# 327 – Jim Al-Khalili – SUNFALL (TEA, 2019, pagg. 413)
Prospettive fosche per l’umanità: nel 2041 immaginato dal fisico Jim Al-Khalili (già autore di best seller divulgativi), il Sole fa le bizze e tramite massicce espulsioni coronali bombarda la Terra di particelle ad alta energia che hanno la potenzialità di sterminare ogni forma di vita, e in particolare quella umana. Come se non bastasse, il campo magnetico della Terra, che da miliardi di anni ci protegge proprio dal vento solare e dalle più pericolose tra le particelle che la nostra stella ci manda, assieme al calore indispensabile alla vita, si sta indebolendo e pare destinato a scomparire, lasciandoci alla mercé del bombardamento solare. Ma ora le buone notizie: un fisico americano e un suo collega cinese, coadiuvati da una studiosa inglese del Sole e da una hacker iraniana, si inventano un piano azzardato per riavviare il campo magnetico terrestre grazie alla materia oscura. Peccato che la setta dei Purificatori metta tutte le sue forze nel tentativo di far fallire il piano, nella convinzione (non poi così peregrina…) che senza umanità il pianeta se la passerebbe meglio. Riuscirà l’avventuroso Progetto Odino a salvare la Terra?
Questo romanzo di fantascienza è la miglior prova che si può essere buoni fisici e buoni divulgatori (come senz’altro è Al-Khalili) senza per forza dover essere anche buoni scrittori di narrativa. Al di là di una trama allo stesso tempo banale e pasticciata, che mette assieme scienziati buoni e fanatici religiosi, hacker idealisti e politici ottusi, con il solito pizzico di politicamente corretto senza il quale, ormai, non si pubblica più nulla, dicevo, al di là di una trama di per sé poco convincente e più indicata per una saga che per un romanzo secco, il vero problema del libro sono le caratterizzazioni dei personaggi, nessuno dei quali appare realmente convincente.
L’Autore, infatti, non sa bene come far passare le competenze di fisica di cui indubbiamente dispone, e non trova di meglio che inserire lunghi dialoghi di spiegazione in cui degli scienziati fanno la lezione ad altri scienziati, che verosimilmente non ne avrebbero alcun bisogno. Più interessante, ma solo sulla carta, appare il personaggio della hacker iraniana Shirin Darvish, unica vera outsider di un romanzo per altri aspetti ingessato e bloccato dalle sue stesse idee di trama: quello che Al-Khalili immagina, infatti, è un 2041 iper-connesso e dominato dalle Intelligenze Artificiali (che governano intere città) e dalla Realtà Aumentata, che ormai il 90% della popolazione mondiale si è fatta impiantare nelle retine, col risultato che i personaggi del libro vivono contemporaneamente nel mondo reale e sui social, o meglio, sul web, visto che con un battito di ciglia possono accedere a internet.
Idea in sé non malvagia ma, a parte il fatto che il 2041 sembra un po’ troppo vicino per la realizzazione e la diffusione planetaria di una tecnologia simile, il vero problema è che l’eccesso di connettività immaginato dall’Autore lo costringe a voli pindarici per giustificare la plausibilità dei fatti, e così facendo finisce per indirizzare il romanzo verso una noiosa sequela di immersioni nella realtà virtuale e iper-connessioni sul web, a detrimento dell’azione vera e propria e dei temi più interessanti: l’inversione della polarità terrestre (che in effetti è avvenuta, più volte, nel corso della storia geologica del pianeta) e la minaccia rappresentata dal Sole, allo stesso tempo fonte di vita e possibile minaccia alla vita stessa.
Dopo un prologo molto interessante (e inquietante) ambientato, un po’ alla “2001 – Odissea nello Spazio”, nella Preistoria, e nonostante un avvio non malvagio, il romanzo di Al-Khalili finisce ben presto nelle sabbie mobili del mondo stesso in cui è ambientato, e l’Autore non può non essersi accorto, in corso d’opera, di aver ideato una realtà futura non del tutto implausibile (in fondo è un fisico di una certa fama) ma anche ardua da raccontare, che avrebbe richiesto una penna assai più scaltra (e originale) della sua.
Portato avanti pervicacemente per più di quattrocento pagine, questo romanzo di fantascienza, nonostante l’innegabile impegno che l’Autore vi ha profuso, finisce per annoiare non poco, soprattutto quando ci si rende conto che, alla fine della fiera, il giochino sarà sempre lo stesso: vinceranno i buoni scienziati che vogliono salvare il mondo oppure i malvagi settari che vogliono distruggerlo? Né più né meno di quello che avrebbe scritto un Dan Brown che però, ahimè, l’avrebbe scritto meglio: perché, bene o male, piaccia o meno, Dan Brown è uno scrittore, mentre Jim Al-Khalili no.
E non bastano quattro o cinque cose interessanti sulla fisica delle particelle e sulla materia oscura per riscattare completamente un libro che, nella seconda metà, francamente si desidera solo di poter finire per iniziarne un altro.

(Recensione scritta ascoltando John Murphy, “Adagio in D Minor”)
PREGI:
l’esattezza scientifica di molti dettagli, soprattutto sulle tempeste solari e sulla materia oscura, e lo spirito nerd di fondo che colora qualche capitolo con la giusta dose di (auto)ironia
DIFETTI:
l’Autore non fa il narratore di mestiere, e si vede: si affida a tutte le scelte più ovvie, mai una vera sorpresa ma soprattutto nessun carattere e nessuno snodo degni di essere ricordati. Certo, è narrativa di consumo, chi lo nega? Non tutti i libri devono per forza entrare nella storia della letteratura. Però era lecito aspettarsi di più, e come se non bastasse l’edizione italiana è mal curata e sdogana termini orribili come “bippare”. Francamente stucchevole l’elogio alla direttrice del CERN, Fabiola Gianotti, trasformata in Intelligenza Artificiale
CITAZIONE:
«Gli otto fasci di neutralini viaggeranno nel sottosuolo fino a incontrarsi e a collidere tra loro, provocando la madre di tutte le esplosioni. […] Abbiamo calcolato […] che l’esplosione sarà sufficiente a provocare un impulso sismico in grado di riavviare la dinamo interna della Terra e riaccendere la magnetosfera.» (pag. 261)
GIUDIZIO SINTETICO: *½
LEGENDA RECENSIONI
Sia per i libri che per i film, adotto nel giudizio sintetico il sistema Mereghetti, che va da 0 a 4 stelline: a 0, ovviamente, i giudizi più negativi, a 4 quelli più positivi, con tutti i possibili gradi intermedi…



Recensioni di Libri e Film, Racconti e Saggi... a cura di Matteo Fontana