LECTIO BREVIS / 6

Appunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati

A cura di Roberto Mandile

PUNTATA 6
IL LATO OSCURO DEL SOGNO AMERICANO

UN CLASSICO: “L’urlo e il furore” di William Faulkner
UN GIALLO: “Non sparate sul pianista” di David Goodis
DALLO SCAFFALE: “America oggi” di Raymond Carver
LECTIO BREVISSIMA: “Amelia Garrick” di Edgar Lee Masters

UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)

William Faulkner – L’URLO E IL FURORE (ediz. orig. 1929)

Di cosa parla: Nell’immaginaria contea di Yoknapatawpha, nel Sud degli Stati Uniti si snodano le vicende della famiglia Compson, il padre Jason, la madre Caroline, i loro quattro figli, Quentin, Caddy, Jason e Benji, e la nipotina Quentin, figlia di Caddy. Il romanzo è diviso in quattro parti che raccontano quattro giorni. Si comincia con la narrazione, attraverso il punto di vista di Benji, ritardato mentale, degli accadimenti del 7 aprile 1928, per poi fare un salto indietro, con la voce di Quentin, ai fatti tragici del 2 giugno 1910… 

Commento: Le diverse miserie dei quattro fratelli Compson sono come lo specchio nel quale la madre, malata e inetta, vede le diverse sfumature di una colpa da scontare. Solo l’anziana serva nera (il cui punto di vista è adottato nella quarta parte, scritta in terza persona) sembra possedere quella saggezza pratica in grado di provare sentimenti pienamente umani. Dando prova di un’abbagliante ricchezza stilistica, è una tragedia struggente, a partire dal titolo, citazione di un celebre passo del Macbeth di Shakespeare.

GIUDIZIO: ****

UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)

David Goodis – NON SPARATE SUL PIANISTA (ediz. orig. 1953)

Di cosa parla: Il Covo di Harriet a Philadelphia è un locale di scarse pretese. E anche Eddie Lynn, che vi suona il pianoforte tutte le sere da tre anni in cambio di una paga modesta, sembra un uomo che si accontenta di poco e non si lamenta mai di nulla, anche se il suo passato lascia intendere tutt’altro. Le cose cambiano, però, quando una sera nel Covo entra suo fratello, che Eddie non vede da anni e che si è messo in guai seri. Sarà impossibile non farsi coinvolgere…

Commento: Noir meraviglioso e sorta di epitaffio sull’American dream, con cadenze da tragedia e uno stile impeccabile. L’autore, che lavorò anche come soggettista e sceneggiatore a Hollywood, fu rivalutato dopo la morte, soprattutto in Francia. François Truffaut trasse dal romanzo il suo secondo film (dal titolo, opposto, “Tirate sul pianista”) nel 1960, dando prova, dopo l’esordio con“I quattrocento colpi”, di un’attenzione nei confronti della letteratura e del cinema di genere di cui testimonia, al massimo grado, la passione per Alfred Hitchcock.  

GIUDIZIO: ***½

DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)

Raymond Carver – AMERICA OGGI

Di cosa parla: Due coniugi, incaricata da una coppia di vicini di sorvegliare la loro casa mentre sono in vacanza, finiranno per trasferirsi nel loro appartamento. Nel corso di una battuta di pesca un gruppo di amici trova in un fiume il corpo di una ragazza nuda ma decideranno di far finta di nulla. Una coppia di coniugi perde il figlio di otto anni investito da un’auto nel giorno del suo compleanno e si scorda della torta ordinata per festeggiarlo. Un padre abbandona il cane tanto amato dai figli ma poi torna a cercarlo…

Commento: Raccolta postuma assemblata mettendo insieme i nove racconti e la poesia che hanno ispirato il film di Robert Altman vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 1993. Sono storie di uomini e donne comuni, travolti da piccoli o grandi drammi quotidiani. Ogni pretesto è buono per leggere e rileggere Carver, autore dalla biografia tanto tormentata quanto dallo stile limpidissimo: non c’è mai un aggettivo di troppo nella sua prosa capace di illuminare tutte le contraddizioni del sogno americano.

GIUDIZIO: ****

LECTIO BREVISSIMA

Edgar Lee Masters – AMELIA GARRICK (1915; traduzione di Letizia Ciotti Miller)

Sì, giaccio qui accanto al cespuglio stentato di rose
in un luogo dimenticato vicino allo steccato
dove i roveti dei boschi di Siever
si sono trascinati, crescendo qua e là.
E tu, tu sei una donna in vista a New York,
moglie di un famoso milionario,
un nome nelle rubriche mondane,
bella, ammirata, forse ingigantita
dal miraggio della distanza.
Tu sei riuscita, io ho fallito
agli occhi del mondo.
Tu sei viva, io morta.
Pure io so che ho soggiogato il tuo spirito;
e so che giacendo qui lontana da te,
sconosciuta fra i tuoi grandi amici
nella sfera brillante in cui ti muovi,
io sono il vero potere inconquistabile della tua vita
che la deruba del trionfo completo.