicilia, svelano un complotto volto a destabilizzare il nuovo stato italiano, ma ben diverso sarà il trattamento per esecutori e mandanti. Con puntiglio illuminista e il consueto inconfondibile stile Sciascia ricostruisce un fatto storico della nascente nazione dietro il quale, pagina dopo pagina, non è difficile riconoscere il paradigma di molti altri, ben più recenti, misteri italiani.