Appunti minimi su libri letti, riletti, sfogliati
A cura di Roberto Mandile
PUNTATA 7
OSSESSIONI, OVVERO VERTIGINI D’AMORE
UN CLASSICO: “Un amore” di Dino Buzzati
UN GIALLO: “Vertigine senza fine” di Cornell Woolrich
DALLO SCAFFALE: “L’amore fatale” di Ian McEwan
LECTIO BREVISSIMA: “Beate e suo figlio” di Arthur Schnitzler
UN CLASSICO
“D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura” (Italo Calvino)
Dino Buzzati – UN AMORE (ediz. orig. 1963)
Di cosa parla: Milano, 1960. Antonio Dorigo, architetto cinquantenne, è un assiduo frequentatore della casa d’appuntamenti gestita dalla signora Ermelina. Un giorno la donna gli fa conoscere Adelaide, detta Laide, ballerina della Scala di diciott’anni e dunque ancora minorenne per l’epoca. Per la prima volta nella sua vita, Antonio prova un sentimento nuovo, ma la ragazza rifiuta l’amore dell’uomo pur accettando di farsi mantenere da lui. Le bugie di lei, i continui rifiuti travolgono l’architetto, facendolo precipitare in un vortice di ossessione e di degradazione…
Commento: Romanzo anomalo nella produzione di Buzzati, è una storia che però conserva, dei temi cari allo scrittore e più tipici della sua opera, l’indagine sul vuoto della vita e sulla necessità di riempirlo con illusorie aspettative di felicità. Travolgente e trascinante anche per le scelte stilistiche che prevedono il ricorso al monologo interiore, è pure un romanzo su Milano, città-simbolo di una modernità frenetica e angosciosa, parte integrante dell’ossessione dell’architetto Dorigo.
GIUDIZIO: ***½
UN GIALLO
“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura” (S.S. Van Dine)
Cornell Woolrich – VERTIGINE SENZA FINE (ediz. orig. 1947)
Di cosa parla: 1880. Louis Durand attende con ansia l’arrivo sulla banchina fluviale di New Orleans del battello su cui viaggia Julia Russell, la ragazza con la quale ha intrecciato, nel corso di lunghi mesi, una relazione epistolare e che si appresta a sposare. La giovane che si presenta al suo cospetto non è però la stessa del ritratto fotografico che gli aveva spedito: è più giovane e più bella e Louis, innamorato sempre più, crede ciecamente alla giustificazione che lei gli fornisce. Dopo il matrimonio, tuttavia, ben altre scoperte lo attendono…
Commento: Il romanzo, firmato con lo pseudonimo di William Irish, contiene tante storie in una: è un noir dalle tinte mélo sul tema dell’ossessione d’amore che ha nella protagonista una delle figure meglio tratteggiate di dark lady. Forse un po’ lungo, è conosciuto soprattutto per la strepitosa versione cinematografica di Truffaut La mia droga si chiama Julie con Jean Paul Belmondo e Catherine Deneuve (un altro di quei casi, peraltro, in cui i traduttori di titoli dei film di Truffaut hanno dato il peggio di sé: l’originale è La Sirène du Mississipi).
GIUDIZIO: ***
DALLO SCAFFALE
“La Biblioteca è così enorme che ogni riduzione d’origine umana risulta infinitesima” (Jorge Luis Borges)
Ian McEwan – L’AMORE FATALE (ediz. orig. 1997)
Di cosa parla: Mentre stanno facendo un picnic su un prato, Joe Rose e la fidanzata Clarissa assistono a un tragico incidente a un pallone aerostatico che provoca la morte di un anziano sotto gli occhi sgomenti degli uomini accorsi in aiuto. Tra questi c’è anche Jed Parry che scambia qualche parola di circostanza con Joe. Ma nei giorni seguenti Jed, fanatico religioso o forse vittima di una psicopatologia erotica, a seguito dello shock comincia a perseguitare Joe, divulgatore scientifico, le cui fragilità esploderanno di colpo…
Commento: Il sesto romanzo di McEwan affronta uno dei motivi ricorrenti nella sua narrativa: l’origine e la natura delle ossessioni (varianti del tema si trovano anche, ad esempio, in “Cortesie per gli ospiti”, “Bambini nel tempo” e “Sabato”). Lo stalking, di cui all’epoca dell’uscita del libro non si parlava (almeno non in questi termini), diventa qui lo spunto per imbastire una trama avvincente sul senso stesso dell’amore, tra autenticità e fissazione, impulso e controllo.
GIUDIZIO: ***½
LECTIO BREVISSIMA
Arthur Schnitzler – BEATE E SUO FIGLIO (ediz. orig. 1913)
La storia in sé è piuttosto esile: una donna, vedova di un grande attore, teme che un’altra donna della sua età, anch’ella attrice, possa insidiare suo figlio diciassettenne. Ma poi è lei a cedere a un compagno di scuola di suo figlio, con il quale intreccia una relazione clandestina. Quello che la rende interessante è l’indagine sull’ossessione che ne deriva per la protagonista, le cui certezze vacillano: cos’è stata la sua vita coniugale se non un inganno? E lei, chi ama veramente nel compagno di scuola se non il suo stesso figlio? Ne deriva una novella freudiana sul desiderio e sulla sua rimozione, scritta con la consueta maestria da un autore che ha indagato come pochi le ambiguità dell’animo femminile.

Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana