LECTIO BREVIS / 51

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 51
IMPREVISTI E INCERTEZZE DEL VIAGGIO

UN CLASSICO: “I viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift
UN GIALLO: “Nuovi delitti in treno” (autori vari)
DALLO SCAFFALE: “Viaggio allucinante” di Isaac Asimov
LECTIO BREVISSIMA: “Prima del viaggio” di Eugenio Montale

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Jonathan Swift – I VIAGGI DI GULLIVER (ediz. orig. 1726)

Di cosa parla: 1699. Il dottor Lemuel Gulliver, uomo di mezza età, parte per l’ennesimo viaggio della sua vita. Dopo sette mesi per mare, fa naufragio in una terra sconosciuta, che scoprirà presto essere abitata da omini alti 15 centimetri. Si tratta degli abitanti di Lilliput, che, avendolo legato con robuste funi, lo hanno reso prigioniero. Condotto al cospetto dell’imperatore, Gulliver farà conoscenza dell’ambiente di corte, intriso di corruzione e percorso da feroci rivalità, e verrà a sapere che da tempo i Lillipuziani sono in guerra con i vicini di Blefuscu: l’origine del contrasto è da riconoscersi nella inconciliabile diversità dei sistemi di rompere le uova…

Commento: A lungo, e impropriamente, confinato nel settore della letteratura per l’infanzia, è in realtà il libro che, agli albori del romanzo moderno, imita, in chiave parodica, il Robinson Crusoe, uscito, con enorme successo, solo pochi anni prima. Ma se Defoe celebra l’intraprendenza dell’uomo britannico anche in chiave di civilizzazione, Swift demolisce, attraverso il rovesciamento del punto di vista prodotto dai viaggi nel protagonista, non solo la cultura e l’organizzazione politica di quello che, dal 1707, si chiamava Regno di Gran Bretagna, ma la stessa presunta civiltà umana. La satira, infatti, acquista ferocia con il procedere dei volumi – in tutto sono quattro – e diventa cattivissima nell’ultimo, che descrive la civiltà perfetta degli Houyhnhnm, popolo di cavalli saggi e razionali, nelle cui terre vive però anche la razza degli Yahoo, creature a due gambe tanto ripugnanti nell’aspetto quanto degenerate nelle abitudini e nei comportamenti.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Autori vari – NUOVI DELITTI IN TRENO (pubblicato nel 2019)

Di cosa parla: Come fa un treno, prenotato appositamente per un trasferimento urgente, a scomparire nel nulla con tutti i suoi passeggeri? E dov’è finito il losco figuro che ha derubato un impiegato di banca incaricato di trasportare un carico prezioso? E, ancora, che cosa non ha funzionato nell’omicidio apparentemente perfetto di un rappresentante di pietre preziose, che il suo assassino si era premurato di spacciare per suicidio o incidente facendo sì che il cadavere venisse travolto da un treno in corsa?

Commento: Il fascino ambiguo del treno ha sempre colpito tanti letterati che ora lo hanno esaltato come simbolo stesso del progresso e della modernità, ora lo hanno esecrato come “empio mostro” colpevole di obliterare il bel mondo di una volta (la definizione è di Carducci, che ben rappresenta l’oscillazione tra le due posizioni). Nell’ambito della letteratura gialla, più pragmaticamente, nel treno, luogo chiuso per eccellenza, si è visto l’ambiente ideale per crimini e delitti. È così che i viaggi in treno, ben prima della consacrazione arrivata con Assassinio sull’Orient Express, sanno trasformarsi in abissali esperienze, immersioni nel male, come testimoniano i racconti di quest’antologia (la più recente delle due pubblicate sul tema dalla casa editrice). Notevoli soprattutto Il treno scomparso di Conan Doyle, senza Sherlock Holmes, e Il caso Oscar Brodski di Freeman, bell’esempio di inverted story.

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Isaac Asimov – VIAGGIO ALLUCINANTE (ediz. orig. 1966)

Di cosa parla: Nel contesto del decennale conflitto tra due grandi blocchi, uno scienziato, in possesso di un’importante scoperta destinata a cambiare le sorti del conflitto, decide di abbandonare i suoi per rifugiarsi presso gli altri. Ma, appena sbarcato all’aeroporto, è fatto oggetto di un attentato che lo riduce in fin di vita. L’unico modo per salvarlo (bisogna evitare che un embolo raggiunga il cervello) è ricorrere alla miniaturizzazione: un gruppo di uomini e una ragazza dovrà ridursi alle dimensioni di un batterio per entrare nel corpo dello scienziato e tentare una missione difficilissima…

Commento: Viaggi estremi. La fantascienza ci ha abituato alle spedizioni nell’infinitamente grande dell’universo. In questo caso Asimov si cimenta invece con l’infinitamente piccolo del corpo umano. Ma, come spesso accade nelle storie di conquiste e guerre nelle galassie, anche in questo caso lo sfondo vero è quello storico della guerra fredda. A colpire, semmai, è il fatto che siamo di fronte a un raro esempio di romanzo tratto da un film (anche se il libro uscì qualche mese prima). Altrettanto curioso che lo stesso Asimov ritenesse più riuscito il film, contravvenendo al famoso aneddoto delle capre di Hitchcock, che, masticando le pagine di un libro le trovavano più gustose della pellicola. Restano comunque memorabili gli enormi anticorpi nei panni dei cattivi, con cui i viaggiatori, riconosciuti come estranei dal sistema immunitario al pari dei batteri, devono ingaggiare la loro personale battaglia di sopravvivenza: altro esempio notevole del capovolgimento del punto di vista, tipico della migliore fantascienza.   

GIUDIZIO: **½

LECTIO BREVISSIMA

Eugenio Montale – PRIMA DEL VIAGGIO (in “Satura”, 1971)

Montale

Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
si consultano  
le guide Hachette e quelle dei musei,
si cambiano valute, si dividono
franchi da escudos, rubli da copechi;
prima del viaggio s’informa
qualche amico o parente, si controllano
valige e passaporti, si completa
il corredo, si acquista un supplemento
di lamette da barba, eventualmente
si dà un’occhiata al testamento, pura
scaramanzia perché i disastri aerei
in percentuale sono nulla;
prima
del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
il saggio non si muova e che il piacere
di ritornare costi uno sproposito.
E poi si parte e tutto è O.K. e tutto
è per il meglio e inutile.
………………………………………
E ora, che ne sarà
del mio viaggio? Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo.