SULLA SCOGLIERA – Gregor von Rezzori

# 193 – Gregor von Rezzori – SULLA SCOGLIERA (Guanda, 2004, ediz. orig. 1991, pagg. 93)

Un intagliatore tedesco di Madonne rievoca il tempo in cui viveva e lavorava in una casetta rustica su un promontorio italiano (forse il Circeo): nessun comfort (non ha elettricità né acqua corrente), ma una vista impressionante sul mare e uno strapiombo da vertigini appena fuori dalla porta. La relazione sentimentale con la precedente proprietaria della casupola, una pittrice astrattista, termina in modo brusco e l’intagliatore resta unico occupante dell’abitazione, fino a quando una turista tedesca incontrata nel sottostante paesello decide di seguirlo e sfidare le vertigini, vivendo alcuni mesi assieme a lui. Tra i due (sappiamo solo che lei si chiama Lisa, come un antico amore del protagonista) si instaura una relazione esclusivamente sessuale, senza alcun vero coinvolgimento sentimentale. La scoperta che la pittrice astrattista è stata uccisa e, soprattutto, la perdita improvvisa, durante un’unica notte, di tutti i peli corporei da parte del protagonista lo costringono a confrontarsi con la sua stessa filosofia di vita e d’arte, col suo essere tedesco nel secondo dopoguerra e col suo modo (auto)distruttivo di amare e di creare.  

Desta meraviglia che una trama tanto intricata trovi spazio nelle appena novanta pagine di una novella apparentemente di poche pretese, ma in realtà permeata di robusti temi filosofici e di angosce artistiche ed esistenziali.

Raccontata in prima persona dall’ambiguo protagonista, che ormai vive “in pianura” in compagnia di grossi cani dei quali egli stessi ha timore, la vicenda si dipana in modo volutamente brusco e sincopato, con salti temporali e personaggi che si sovrappongono – soprattutto quelli femminili: ogni relazione rimanda a un’altra, in un gioco d’incastri ce sembra non avere soluzione, e che si sublima con l’enigma della malattia che fa perdere al protagonista tutti i peli corporei nel corso di una notte. La bravura di von Rezzori – Autore mitteleuropeo quant’altri mai, nato nel 1914 a Čzernowitz, in Ucraina, da una famiglia austriaca di ascendenze italiane e vissuto tra Bucarest, Vienna, Parigi e Roma – sta proprio nel modo in cui mantiene compatta e comprensibile una materia incandescente e senza forma, il semi-delirio di un artista-artigiano (che intaglia sempre le stesse Madonne, nelle quali è specializzato) alle prese con l’esigenza di essere originale.

Il conflitto con la pittrice astrattista rispecchia proprio la crisi dell’arte nel secondo Novecento, divisa tra la dignità della semplice riproduzione e l’ambizione (perlopiù frustrata) della creazione ex novo, o della creazione tout-court (ma cosa vuol dire, alla fine, “creare”?). Vivendo letteralmente sospeso sull’abisso, il protagonista di “Sulla scogliera” (titolo che allude proprio alla condizione dell’artista novecentesco, che vorrebbe astrarsi da tutto e tutti ma non può farlo) vive conflitti irrisolvibili che la penna di von Rezzori sa raccontare con maestria e senso della misura. Lucido e visionario al tempo stesso, questo piccolo libro si legge in un pomeriggio con un insopprimibile senso di vertigine e di scollamento dalla realtà, come se l’Autore ci costringesse ad accettare una fiabesca sospensione del giudizio, su qualunque cosa: l’omicidio della pittrice, la natura delle opere del protagonista (arte o solo buon artigianato?), il mistero della perdita dei capelli e dei peli corporei… Tutto sfuma nella distanza del ricordo e nell’impossibilità di pervenire a una verità univoca e, come ben scrive Andrea Landolfi, von Rezzori è bravo a “trasformare in letteratura lo sgomento annichilito di fronte a una sazietà ottusa, la disperazione inerte, ormai dimentica di domande e capace di formulare solo risposte estreme o desolatamente banali, che pervade il mondo delle democrazie occidentali.”

Cantore della fine di un mondo – come Stefan Zweig, di cui però non ha l’ironia, o come Eduard von Keyserling, ma senza la medesima leggerezza di tocco – Gregor von Rezzori racconta, andando per archetipi, il dramma di una società costruita, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulla menzogna della democrazia, che vorrebbe tutti uguali ma, allo stesso tempo, celebra il genio e l’eccellenza, ne ha bisogno, lo cerca spasmodicamente e, quando lo trova, finisce per ignorarlo e svilirlo. E così “il problema della forma” – sempre secondo Andrea Landolfi – “che tormenta con pari furore l’intransigente pittrice astratta e il troppo condiscendente intagliatore di Madonne, finisce per investire anche l’autore (e quindi i suoi lettori) in un gioco di specchi che riflette […] un’inquietudine sorda che è in molti di noi e che, a tratti, ci fa balenare davanti agli occhi, a una distanza ormai inattingibile, quella stessa isola della cui esistenza dubita, per noi, il glabro eunuco in equilibrio sull’abisso.”   

(Recensione scritta ascoltando Vangelis, “The Conquest of Paradise”)

PREGI:
limpido nello stile, pregnante nei contenuti (frutto di suggestioni più che di spiegazioni) e perfetto nella forma (e nella durata), è una novella che – come il suo protagonista, che va a vivere in una casa “impossibile” sospesa su un abisso – fa dell’equilibrio il suo principale pregio: non certo un capolavoro, ma una lettura colta, che non lascia indifferenti

DIFETTI:
letteratura “riflessiva” e, in parte, simbolica, che certo non fa per tutti, “Sulla scogliera” è un libretto irrisolto, perché non c’è soluzione alle problematiche (e agli enigmi) che evoca e affronta

CITAZIONE:
“Quella notte avevo sognato, ma il risveglio aveva bevuto come carta assorbente la realtà multicolore delle immagini del sogno; ben presto non era rimasta che l’eco di qualcosa di tormentoso: l’irrevocabilità di un universo dilapidato.” (pagg. 54-55)

GIUDIZIO SINTETICO: **½

LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il sistema Mereghetti, che va da 0 a 4 stelline: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…

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NON GIUDICABILE con i sistemi ìclassiciî di voto
PESSIMO
QUASI PESSIMO
BRUTTO
BRUTTINO
 
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**1/2
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***1/2
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ACCETTABILE
DISCRETO
BUONO
MOLTO BUONO
CAPOLAVORO