POVERE CREATURE! – Alasdair Gray

# 305 – Alasdair Gray – POVERE CREATURE! (Safarà Editore, 2024, ediz. orig. 1992, pagg. 361)

Qual è il vero passato della misteriosa Bella Baxter, affascinante donna di venticinque anni che sembra avere il cervello di una bambina? E perché l’eccentrico dottor Godwin Baxter (che Bella chiama “God”) la tiene amorevolmente segregata nella sua magione di Park Circus, a Glasgow, e la presenta come una lontana nipote rimasta orfana a causa di un terribile incidente? Frutto di un suo esperimento, Bella è letteralmente tornata dal mondo dei morti e ha l’opportunità di vivere una seconda vita non condizionata dall’asfissiante educazione vittoriana (siamo negli anni ’80 del XIX secolo) che tende a inculcare nelle donne la subalternità di ruolo e di intelletto laddove, invece, premia gli uomini, anche i più beceri e fatui, come l’avvocato playboy Duncan Wedderburn, che si innamora di Bella e la porta a fare un viaggio in giro per il mondo, viaggio dal quale uscirà stremato e in bolletta; o come il generale De la Pole Blessington, marito di Bella prima che la donna, aspirante suicida, si lanciasse nelle gelide acque del Clyde e venisse riportata in vita dal geniale Baxter. Ma quando, al termine di una rutilante serie di avventure e disavventure (anche sessuali) Bella si troverà a dover scegliere, tornerà col legittimo sposo Blessington oppure opterà per il candido medico fresco di laurea Archibald McCandless? Ma ha davvero bisogno di un uomo – che non sia il suo “God” – una creatura sincera e indipendente come Bella Baxter, capace di discernere il bene dal male e il giusto dallo sbagliato, aggirando qualunque preconcetto socio-politico?

Una delle domande che mi sono posto al termine di quello che vorrebbe essere un riassunto dell’opera di Alasdair Gray non ha senso, in realtà: che Bella abbia sposato il dottor McCandless è evidente sin dall’introduzione, visto che Gray spaccia il suo libro per l’opera del dottor McCandless (scomparso nel 1911) e si limita a presentarsi come il curatore del libro stesso, colui che – incaricato dall’editore – ne ha preparato il testo per la stampa.

Espediente vecchio come la letteratura, quello del “libro nel libro”, ma Gray (anche illustratore di professione, oltre che scrittore) lo sceglie con perfetta cognizione di causa e lo porta, se possibile, alle estreme conseguenze, dotando il volume di un poderoso apparato di note (la cui lettura integrale non è, dopotutto, così necessaria) e costruendo un’opera “a strati”, all’interno della quale, più che scoprire la verità sul “caso Bella Baxter”, si finisce preda di molteplici livelli di lettura e di interpretazione: il dottor McCandless racconta la storia a modo suo, l’Autore Alasdair Gray la correda di osservazioni e note volte a conferirle storicità e plausibilità, mentre la protagonista stessa, Bella Baxter/Victoria Blessington-McCandless che dir si voglia, ci mette del suo contestando, con una lettera finale rivolta ai posteri, gran parte delle affermazioni di suo marito.

A completare il tutto, una serie di gradevoli illustrazioni e la figura demiurgica di Godwin Baxter, decisamente il personaggio più riuscito assieme a Bella, medico in stile Frankenstein capace, forse, di ridare la vita ai defunti. Ambientato in un’epoca vittoriana vagamente steampunk, “Povere creature!” è diventato recentemente un film diretto da Yorgos Lanthimos con Emma Stone, Willem Dafoe e Mark Ruffalo, ed è stato proprio il successo del film (premiato con quattro Oscar tra cui quello alla migliore attrice protagonista) a rilanciare questo strano romanzo datato 1992 di un Autore altrettanto strano ed eclettico (nato nel 1934 e morto nel 2019).

Gray è molto bravo a rendere plausibile una vicenda sospesa tra passato alternativo e romanzo gotico, e diverte sinceramente quando scatena i suoi personaggi – e soprattutto Bella – in sarabande di sesso e dialettica, alla ricerca di un antidoto a un mondo sbagliato, costruito sulla radicata educazione capitalista (e maschilista) propalata da personaggi come il generale “Thunderbolt” Blessington e l’osceno affarista Hattersley, vero padre di Bella/Victoria, nonché dal vanesio Duncan Wedderburn, convinto che una mano fortunata al casinò sia il sale della vita. Di contro, gli scienziati idealisti come Godwin Baxter sono vilipesi e snobbati, ma forse dopotutto siamo tutti “povere creature” senza discernimento, figli del nostro tempo e delle sue storture politiche, sociali, educative.

E allora, un cervello “nuovo”, non condizionato, come quello di Bella Baxter può rappresentare l’elemento che spariglia il mazzo, l’inatteso che sorprende e spiazza, sconvolge e riforma un mondo ingessato su convenzioni che non fanno che difendere la ricchezza di pochi contro la miseria e la sofferenza di molti. Rispetto al film (che negli anni ’90 sarebbe stato diretto da Tim Burton, e non da Lanthimos!), il libro offre una satira più sociale che sessuale, mentre il film carica fin troppo di femminismo contemporaneo il personaggio di Bella, eccedendo a tratti in didascalismo e banalità (vedi il rapporto saffico con la prostituta di colore a Parigi, per la serie: non facciamoci mancare proprio niente!).

Né il libro né il film sono dei capolavori, ma se il film ha dalla sua una fantasmagoria visiva d’assoluta eccezione, il libro finisce per avviticchiarsi un po’ troppo nel suo stesso gioco, e nella sua intelligenza, e per lunghi tratti annoia con decisione, a discapito di un personaggio – quello di Bella Baxter – da annoverare tra le eroine più originali e straordinarie della letteratura di ogni tempo.  

(Recensione scritta ascoltando Franz Liszt, Étude S.140 No.3 in sol diesis minore, “La campanella”)

PREGI:
eclettico, stratificato e fantasmagorico, è un romanzo illustrato costruito con grande intelligenza e sensibilità da un Autore poliedrico che ha il pregio di non assomigliare a nessun altro, e di proporre una letteratura venata di sano umanitarismo e caratterizzata da un afflato progressista che non lascia indifferenti 

DIFETTI:
fin troppo pasticciato tra frontespizi, illustrazioni, introduzioni, commenti, commenti ai commenti, note, lettere e contro-lettere, è un “romanzo-mondo” che cattura nella stessa misura in cui respinge, che avvolge nelle proprie spire il lettore ma non lo convince mai del tutto, e gli lascia, alla fine, la tanto vaga quanto sgradevole sensazione della calcolata presa per i fondelli 

CITAZIONE:
“Voi trovate il mondo orribile, Bell, perché nessuna educazione appropriata vi ha deformato fino ad adattarvi a esso.” (pag. 180)

GIUDIZIO SINTETICO: **

LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il sistema Mereghetti, che va da 0 a 4 stelline: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…

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NON GIUDICABILE con i sistemi ìclassiciî di voto
PESSIMO
QUASI PESSIMO
BRUTTO
BRUTTINO
 
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**1/2
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***1/2
****
ACCETTABILE
DISCRETO
BUONO
MOLTO BUONO
CAPOLAVORO