LECTIO BREVIS / 53

Appunti e spunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 53
SOSPETTO, TREMENDO SOSPETTO

UN CLASSICO: “Il fattore umano” di Graham Greene
UN GIALLO: “Il sospetto” di Friedrich Dürrenmatt
DALLO SCAFFALE: “Il sospettato” di Georges Simenon  
LECTIO BREVISSIMA: Epigramma III 52 di Marziale

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

Graham Greene – IL FATTORE UMANO (ediz. orig. 1978)

Di cosa parla: Maurice Castle è impiegato presso l’MI6, l’agenzia di spionaggio britannica. La sua sezione, presso la quale egli svolge un lavoro di stampo prettamente burocratico, finisce sotto controllo a seguito di una fuga di notizie riservate. Quando dai piani alti cominciano le indagini, tutti paiono convinti che il responsabile sia Davis, il collega di Castle. Anche perché quest’ultimo sembra condurre una vita del tutto tranquilla, almeno da quando, anni prima, in Sudafrica, ha salvato da un campo di prigionia Sarah, la donna di colore che, all’arrivo in Inghilterra, è diventata sua moglie…

Commento: Spie britanniche durante la Guerra fredda. Accanto a James Bond (i riferimenti, nel libro, sono espliciti e volutamente ironici), fedele suddito di Sua Maestà, ci sono stati anche i traditori. E tutt’intorno, da una parte e dall’altra, una ragnatela di dubbi, insinuazioni, sospetti. Per l’MI6 lavorò lo stesso Greene; il suo supervisore, Kim Philby, faceva il doppiogioco: dovette riparare a Mosca, dove visse per 25 anni fino alla morte. Lo scrittore gli rimase amico, pur nell’abissale distanza ideologica che li divideva. A Philby è ispirato il protagonista di questo romanzo, che si ritrova in un gioco più grande di lui. Ritmo e nitore dello stile fanno la differenza tra il grigiore anonimo della realtà e la perspicuità della buona letteratura.

GIUDIZIO: ***½

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

Friedrich Dürrenmatt – IL SOSPETTO (ediz. orig. 1953)

Di cosa parla: 1948. Il commissario Hans Bärlach è ormai sull’orlo del pensionamento. Durante un ricovero in un ospedale di Berna, si imbatte in una fotografia pubblicata sulla rivista inglese “Life”: ritrae un medico nazista, il dottor Nehle, impegnato a operare un uomo senza narcosi, in un campo di concentramento vicino a Danzica. Il dottor Hungertobel, che ha in cura Bärlach, osserva, quasi di sfuggita, che il medico della foto ha una certa rassomiglianza con un suo collega e vecchio conoscente, il dottor Emmenberger, chirurgo in una clinica privata di Zurigo. Il sospetto che nasce nel commissario è sufficiente per dare avvio a un’indagine in piena regola, dalle conseguenze imprevedibili…

Commento: Il secondo romanzo di Dürrenmatt riprende dal primo, Il giudice e il suo boia, lo stesso protagonista, il commissario Bärlach, impegnato qui, però, in un’investigazione del tutto privata, insinuata appunto dal sospetto del titolo. Come sempre nelle opere del grande scrittore svizzero, l’inchiesta di polizia diventa un potente strumento di indagine sull’uomo e sul male, che ha qui il volto abissale della ferocia criminale del nazismo. Efficacissimo, sul piano strettamente narrativo, il ricorso alla suspense nel lungo finale, dove lo scorrere del tempo, segnato dal più elvetico degli oggetti, un orologio, perde i consolanti tratti della proverbiale precisione per assumere quelli, ben più foschi, di un’attesa angosciata e tormentosa.

GIUDIZIO: ***

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Georges Simenon – IL SOSPETTATO (ediz. orig. 1937)

Di cosa parla: Pierre Chave, uomo di convinta fede anarchica, vive con moglie e figlioletto in Belgio, dove si è rifugiato dalla Francia per scampare all’accusa per diserzione. Una sera però è costretto a recarsi di nascosto a Parigi: deve trovare a tutti i costi Robert, un ragazzo fragile per il quale lui è stato un punto di riferimento. Sottrattosi alla sua influenza, Robert si appresta infatti a compiere un attentato. Ma per Pierre, che ripudia la violenza, i veri nemici sono i poliziotti o i suoi ex compagni?

Commento: La scrittura di Simenon non si discute e il romanzo ha dalla sua una trama lineare, tutta azione e ritmo incalzante (senza inutili divagazioni sociologiche sull’ambiente degli anarchici parigini e sul personaggio di Robert, in particolare). A convincere poco però è il protagonista, Chave, troppo sicuro di sé, o quanto meno troppo monolitico, per i palati viziati di noi lettori, abituati troppo bene da un autore generosissimo.

GIUDIZIO: **

LECTIO BREVISSIMA

Marziale – EPIGRAMMA III 52 (87-88 d.C.) – traduzione di Simone Beta

Marziale

Ti eri preso una casa a ducentomila sesterzi, Tonigliano:
un incendio, come spesso a Roma, ne ha fatto tabula rasa.
Con la colletta hai raccolto un milione. Ti chiedo, Tonigliano:
non si potrebbe pensare che sia stato tu a bruciare la casa?