# 361 – Pascal Bruckner – LUNA DI FIELE (Anabasi, 1992, ediz. orig. 1981, pagg. 237)
Incontratesi sulla nave che le sta portando a Istanbul, due coppie francesi – quella composta dal paralitico Franz e dalla sua giovane moglie Rebecca, affascinante e civetta, e quella formata da Didier e Béatrice, insegnanti liceali in aspettativa, intenzionati a fare un viaggio in Oriente alla scoperta di sé e per consolidare il loro rapporto – fanno la reciproca conoscenza e condividono pasti e momenti di socialità. Franz si rivela ben presto un conversatore luciferino e accattivante, e non tarda a “catturare” l’annoiato Didier, cui somministra lunghe confessioni sul suo contrastato rapporto con Rebecca: come l’ha conosciuta, come si è evoluta la loro relazione, perché è finito in sedia a rotelle? Didier, pur scandalizzato da quelle confessioni intime non richieste, non può evitare di sviluppare una malsana attrazione per l’enigmatica Rebecca, che da parte sua sembra stare al gioco, avviando con lui un sinistro gioco di seduzione. Ma sul più bello, quando il giovane professore crederà di potersi affrancare dalla vita di coppia per aprirsi all’avventura, arriveranno le amare verità, e troppo tardi capirà di essere finito in una trappola ben orchestrata.
Diventato film di successo (e di scandalo) nel 1992 per la regia di Roman Polanski, con una pazzescamente sensuale Emmanuelle Seigner nel ruolo di Rebecca (che nel film si chiama Mimi), questo romanzo di Bruckner è quasi un dramma da camera, orchestrato com’è sull’unità di tempo (quattro giorni di navigazione nel Mediterraneo, alla volta di Istanbul) e di luogo (un vecchio battello al suo ultimo viaggio, vero concentrato di perversione e di tentazione).
Regista indiscusso di questa ammorbante atmosfera è Franz che, coi suoi fluviali racconti (in corsivo nel testo), ammalia l’ingenuo Didier, intriso di letteratura e convinto, banalmente, di poter ancora fare, nel 1980, un viaggio “coscienziale” in India, conducendolo, di giorno in giorno, sulla via di una inevitabile perdizione. Se infatti l’avvio è all’insegna dell’erotismo (i primi tempi del rapporto tra Franz e Rebecca sono stati idilliaci e scatenati sul piano della sperimentazione sessuale), il racconto nel racconto ci mette ben poco a trasformarsi in una specie di incubo, un inferno di gelosie e ripudi, di ripicche e cattiverie – al termine delle quali lo stesso Franz si ritrova senza l’uso delle gambe.
Deciso a convincere il suo ascoltatore di quanto monogamia sia mortifera, per l’uomo come per la donna, Franz scende nei dettagli più sconci e sotterranei del suo malsano rapporto con Rebecca, e l’Autore è bravo a tessere questa narrazione in stile tela di ragno attorno all’ingenuo ascoltatore e alla sua scialba moglie, Béatrice, dimenticata quasi subito in cabina e sacrificata sull’altare della crescente – per quanto inconfessata – eccitazione per i racconti del paralitico.
Costruito praticamente come un doppio romanzo – la storia di Franz e Rebecca e la storia comune delle due coppie durante il viaggio verso Istanbul – “Luna di fiele” è un gioco al massacro freddo e calcolato, un po’ troppo letterario, a tratti, soprattutto nelle parti in corsivo, ovvero i racconti di Franz, nei quali Bruckner – che è decisamente un buono scrittore – indulge fin troppo negli effetti tipici del “genere confessione”, con passaggi decisamente sopra le righe e un’abissalità di fondo che si scontra, e non ne esce sempre bene, con l’inevitabile trivialità di altri snodi, su tutti il racconto dei giochini a base di escrementi coi quali Franz e Rebecca si sono allietati per alcuni mesi.
Se è ovvio che certi contrasti siano voluti e che la scrittura di Bruckner sia perfettamente consapevole di sé stessa, fin quasi al punto da ammirarsi e specchiarsi un po’ troppo, è altresì evidente che, alla lunga, le parti in corsivo finiscano fatalmente per annoiare un po’, mentre il lettore è decisamente più attratto dagli sviluppi della vicenda presente, la crociera e i suoi intrecci sentimentali, la seduzione di Didier da parte di Rebecca e la gelosia di Béatrice.
Fortunatamente, il finale non delude e riserva alcune sorprese ben orchestrate da un Autore che, al netto di qualche passaggio un po’ autocompiaciuto, sa indubbiamente come si racconta una storia e come si definiscono dei caratteri – nonché come si “gioca” con essi, perché in fondo “Luna di fiele”, e questo vale tanto per il libro quanto per il film, è un crudele gioco di società che punta a minare le più classiche convinzioni borghesi e occidentali relative all’Oriente come luogo mitologico di rinascita di sé e al matrimonio come unico orizzonte possibile. Nulla di particolarmente nuovo, dopotutto, ma la pietanza è cucinata abbastanza bene e, se si sa pazientare un minimo e non ci si scandalizza per qualche pagina decisamente scatologica, lascia, alla fine, un retrogusto dolceamaro dalla buona persistenza, che giustifica anche le scelte più azzardate e a rischio di comicità involontaria.

(Recensione scritta ascoltando Lana Del Rey, “Cruel World”)
PREGI:
classica costruzione a doppia trama, intarsiate una nell’altra, è un romanzo più efficace nel far salire la tensione sessuale che nel descriverla o nel farla esplodere. Ammirevoli comunque l’economia di personaggi e di ambientazione
DIFETTI:
le parti in corsivo, cioè i racconti del paralitico Franz, sono un po’ esasperate e sentenziose, e a tratti grondano letteratura di genere (erotico-scabroso con riflessi decadentisti), finendo per impegnare troppo nella lettura e per risultare indigeste
CITAZIONE:
“La perversione non è la forma bestiale dell’erotismo ma la sua dimensione civilizzata; copulare è degno dell’animale, umana è soltanto la devianza, che impone una misura alla barbarie degli organi e costruisce un’arte complessa innestata su una natura semplicistica.” (pag. 78)
GIUDIZIO SINTETICO: **½
LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il sistema Mereghetti, che va da 0 a 4 stelline: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…






Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana